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  Tuesday 24 February 2009 02:44:01  
From:
Roberto Paravani   Roberto Paravani
 
Subject:

TomTom tonto?

 
To:
Rivelazioni   Rivelazioni
Viaggi e Turismo   Viaggi e Turismo
rosaria.fusco@tomtom.com   rosaria.fusco@tomtom.com
 
Una giornata di ordinaria follia!

Viareggio: 22 febbraio 2009

Non c’è più luogo reale o virtuale dove non si canti l’elogio dell’innovazione tecnologica e l’alternativa allo spreco di carta, con l’ovvia tirata sulla salvaguardia dell’ambiente e l’abbattimento di alberi. Eppure, mai come in questi tempi, lo spreco di carta è in continuo aumento.
Se una volta dovevate consumarvi gli occhi col leggere le carte stradali per andare in un posto, adesso c’è il “navigatore”, novello Pollicino, a mandarvici davvero!

Con l’acquisto di un computer riteniamo tutti implicito che questo sia dotato dell’ultima versione del sistema operativo, così come il software di base sia quello più aggiornato.
Con i navigatori pare non sia così.
Resta la sensazione che, in questo Paese, ogni acquirente sia considerato un po’ ritardato, che acquista oggetti solo per esibirli come fiore all’occhiello e, in questo caso, neppure alla stregua dell’asino che conosce la strada per tornare a casa dal lavoro, dal supermercato o il centro commerciale.
Per ascoltare Isoradio in autostrada, in modo da essere informati su incidenti ed incolonnamenti, onde eventualmente poterli aggirare, basta una radio che offre tante altre cose, al prezzo di cifre ragionevoli, con lettore CD, presa MP3 e magari il frontalino estraibile per non attirare malintenzionati.
Per i navigatori questo è un servizio a parte e un ulteriore costo, collegato proprio a quelle stazioni radio che c’informano e ci fanno compagnia con buona musica durante l’attesa.

E’ Carnevale tuttavia e in 250 mila, ci diranno poi, andavamo a Viareggio: molti per ragioni di svago e il giorno di festa, altri per scrivere e documentare la manifestazione.
Da Firenze verso il mare all’altezza di Massarosa, inizia la mattina con un’ora di attesa per un incidente proprio nei canaloni di cemento dei lavori in corso, che riducono l’autostrada a una sola corsia. Salutiamo così il tempo necessario alla ricerca di un ristorantino prima della sfilata, facendo ciao-ciao con la manina al piatto di spaghetti e vongole promesso ai redattori.
Non manca ovviamente il fesso che vuole lo si faccia passare, perché la nostra corsia pare si muova. Grazie al cielo poi, ha il pudore di non scendere dall’auto nell’ora di attesa.
E’ all’altezza di Viareggio che il navigatore comincia a dare i numeri. Pare sia collegato con sette satelliti a fare il punto nave e indicare la rotta, ma evidentemente siamo ancora al largo e ci manda a nord per poi tornare a sud. Quando a mezzogiorno arriviamo al casello la fila è interminabile davanti alle casse ingombrando il piazzale, con la tensione ormai fino alle stelle. Ne prendiamo atto quando due auto suonano e lampeggiano per passare ad un’altra corsia, con l’autista dall’accento raffinato: “Cretino e’mmerda, vulimmo passà!”, tanto che affiora alla mente Bossi, Borghezio e il sindaco di Treviso.

In città il navigatore pare riconoscere la strada e ci porta incolumi fino in Piazza Mazzini, anche se ormai il parcheggio lo troveremo solo sul lungo mare.
Alle tredici e trenta ritiriamo gli accrediti e resta solo il tempo per un panino, dal sapore di mestizia e delusione.
Entriamo nei viali dove sfileranno i carri con stampato in faccia un’aria forse poco conciliante, tanto che nessuno s’azzarda a lanciarci coriandoli o spruzzarci addosso il contenuto di certe bombolette.
Belli i carri, con i colori della satira sui soliti politici e i grandi temi sociali che hanno reso famosi i maestri della cartapesta, e bella la gente sorridente che di sicuro avrà da raccontare ben altra giornata.
Sulla via del ritorno diamo per scontato che il navigatore non possa tener conto delle strade chiuse per il giorno di festa, ma quello pare non conosca neppure la via verso l’autostrada che ci lasciamo indicare dal retro di un pullman con la scritta Viterbo.
Guardiamo l’asfalto e la segnaletica colorata di verde, nel dubbio l’abbiano costruita e collocati quelli proprio durante la notte, e i satelliti lassù ne sappiano quasi quanto noi!
Alle venti entriamo in autostrada con la certezza che, come la pigrizia di una vecchia poesia, andremo a letto saltando la cena!

Concludendo: se le carte stradali sono ormai storicamente e tecnologicamente superate da mutamenti nella viabilità, con l’acquisto di un navigatore l’ingenuo compratore pensa d’aver acquistato una certezza, e invece si becca la lettura di una cartografia che risale forse agli anni ottanta, considerati i tempi che da noi s’impiega per fare qualcosa.
Ovviamente mi documenterò sulla prassi adottata nel costruire strade e le segnalazioni che a qualcuno dovranno pure essere fornite, ma risulterà evidente che con l’acquisto a caro prezzo di uno strumento, spacciato come il meglio della tecnologia, si entra solo a far parte di una catena di Sant’Antonio con continui aggiornamenti a pagamento da dover scaricare!
Se il viaggiare comporta certi incontri con i nostri connazionali, almeno dai satelliti ci dicano si debba aspettarci solo una giornata di ordinaria follia.


Saluti
RP


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