http://www.corriere.it/vivimilano/caso_del_giorno/articoli/2007/03_Marzo/07/caso.shtml
Il caso del giorno
Parco delle Cave, una formula vincente
Non c'è un quartiere che insorge, solo qualche voce isolata che si chiede:
cosa sta succedendo a Milano? Quanto incassa il Comune?
Nelle scorse settimane è stato approvato un importante accordo tra Comune
di Milano e Italia Nostra per lo sviluppo del Parco delle Cave nei
prossimi 8 anni. Hanno fatto più notizia le polemiche che hanno preceduto
l'accordo piuttosto che l'approvazione dello stesso, avvenuta con un
sostanziale accordo tra maggioranza e opposizione. Come è noto il Parco
delle Cave è una storia esemplare di come il degrado possa trasformarsi in
qualità ambientale, di come una buona politica urbanistica possa
conciliare sviluppo e tutela dell'ambiente, di come l'affermazione
dell'interesse pubblico possa coesistere con la necessità di investimenti
privati per valorizzare il territorio. La sussidiarietà come strada
maestra per migliorare la qualità della vita dove la metropoli soffre di
mali endemici: microcriminalità, vandalismo, degrado, urbanizzazione
disordinata, assenza di luoghi di socializzazione e di verde. Le
strumentalizzazioni che hanno preceduto il nuovo accordo per la gestione
del Parco delle Cave non devono offusc
are un modello di gestione che è stata invece una intelligente scelta
politica delle giunte di centrodestra ed in particolare degli assessori
Riccardo De Corato e Maurizio Lupi. Nè devono far dimenticare l'ottimo
lavoro di progettazione, gestione e sviluppo svolto da Italia Nostra, cui
si deve il merito di avere saputo mantenere il difficile equilibrio tra
habitat naturale e attività per far vivere il parco. Non è un caso che in
questo parco siano nate altre associazioni che oggi rivendicano anche
legittimamente una maggiore autonomia. Ora la nuova giunta di Letizia
Moratti deve rilanciare la sfida per qualificare altre aree di verde
essenzialmente agricolo che circondano la città a Sud e a Est. Parlo del
Parco Teramo, del Parco del Ticinello e del Parco del Lambro. Così si
potrà realizzare una cintura verde attorno alla città, ma soprattutto si
sottrarranno spazi al degrado, agli insediamenti abusivi di
extracomunitari, allo spaccio. Sarebbe la migliore ricetta per avere una
migliore qualità urbana per peri
ferie costruite negli anni 60 e 70 come dormitori senza luoghi di
ritrovo per giovani e anziani, senza vita sociale e sportiva. Nuovi
parchi, gestiti da un direttore e da associazioni non profit, con un forte
presidio di volontari: una sfida culturale per chi come me crede nella
sussidiarietà, ma anche per gli ambientalisti che non vogliono solo
limitarsi alla protesta.
Fabrizio De Pasquale presidente Commissione Parchi, Arredo e Decoro urbano
Caro De Pasquale, la tutela del parco delle Cave è un termometro per
misurare la qualità ambientale di Milano. Non serve parlare di ticket
d'ingresso e di battaglia antismog se non si riesce a difendere questo
polmone verde che anche l'Unesco protegge. Il Comune ha pasticciato un po'
sulla vicenda, le sue parole aiutano certamente a ricucire i rapporti tra
Italia Nostra e le associazioni. Io resto preoccupato. Anche perché ricevo
segnalazioni poco incoraggianti. Lunedì sono state abbattute alcune piante
ad alto fusto ai bordi del parco, in via Pompeo Marchesi, dove sorgeranno
alcuni condomini. Non c'è un quartiere che insorge, solo qualche voce
isolata che si chiede: cosa sta succedendo a Milano? Quanto incassa il
Comune con gli oneri di urbanizzazione, per nuove residenze e per nuovi
parcheggi? L'assessore Masseroli dice che il boom edilizio è sinonimo di
ripresa e i prezzi stellari delle case a Milano sono un segno di
attrattività. Può essere. Ma le vicende degli immobiliaristi Ricucci e
Coppola lasciano i
ntendere dell'altro. C'è odore di affari, e la Procura indaga. Nelle città
si costruisce dove sono minori le difficoltà e dove è più debole
l'opposizione dei cittadini. I parchi hanno bisogno di essere difesi dalle
incursioni che ci tolgono verde e aria, beni che pensavamo illimitati e
invece stanno diventando sempre più limitati. Coraggio, De Pasquale,
chiunque difenda i nostri parchi va incoraggiato.
