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  Friday 17 January 2003 09:59:43  
From:
Linda Pelati   Linda Pelati
 
Subject:

Re: hilarotragoedia

 
To:
Teatro   Teatro
Leggere & Scrivere   Leggere & Scrivere
 
 Ma che interessante! Dicci dicci e di che parla questo Hilarotragoedia?
Eh, parla del mondo dei pazzi nel quale io non nascerò.
L.


 Giorgio Manganelli
> Da Hilarotragoedia            
>
>
> Se ogni discorso muove da un presupposto, un
> postulato indimostrabile e indimostrando, in quello
> chiuso come embrione in tuorlo e tuorlo in ovo, sia,
> di quel che ora si inaugura, prenatale assioma il
> seguente: CHE L’UOMO HA NATURA DISCENDITIVA. Intendo
> e
> chioso: l’omo è agito da forza non umana, da voglia,
> o
> amore, o occulta intenzione, che si inlàtebra in
> muscolo e nerbo, che egli non sceglie, né intende;
> che
> egli disama e disvuole, che gli instà, lo adopera,
> invade e governa; la quale abbia nome potestà o
> volontà discenditiva. Discendere, è da notare in
> primo
> luogo, è operazione agevole; ad eseguirla, non
> temerai
> di intopparti in impacci, preclusioni, dinieghi,
> ripulse gravitazionali: né dovrai ammusarti la
> strada
> con le vibratili froge cerebrali; ché l’intero
> universo è così callidamente strutturato da fare di
> tutti i possibili movimenti questo solo sollecitante
> ed aperto, cattivante, anzi allegrante, naturale,
> naturalmente rapido di sempre più rapidissima
> rapidità; onde si sibila per l’aria intendendo a
> ipotetico bersaglio, o teologico, o infernico,
> supernamente infimo, su quello convergendo la nostra
> natura magra e diffusa, come capovolto ventaglio di
> rette si monoaccentra in grafico prospettico. Si
> noti
> come questa vocazione discenditiva si esempla nel
> nostro corpo, fusiforme verso i piedi, come si
> addice
> a ordigni di scavo, quali sono le talpe dei talloni,
> con che a noi medesimi scaviamo la tomba in amica
> argilla: a trivella ci attorcigliamo dall’ombelico
> in
> giù, con quel breve e autonomo cavicchio del membro
> e,
> oltre, l’alluce da trifola tenta la terra terragna
> cui
> inabita il tartufo del diavolo, e vi apre unghiata
> di
> abisso. Dalla guglia, dalla garguglia della tua
> testa
> d’osso, amico, mia comproprietaria di genitali, mio
> complice in distillazione d’orina, fratello in
> escremento; e tu anche, preventivo cui faticosamente
> mi adeguo, modello di teschio, mio niente
> scricchiolante ed ottuso, mio conaborto,
> conversevole
> litopedio; dalla infima cima sporgiti, abbandónati
> al
> tuo precipizio. Sii fedele alla tua discesa,
> homo.Amico.


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