Bar Boon Band, note e versi di disperazione e speranza (di Daniela Stasi)

"Quelli che si drogano per stare in compagnia wow
Quelli che se l'alcol uccide lentamente io non ho fretta
Quelli che le stragi del sabato sera oh yes
Quelli che devono toccare il fondo oh yes
Quelli che toccano il fondo e iniziano a scavare oh yes
Quelli che hanno toccato l'alto dei cieli oh yes
Quelli che speriamo che ce la faccio oh yes
Quelli lì.."

Questa manciata di parole appartengono all'ottantina di versi di "Quelli che.. la droga", testo liberamente tratto da "Quelli che.." di Enzo Jannacci. Questo blues rappresenta uno dei fili che costituiscono l'intreccio di "Bar boon band", lo spettacolo delle persone che vivono in strada e degli operatori sociali e dei volontari che si occupano di loro. Serate promosse per raccontare di stazioni, di percorsi difficili, di gente che continua a cercare la propria meta. Momenti in cui i suoni e i versi si fondono tra loro, danno vita ad un'unica forma d'arte, narrando di droga, alcolismo, solitudine, abbandono, disperazione, dolore e.. speranza. Speranza di farcela, speranza di cambiare, speranza di riuscire a convivere con se stessi e con gli altri. "Bar boon band" è promosso e organizzato da "Sos Stazione Centrale" - il servizio di strada della "Fondazione Exodus onlus" di don Antonio Mazzi, dal 1990 a fianco dei "passeggeri di ultima classe", ossia tossicodipendenti, barboni, extracomunitari e psicotici - in collaborazione con "City Angels" e le associazioni del "Comitato Milano per l'uomo". L'idea è di Maurizio Rotaris, da 17 anni educatore e counselor per gravi emarginati sociali e tossicodipendenti, da 13 responsabile di "Sos Stazione Centrale". Per l'occasione, ricopre le sue consuete vesti di operatore sociale con i panni del blues man: gli arpeggi della sua chitarra elettrica seguono e inseguono le storie che ha ascoltato, le sue sonorità comunicano ottimismo e spingono i clochard a sperare. Sempre e in ogni caso. "L'idea è nata cinque, sei anni fa - ha spiegato Maurizio Rotaris - per andare oltre al soddisfacimento dei bisogni primari dei nostri utenti. I recital Bar boon band sono sorti come incontri collettivi dedicati esclusivamente ai senzatetto. Volevamo fare ballare e cantare i clochard che seguivamo nel nostro centro di ascolto, dare vita ad una sorta di club esclusivo per barboni. Gli altri non potevano entrare. Col tempo, abbiamo deciso di farne una diversa forma di comunicazione: raggiungere i tossicodipendenti o gli alcolisti con le note, creare testi e musiche sugli eventi ascoltati e realmente vissuti dalle persone che abbiamo conosciuto". In sostanza, l'iniziativa rappresenta un mezzo differente di comunicazione rivolto sia agli utenti di "Sos Stazione Centrale" sia all'esterno, a quanti vivono nella "società". "Bar boon band vorrebbe dare un'immagine positiva del clochard, quale può essere quella del barbone artista, simpatico - ha continuato Rotaris - vorrebbe fare capire alla gente che i senza dimora sono persone con risorse, sebbene siano usciti o non siano mai entrati nel circuito tradizionale della società. Ovviamente non intendiamo alleggerire la gravità delle situazioni". Nei mesi scorsi si sono tenuti ben due "Bar boon band": il 26 giugno, Giornata mondiale contro la droga, presso la scala F della Stazione Centrale, e il 25 luglio alla "Fondazione Fratelli di San Francesco", nell'ambito della manifestazione promossa dal "Comitato Milano per l'uomo" dal titolo "Il volontariato non va in ferie".

Lo spettacolo

"Bar boon band" rappresenta una sorta di esperimento di solidarietà, nel quale poesia, musica e immagini si plasmano tra loro creando un forte messaggio di speranza per tutti coloro che vivono gravi situazioni di disagio e di emarginazione. Per qualche istante, inoltre, l'intreccio di note e versi si trasforma in pura improvvisazione, diventa un coro o un assolo forte e fragile allo stesso tempo. La "banda dei barboni" è aperta a tutti, intonati e stonati, poeti e analfabeti, a chiunque abbia voglia di ascoltare, di cantare e di esserci. La formazione è costituita da Maurizio Rotaris, alla chitarra elettrica, e dal "poeta della strada" Marco Faggionato, autore dei versi. E poi ancora.. la narrazione è affidata al corpo di ballo di Barbara Rosenberg ed a Federica Clapis, gli effetti speciali sono opera di Federico e Shiva Rotaris, le immagini sono scattate da Isabella Balena. Il chitarrista acustico Diego Raitieri accompagna chiunque abbia voglia di cantare, il giornalista Fabrizio Cassinelli è la prima voce del coro e, infine, i tamburelli sono suonati da Mustapha Talbi. Il recital è composto da quattro parti, una successiva all'altra, ciascuna rispettivamente dedicata alla strada, alla droga, ai sentimenti e alle speranze. L'insieme è composto da 15 poesie, 15 brani musicali, 4 voci del coro e brusche mareggiate dei blues "Quelli che.. la droga" e "Quelli che.. la vita di strada". Uno spettacolo che si propone come luogo di contaminazione tra mondi apparentemente lontani, legati tra loro dal sottile e resistente filo della creatività.

Idee, progetti e speranze

Il prossimo "Bar boon band" si terrà tra qualche giorno presso la sede della "Fondazione Exodus onlus" (in viale Marotta, 18/20; tel.: 02.210151). Tra i progetti futuri sono da annoverare la videoproiezione delle immagini che attualmente rappresentano una mostra itinerante, la produzione di un cd e la programmazione fissa di "Bar boon band" nei mesi di settembre, novembre, dicembre, marzo e giugno. "Quelli che speriamo che ce la fanno".

Per maggiori dettagli sulle prossime date:

Sos Stazione centrale
Piazza Luigi di Savoia, 1/17
02.66984543