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  Sunday 2 January 2005 10:25:23  
From:
Maurizio Rotaris   Maurizio Rotaris
 
Subject:

L'accoglienza dei sans papier

 
To:
ComitatoMilanoPerL'Uomo   ComitatoMilanoPerL'Uomo
 
L'assessore Maiolo: «Solo regolari nei dormitori»

Da una parte il Comune: «L’accoglienza ai senzatetto supera le richieste. Non c’è motivo d’allarme per il freddo». Dall’altra le diverse anime del «privato sociale»: «Basta una notte sulle strade per capire che il dramma dei clochard è una piaga aperta». Due visioni dello stesso problema: l’indigenza metropolitana. Lontane su un punto: l’atteggiamento che la città deve assumere nei confronti degli «irregolari».
Tiziana Maiolo, assessore alle Politiche sociali di Palazzo Marino, parte da un dato. Posti letto disponibili per i senza casa ce ne sono: 267 per la precisione, divisi tra i ricoveri femminili di viale Ortles, via Barzaghi e viale Isonzo, e i dormitori maschili di via Anfossi, via Maggianico e via Calvino. Ma la richiesta avanzata dal mondo del non profit, di «ricoverare nelle strutture pubbliche anche persone clandestine e prive di documenti legali», non può trovare risposta: «Nessuno, né le istituzioni né le associazioni convenzionate, è legittimato a violare la legge sull’immigrazione». Con quale conseguenza? «Che quei 267 letti rimarranno vuoti», risponde Mario Furlan, fondatore dei City Angels. «Se i clochard regolari sono tutti sistemati, perché non utilizzare i posti liberi per accogliere gli irregolari, magari selezionandoli per evitare violenti, alcolisti e tossicomani?». Sarebbe un modo, continua, «per non togliere niente a nessuno e dare un tetto a quanti trascorrono le feste all’addiaccio solo perché sono senza timbri sui documenti».
Padre Clemente Moriggi, vicepresidente della fondazione Fratelli di San Francesco sorride amaro: «Qualcosa, evidentemente, è cambiato». E si riferisce all’invito del Comune, inverno 2003, ad «aprire i mezzanini della metropolitana a chi rischia di morire di freddo, senza badare ai passaporti». Un appello tradotto, anche in questo caso, in numeri: 2.900 persone ospitate in due mesi e mezzo. E, di questi, 1.200 irregolari: «Una scelta dettata da scopi umanitari, che quest’anno sembrano dimenticati», conclude padre Clemente.
La replica di Palazzo Marino suona come un ultimatum: «Se queste autodenunce dovessero protrarsi — afferma l’assessore Maiolo — il Comune si vedrebbe costretto a sciogliere le convenzioni con le associazioni che dichiarino pubblicamente di ospitare clandestini».

A. St.

Fonte: ViviMilano


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