Da milano.corriere.it:
http://milano.corriere.it/milano/notizie/caso_del_giorno/09_marzo_26/caso-1501119952909.shtml
il caso del giorno
Sormani, viavai come in stazione
Più rispetto per gli studiosi
Ragazzi che entrano ed escono ogni tre minuti per mandare sms, telefonare, fumare e chiacchierare
Caro Schiavi, sono un appassionato frequentatore di biblioteche. Da quarant'anni bazzico la Sormani. Faccio ricerche che utilizzo per i miei libri, ma ogni tanto ci vado o, meglio, ci andavo anche per raccogliermi a scrivere in pace, pur stando in mezzo alla gente. Ora anche questo piccolo, immenso piacere mi è stato tolto. Ci è stato tolto. Consiglio un'incursione nella principale sala di consultazione della maggior biblioteca cittadina. Pochi giorni fa si è tenuto alle Stelline un convegno sulle biblioteche nazionali, da cui è scaturito un quadro confortante: grande fermento e rinnovamento del settore. Ma forse si comincia a trascurare il «core business», ovvero il servizio per cui furono istituite. Nella magnifica sala della Braidense ancora ancora si riesce a studiare e meditare; nella principale sala della Sormani è come stare ogni giorno nella sala d'attesa della stazione Centrale, il venerdì sera. Un viavai
incessante, con sbattimento continuo di porte: ragazzi che entrano ed escono ogni tre minuti per mandare sms, telefonare, fumare e chiacchierare, dopo aver parcheggiato i loro libri, non quelli della Sormani, sui quattro quinti della superficie disponibile. Agli studiosi e a chi va in quel luogo per raccogliersi su un testo sono riservate le prime due file, proprio a ridosso delle porte in perpetua oscillazione. Evidentemente i gestori s'adeguano a certi trend tv. Non basterebbero a frenare la transumanza continua dei badge che scadono dopo due passaggi? A scuola non stanno cercando, in extremis, di ripristinare qualche regola di rispetto e buona educazione?
Dario Biagi
Caro Biagi,
ci sono indicatori sicuri per valutare l'efficienza e la serietà di uno spazio urbano: le biblioteche sono uno di questi. Insieme alla vitalità e al numero di frequentatori si devono mettere il rispetto e la rapidità del servizio. Oggi Milano non brilla per questo, per la vetustà delle strutture e gli scarsi mezzi a disposizione. Sia benedetto il giorno il cui un assessore alla Cultura, Salvatore Carrubba, avviò il rilancio delle biblioteche di quartiere: oggi sono realtà finalmente vive. La Sormani, perno del sistema bibliotecario milanese, merita più attenzione pubblica e vanno migliorati certi servizi. Anche l'accessibilità ai libri è vecchia: ma la Beic, la biblioteca europea, moderna, a scaffale aperto, è troppo costosa e sembra tramontata. Alla Sormani ci sono problemi, di spazio e funzionalità. Quel che chiede lei, però, non è un investimento. È un po' di silenzio. Non servono fondi: solo un po' di
educazione in più.
Giangiacomo Schiavi
26 marzo 2009 |
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