Giangiacomo Schiavi
07 marzo 2007
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Cari amici,
dietro tanti "predicatori" si nascondono purtroppo lupi famelici.
Non lo dico solo io, ma anche Roberto Saviane nel suo splendido libro
"Gomorra", vincitore del premio "bancarella 2006".
Aver evidenziato i connubi torbidi tra camorra, politica e immobiliari gli
è costato minacce di morte, al punto di essere sotto scorta.
http://giorgiotesen.wordpress.com/2006/10/06/camorra-vs-gomorra/
Questa è l'altra faccia del Belpaese che ci ostiniamo a rimuovere dalla
nostra mente e dalla nostra coscienza.
Eppure viviamo immersi in questa atmosfera surreale e i sociologi
dovrebbero saper analizzare i dati che provengono da ogni parte.
I mass media fanno vedere le solite facce di politici ben pensanti
che predicano bene e piacciono tanto all'italiano benpensante medio;
altre forze politiche pagano la loro onestà rimanendo emarginate...
Dietro l'orribile scempio di un bosco distrutto e di un Parco da
cementificare c'è un gruppo ben organizzato: una vicenda torbida
con coperture politiche trasversali.
Le note poetiche ed elegiache di Daniele danno un raggio di luce
a questa povera umanità rassegnata.
Daniele è un ingegnere ambientale, ma è anche un poeta inamorato
delle piccole meraviglie che Iddio ci ha dato come conforto alla fatica di
vivere.
Finché ci sarà poesia l'umanità avrà speranza.
Massimo
http://fc.retecivica.milano.it/RCMWEB/ReteCittadiniMilano/Rete%20Cittadini%20Milano/S07563096-0756426B?WasRead=1
Milano, 5 marzo 2006
Ovest milanese, Quarto Cagnino, Parco delle Cave, prati, boschi, fiori
morte
E' un giorno incantevole, il sole riscalda la terra e i campi del Parco
delle Cave.
Questo inverno il vento gelido e l'umidità dei laghi del Parco sono stati
magnanimi.
Una primavera anticipata ride nei campi fioriti (quasi non crederesti, ma
già quella magnolia antica, coperta di muschio sui rami grigi, sta
lavorando febbrilmente: le sue gemme sono gonfie, quei fiori enormi e
fatui già si aprono inaspettati al sole, sui rami ancora spogli, ruvidi;
qualche petalo è già scivolato sulle radici)
Neppure diresti che quei pini neri che svettano austeri più di venti metri
sopra la tua testa possano mai intenerirsi alla primavera.
Eppure gia' si vedono gemme minute fra gli aghi che hanno passato
l'inverno - questo e molti altri. Aspetteranno ancora qualche tempo per
diventare candele verdi. Si lasciano per ora coprire da centinaia di
passeri e merli, oltremodo occupati.
Questo è il saluto che il bosco offre ai passanti, senza chiedere altro.
Da dietro un recinto, lungo una strada battuta dai secoli. Qui non c'è
asfalto, ancora per poco. Pochi metri e inizia la città, casermoni color
cenere, vite di tinta non molto più vivace.
