Recentemente sono andato con mio nipote di 14 anni a fare due giorni di campeggio libero nei boschi dell'alta Val Trebbia, luoghi che avevo frequentato 15-20 anni addietro, così solitari da permettermi di lasciare la tenda montata, tornare a Milano a fare commissioni e bucato e tornare dopo 4 giorni trovando tutto intatto. Nessun manufatto umano in vista per chilometri di percorso del torrente. Unico segno del passaggio di umani erano (e sono) un focolare di pietre sul greto del torrente, a oltre una decina di metri dal bosco, che si raggiunge dopo avere risalito il torrente per circa 1/2 ora nell'acqua.
Tutto era come un tempo, salvo la grande quantità di legna secca presente nel bosco, dai grossi tronchi ai rami minuti e ai mutamenti che ogni stagione di piogge causa sul letto del corso d'acqua.
L'esperienza a detta di mio nipote, che pure ha fatto lo scout per sette anni, è stata appassionante e a me ha dato la possibilità di parlare con lui per ore; pur mancando PC, i-pod e tv, le serate attorno al fuoco sono passate in un baleno.
Abbiamo lasciato il luogo come lo abbiamo trovato senza tracce del nostro passaggio, salvo un poco di cenere in più nel focolare e qualche tronchetto secco in meno sul greto.
Partendo ci siamo fermati in un paesino e abbiamo letto una ordinanza del sindaco che vieta il campeggio con qualsiasi mezzo, dal camper al sacco a pelo, dall'automobile all'amaca, in tutto il territorio comunale, per la tutela della fauna. Non so se noi fossimo accampati nel territorio di quel comune, visto che nei boschi è difficile conoscere i confini comunali, ma mi ha colpito la motivazione: tutela della fauna, in una regione che ha una delle più alte concentrazione di doppiette d'Italia e pur essendoci in quel territorio sentieri CAI segnalati (con percorsi di 3-5 ore) quello che disturba la fauna sono gli eventuali campeggiatori.
Oramai i boschi servono solo per la raccolta dei funghi ai professionisti, (vedi tesserini da pagare in anticipo nei giorni feriali ecc) ai cacciatori e per spendere soldi alla comunità per proteggerli dal fuoco, visto che i proprietari non li curano più e sono pieni di legna secca e basta un fiammifero e qualunque stupido può improvvisarsi piromane.
La superfice boscosa in Italia aumenta ogni anno di circa 100 mila ha (fonte http://www.e-gazette.it/index.asp?npu=39&pagina=2 http://www.e-gazette.it/0/14_pag/14_pag_att_02.asp?cod=2560&n=2005121239&art=9-313720500-0-2452707290697439&seg=&P04=2 ) se si pensa di gestirli in modo da renderli infrequentabili finiremo assediate nelle città e allora cosa dovremmo fare ringraziare i piromani?
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