Abito vicino a Parco Ravizza ed è il parco dove da piccola ho imparato ad andare in bicicletta, sugli schettini... e dove mia madre doveva stare attenta ai vigili, perché a quel tempo era vietato ai bambini calpestare i prati, quindi quando appariva un vigile in bicicletta bisognava correre fuori dall'erba.
Poi c'è stato il momento in cui il Parco Ravizza era il luogo di rimorchio di transessuali e prostitute.
Oggi il parco è molto meglio illuminato, ben tenuto, con aree apposite dove far pascolare i cani, ma mi domando perché vi stazionino in pianta stabile diverse giostre, rumorose e inquinanti, con poco significato didattico e che offrono comunque un servizio a pagamento, quando il parco potrebbe essere attrezzato con altalene e giochi predisposti dal comune e gratuiti.
Mi domando inoltre perché non c'è almeno un cartello ogni tanto che spieghi di che albero si tratta ( ci sono querce, aceri, e molti altri alberi secolari). Perché non valorizzare questo patrimonio? Alcuni alberi hanno un cartellino inchiodato sopra con un numero, ma nessun cartello spiega di che alberi si tratti.
Mi domando infine perché non c'è mai stato un cartello o una targa che spieghi ai frequentatori chi era Alessandrina Ravizza, la donna cui è dedicato il parco. Io ho scoperto solo adesso, in un libro, che si tratta di una formidabile organizzatrice, di origini russe, femminista pratica e attivista dell'umanitaria, che fu protagonista della milano sociale di fine Ottocento con Anna Kulishoff, con Ersilia Maino, che visse i primi anni del Novecento in solidarietà con Sibilla Aleramo. Credo che la cittadinanza civica si sviluppi anche in piccole cose come questa: una targa ricordo, un piccolo medaglione storico.
In alternativa il parco rimane il luogo ideale dove bambini più o meno viziati piangeranno per avere lo zucchero filato che rovina i denti e vorranno spendere euro in rumorosi giri di giostra che durano pochi secondi. Non mi pare bello. Alessandrina Ravizza non approverebbe.
Saluti
:-)
Elena Urgnani |
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