Il Bosco del Marcionino, molte centinaia di alberi sopravvissuti e
avvicendatisi per generazioni e secoli alla città, possenti pioppi,
robinie fessurate e severe, nuovi germogli sotto un vecchio albero
seccato, radure inattese, edera tenace che rende ombroso il cuore del
Bosco anche nel mezzo dell'inverno, quando i rami si aprono ai raggi di
sole senza opporre foglie alla luce.
Un fontanile vecchio di quasi mille anni (nato quando i fontanili erano
una rivoluzione che offriva la possibilità di tagliare il fieno anche
d'inverno), maltrattato ma ancora vivo: il Marcionino sorge dal centro del
Bosco che ne porta il nome, e scorre (sempre più di rado) lungo un'antica
via, che fra poco sarà devastata dalle ruspe come tutto il resto, in un
orgia di cemento che si abbatterà a poche decine di metri dai laghi del
Parco delle Cave. (La possiamo chiamare "orgia di cemento" e non
"programma integrato di intervento"? Possiamo esprimere una libera
opinione? Possiamo ancora raccontare le nostre emozioni? Ci faranno
tacere? In fondo Milano "ha fame di case": i dati Istat del censimento
1991 e 2001 indicano oltre 4 milioni di appartamenti sfitti in Italia, 190
appartamenti sfitti ogni mille nel nord Italia, e la popolazione di Milano
con un trend di diminuzione inarrestabile da decenni. Dunque è necessario
costruire sopra il Bosco del Marcionino)
Quell' antichissimo sentiero che i rami degli alberi oggi ancora
proteggono con una galleria vegetale, sarebbe "valorizzato"... indovinate?
Asfaltato. Una strada per centinaia di nuove automobili, del nuovo
quartiere. Sembra impossibile ascoltando il respiro quieto della bruma
quando si passeggia sotto questa cattedrale naturale. Eppure, è il
prossimo passo, il prossimo "oggetto delle amorevoli attenzioni".
Ridente ai bordi, scuro dentro, come i boschi veri: non un giardinetto
disegnato dai soliti architetti del verde coi cespi allineati su una
facile griglia, coi loro tutori di plastica e disneyane edulcorazioni
della natura. Rovi infestati di spine proteggono le distese di viole, che
sono già fiorite da settimane. Quegli stessi arbusti che si copriranno di
fiori bianchi fra un mese, e di frutti in estate. Quelle distese di prati
incoronate dalle radici e dai tronchi di acacia, prati veri, ricchi di
essenze spontanee, insolite come il fiordaliso, l'equiseto, l'anemone
bianco, il symphitum.
Hanno distrutto tutto.
Hanno raso al suolo centiania e centinaia di alberi, venerdì.
Hanno spazzato via il Bosco del Marcionino: resta solo un desolato
cimitero di ceppi segati, cumuli di legna ancora viva, fatta a pezzi,
ammonticchiati in tumuli funebri.
Resta una squallida via Pompeo Marchesi, numero civico 58.
Il cartello descrive genericamente "Scavi ed opere specialistiche".
Decine di cittadini stanno chiedendo conto di questo scempio, compiuto a
poche decine di metri dalle aree umide più pregiate del Parco delle Cave.
Andremo fino in fondo. Verificheremo i permessi, chiederemo se
"distruzione di un bosco" appartiene all'elenco delle... "opere
specialistiche". Ma forse è così davvero. Basta intendersi sul genere di
specialisti con cui si ha a che fare. I professionisti a cui lasciamo in
mano il "recupero" urbanistico della città, e del Paese.
Aiutateci a fare chiarezza, se potete.
Quanto a capire perché, quei germogli, quei boccioli di fiore abortiti
sui rami grigi delle magnolie che ancora oggi stavano fiorendo, dalle
cortecce coperte di muschio. Fiorivano - inutilmente - anche se ormai
fatti a pezzi in bell'ordine. Non c'è un perché, solo ottusa banalità.
(Un'informativa dettagliata la si può leggere sul sito
www.emergenzaparcodellecave.org)
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