Il fabbisogno energetico cinese cresce in proporzione allo sviluppo del paese, ed è uno dei temi dell'interessante articolo di Kent E. Calder, "Asias empty gas tank", nella rivista americana Foreign Affairs, vol. 75, n. 1, 3-4/1996, pag. 55-76. Calder sostiene che l'incremento del fabbisogno energetico dell'Asia orientale, in particolare il fabbisogno petrolifero, produrrà una fortissima competizione sui mercati internazionali per l'acquisto di questa materia, e che ciò avrà due conseguenze: aumento del prezzo del greggio e creazione di un forte legame geopolitico tra Medio ed Estremo Oriente, basato proprio sul petrolio. Questo scenario potrebbe mutare radicalmente il
sistema mondiale come lo conosciamo oggi, perché unirebbe i due poli geopolitici mondiali (Medio ed Estremo Oriente) in una alleanza indipendente dal terzo polo (l'"occidente" di Europa ed USA).
Quanto alla Cina, che da esportatrice di petrolio negli anni '90 è diventata importatrice, le risorse energetiche sono 4:
1- Petrolio e gas: oltre ai pozzi esistenti nel nord est del paese sono in atto prospezioni nel Xinjiang e nel Mar Cinese Meridionale, che finora hanno portato allo sfruttamento di un giacimento di gas che alimenterà la città di Hong Kong. La Cina è ricca di petrolio, che però potrebbe essere estremamente costoso da estrarre, mentre migliori possibilità ci sono per il gas naturale. Probabilmente però il paese dovrà importare ancora a lungo.
2- Carbone: è la vera risorsa energetica cinese, presente in giacimenti colossali in Shanxi e Shaanxi. I problemi sono legati al trasporto dai luoghi di estrazione al resto del paese, lungo le intasatissime infrastrutture cinesi. È una risorsa altamente inquinante per via dei gas e delle polveri immessi nell'atmosfera durante la combustione. Il suo consumo non potrà che aumentare, l'unica speranza è la diffusione di costosi impianti di abbattimento dei fumi.
3- Energia idroelettrica: la cosiddetta energia pulita, sfrutta soprattutto il potenziale idrico del bacino dello Yangzi. Da una strategia basata sulla realizzazione di molte dighe di piccole dimensioni, di basso impatto, economiche e di rapida realizzazione, si è passato al Grandioso Progetto: la diga delle Tre Gole sullo Yangzi, un unico gigantesco sbarramento che dovrebbe prevenire le inondazioni e produrre elettricità per intere città. I critici sostengono che i danni ecologici, culturali e sociali saranno enormi, le spese insostenibili, e che il bacino si riempirà di sedimenti in pochi anni.
4- Nucleare: settore chiave per la difesa del paese oltre che per la produzione energetica. Molte sono le centrali in funzione, ma non sembra che i dirigenti cinesi si affidino principalmente a questa fonte per soddisfare la domanda di energia. Non c'è comunque pericolo di proliferazione nucleare perché la Cina è già una potenza nucleare a tutti gli effetti.
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