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  Monday 9 June 2003 18:13:28  
From:
Anna Scavuzzo   Anna Scavuzzo
 
Subject:

I sette sigilli Apocalisse infinita

 
To:
Teatro   Teatro
 
I sette sigilli Apocalisse infinita

ideazione e regia di Franco Brambilla
testi e drammaturgia di Nanni Balestrini
con Roberto Andrioli, Roberta Biagiarelli, Tony Contartese, Yong-Min Cho, Alexsandro Guerra, Modou Gueye, Sandhya Nagaraya, Filippo Plancher, Rufin Doh Zeyenouin una produzione La Corte Ospitale

Prima assoluta: giovedì 5 giugno
Repliche dal 6 all'8 giugno, dal 10 al 15 giugno, dal 18 al 22 giugno


La Corte Ospitale - via Fontana 2, 42048 Rubiera (RE)
Per informazioni e prenotazioni
Tel. 0522 621133
info@corteospitale.org - www.corteospitale.org

Un'occasione per trascorrere una sera d'estate all'aperto, un pretesto per riflettere sulle tragedie dell'umanita', un modo di offrire un aiuto concreto alle vittime della guerra e della poverta' nel mondo: il 50% dell'incasso dell'intera stagione de La Corte Ospitale verra' infatti versato ad  Emergency.

Non sara' possibile raggiungere l'Ospitale con mezzi propri se non a piedi.
Tutte le sere di spettacolo alle ore 20.30 davanti al Teatro Valli (Reggio Emilia) oppure alle 21.00 davanti al Teatro Herberia (Rubiera) sara' a disposizione un pullman che condurr=E0 il pubblico all'Ospitale.
Rientro previsto con lo stesso mezzo  al termine dello spettacolo, ore 23.30 circa.

Prezzo del biglietto Intero: 12.00 euro.
Ridotto: 10.00 euro per possessori Card e Ring Card, fino ai 25 anni e oltre i 60 anni.
Ridotto: 6.00 euro per operatori teatrali.
E' previsto un prezzo agevolato per i gruppi organizzati.

I sette sigilli Apocalisse infinita

ideazione e regia di Franco Brambilla
testi e drammaturgia di Nanni Balestrini
con Roberto Andrioli, Roberta Biagiarelli, Tony Contartese, Yong-Min Cho, Alexsandro Guerra, Modou Gueye, Sandhya Nagaraya, Filippo Plancher, Rufin Doh Zeyenouin una produzione La Corte Ospitale


"Presto sarà la fine di tutto; e vi saranno un nuovo cielo e una nuova terra", leggiamo nell'Apocalisse. Eliminate il cielo, conservate soltanto la "nuova terra" e avrete il segreto e la formula dei sistemi utopistici... la prospettiva di un nuovo avvento, la febbre di un'attesa essenziale"
E.M Cioran

A partire dalla riflessione di Cioran si sviluppa lo spettacolo di Franco Brambilla, I sette sigilli Apocalisse infinita. Un viaggio nelle visioni profetiche del testo biblico, esplorate ed arricchite attraverso un'ampia scelta testuale e musicale, che tende a creare un preciso riferimento alla storia del mondo contemporaneo. I sette sigilli. Apocalisse infinita si svelano al pubblico con il loro carico di dolorosa realtà: la guerra, la morte, la carestia, gli stermini perpetrati dall'uomo bianco, le catastrofi naturali, la biotecnologia, l'eugenetica, in un panorama di orrori senza fine, tanto più drammatici quanto più si mostrano sordi e incapaci di rispondere alle richieste del protagonista: il personaggio di Giovanni, affidato ad un interprete giovanissimo, una bambina di 8 anni, ostinatamente chiusa, quasi a difendersi dalla violenza e dal degrado che la circonda, nei suoi giochi infantili, nelle innocenti filastrocche con cui accompagna e segue le azioni di danza dei quattro cavalieri e degli angeli che versano il fuoco sulla terra, o ascolta assorta i lamenti delle "anime sotto l'altare". Su uno schema drammaturgico che segue fedelmente la struttura del testo biblico, si innesta l'importante lavoro di riscrittura testuale di Nanni Balestrini, mentre la regia si affida all'interpretazione degli spazi architettonici: il chiostro, la chiesa e il fronte dell'Ospitale, la strada e la distesa dei campi, le luci e i suoni della città sullo sfondo, elementi di paesaggio integrati nella scena, luoghi deputati ove si snodano le azioni dei personaggi, in un intervento teatrale che ingloba la realtà interpretandola visivamente e attribuendole senso e significati inediti per la costruzione di un nuovo immaginario collettivo. Uno spettacolo che non vuole richiamarsi solamente all'accezione di distruzione evocato dal termine "apocalisse", ma assumerne viceversa il carattere di testo profetico e utopico; una sorta di rappresentazione visionaria che proietta nel mondo delle immagini il nostro desiderio, il nostro destino, affidandolo al personaggio di Giovanni, simbolo di un'umanità ancora incorrotta, capace di rigenerarsi, portatrice di un messaggio di speranza.
   
 


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