Alcuni brani tratti dal libro di Maurizio Rotaris
sulla Bar Boon Band edito da Grandi Stazioni SpA
Milano 2007



IL RUMORE DEI POVERI
 STORIE DI ARTISTI DELLA BBB SULLA STRADA
Storia di Marco Rossi, compositore della Bar Boon Band

Autore e cantante della Bar Boon Band
Nato nel 1961 a Melegnano in provincia di Milano.
Inizia a lavorare a 14 anni e fino a 24 fa il litografo
Fino al 1998 lavora all’azienda municipale per i servizi ambientali.
Sposato dal 1983 al 1987, ha una figlia di 24 anni che vive con lamadre.
Dal 1984 usava coca e alcol, è entrato in comunità 2volte e ne è uscito nel 1995.
Nel 1998 è stato licenziato a causa dell’alcol.
Dopo la separazione dalla moglie è andato a vivere con la madrefino all’aprile 2005 quando è morta. Nella malattia l’ha curata e accudita. Alla morte della madre, senza lavoro, ha perso la casa.
Senza un tetto è arrivato in Stazione in aprile 2005.
E’ stato ospite di numerosi dormitori.
E’ anagraficamente residente presso SOS Stazione.
Percepisce una pensione di invalidità per problemi correlatia gravi cefalee a grappolo e neurologici. E’ in cura presso servizi sanitari.
La sua compagna si chiama Stefania Bassani
Ha conosciuto Stefania alla Stazione Centrale di Milano 25 anni fa.

Per me suonare ha sempre voluto dire tanto, la musica è semprestata la mia vita e ho incominciato a suonare e scrivere canzoni per scherzo,poi mi sono accorto che invece potevano essere qualcosa. Quando ho avutol’opportunità di farle sentire a Maurizio e gli sono piaciute misono sentito importante, poi quando addirittura me le ha fatte registraremi son sentito qualcuno, prima mi sentivo nessuno perché ero inmezzo alla strada e mi dicevo “non ce la farò mai, non saròmai nessuno”, invece con un po’ di fortuna grazie a Maurizio sono riuscitoa registrare i pezzi a farli sentire e conoscere, ma soprattutto a farparte di una band, della BBB.
Mai pensavo di arrivare a questo livello di essere abbastanza famoso,di essere qualcuno. I miei pezzi li ho fatti conoscere anche in Rai quandoMaurizio mi ha mandato con Stefania, poi li hanno mandati in onda anchesu Sky al Maurizio Costanzo. Quando ho suonato in Piazza Duomo non ci credevo,è stata una grande sorpresa e forse il regalo più bello dellamia vita, mai avrei pensato di avere un palco di venti metri per venticon tutta la strumentazione e l’amplificazione e il servizio di assistenzache c’era. Devo dire che siamo stati bravissimi. Ho provato un’emozioneincredibile, devo dire la verità ho dovuto prendermi un calmanteperché ero agitato. Siamo arrivati in Piazza Duomo alle 9 del mattinoe abbiamo suonato alle 15 del pomeriggio. Tutto il tempo siamo stati insieme,tutta la band nel camerino. Quando sono salito poi invece non mi sono sentitoemozionato, anzi ho cantato tranquillamente senza problemi. Tuttora quandola gente mi incontra mi dice “ma tu sei quello che ha suonato in PiazzaDuomo ?” E devo dire che per me è un’emozione non calcolabile. Tuttoera cominciato quando ho incontrato Maurizio e gli ho fatto sentire Bruttiricordi, gli è piaciuta subito e l’abbiamo registrata.

Brutti ricordi
Testo e musica di Marco Rossi

Se ti trovi in giro per il mondo e ti senti solo coi tuoi guai
Non guardare verso l’orizzonte non potresti ritornare mai
Se credi in una cosa giusta e se un giorno non ce la farai
Prova a credere nella tua vita guarda avanti e non voltarti mai
E la mia mente vola piano la malinconia
Stringo tra i denti questa rabbia che mi porta via
Sento il profumo di un’estate già finita ormai
Di tutti gli anni che non torneranno mai
Dietro lo specchio vedo un uomo grande ormai
Sa di libertà ti chiederà di più
Se per caso un giorno o l’altro pensi di tornare nella tua città
Per vedere se le vecchie strade  son cambiate o sono ancora là
e nascondere le cicatrici raccontare un sacco di bugie
guarda bene tutti i vecchi amici che non trovano la libertà
dietro i ricordi soffia il vento della fantasia
dietro i miei sogni c’è un veliero che li porta via
sento nel petto questa grande rabbia che
brucia dentro me, brucia dentro me
poi fermo il tempo per un momento
ti corro incontro cercando la mia libertà
e come un falco sempre più in alto
afferro il vento un giorno mi ha portato via
Tanto freddo pochi soldi in tasca  all’uscita del metrò
Mi scoppiavano dentro nella testa i rumori della mia città
E le notti che restavo solo coricato sopra un vecchio tram
A pensare in quale film l’ho visto non sembrava neanche la realtà
Brutti ricordi che non cambieranno mai
Che piangono con me
Che ridono con me, con me