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  Friday 27 March 2009 11:56:01  
From:
Roberto Paravani   Roberto Paravani
 
Subject:

Un'altra primavera...

 
To:
Rivelazioni   Rivelazioni
Viaggi e Turismo   Viaggi e Turismo
 
bonifica.jpg
Buffo come il mondo sia piccino, se lo guardi in una certa prospettiva.
E buffo Facebook, come immagino un sacco di altre cose, dove il disagio letterario di tanti narratori, pare non si renda conto non avere nulla di diverso da quel mondo che il disagio produce.
Te le scassano coi loro lamenti contro il Capitale, poi corrono con la mano tesa a mendicare gli stampino il libro, e dopo vanno a caccia dello stesso battage pubblicitario, a rincoglionire altri perché comprino il libro!
Sarà anche primavera, ma in certe teste pare la Festa dei Morti!
Il dramma più grande tuttavia, non è neppure la ragazza pendolare sopra il suo trenino, che in quelle pagine costruisce il mondo, alla stessa maniera di "Una notte d'inverno un viaggiatore".
La cosa preoccupante è la politica e i suoi rappresentanti, che di questa realtà dicono d'esser l’alternativa.

Foiano della Chiana (AR) 26 marzo: ma potremmo essere a Bruxelles, o altre metropoli dove si decidono le sorti del mondo.
Giornata bellissima di sole e d'aria fine sulla piana fertilissima, come quella del Nilo, con già i profumi dei frutteti in fiore e l'erba e i fiori gialli, ai lati della strada e sulle prode a delimitare i campi.
C'è il ricordo e le tracce del mammut, prima della chianina, e quelle degli Etruschi con gli scavi del Sodo e le tombe ritrovate intatte. C'è il Granduca Leopoldo cui tutta la Toscana è debitrice, che volle la bonifica di una zona paludosa e malarica, e i nomi e i volti di chi la realizzò: da Leonardo da Vinci, Antonio Ricasoli, Galileo Galilei, Evangelista Torricelli e Vittorio Fossombroni, solo per citarne alcuni.
C'è tutta questa terra lastricata di esistenze e di genialità, e le acque ristagnanti del passato a produrre l'idea di un canale che le raccogliesse per riversarle in Arno.
Sentieri e strade vicinali, di collegamento tra i diversi paesi, pievi e castelli e fortificazioni e nuclei abitati con le leopoldine, costeggiano il canale, con l'occhio che si perde nel mare di verde e le onde dalle creste bianche coi riflessi del sole, dei pioppi e degli ontani, come vele latine di pescatori al largo.

Una realtà dove altre belle teste hanno avuto l'idea di offrire al mondo quei silenzi e quella pace, in scenari terapeutici d'attraversare a piedi o in bicicletta per chi dalla città vorrebbe fuggire almeno per le ferie, rischia di sprofondare nello stesso caos di soste e di balzelli di una diversa eppure simile politica.
Un percorso che i più intelligenti vogliono lontano dal richiamo pubblicitario del ciclismo agonistico, infarcito ormai di droghe e di pozioni, proposto dai soliti, da dedicare invece proprio alla famiglia, perché ritrovi il senso di uno stare assieme e i tempi e ritmi di una Terra di Toscana, ancora salva nonostante loro.

Piste e sentieri, quasi assimilabili al Cammino verso Santiago de Compostela, col bastone in mano e le scarpe da trekking, o sui pedali e lo zainetto in spalla, e lo sguardo avanti e attorno e la curiosità. Viandanti con un modo diverso di guardare al mondo, così com'è diversa l'alimentazione. Magari sono vegetariani e più tendenti alla frugalità, per i quali la rinuncia all'auto dovrebbe già rappresentare un indicatore. Eppure, la progettualità politica locale, riesce solo a partorire le vecchie cianfrusaglie di abbuffate al ristorante e pacchetti "tutti in una barca", che vanno bene per le comitive nelle città d’arte, pur consapevoli del calo di presenze e di prenotazioni.
Sarà per questo che l'immagine di testa sopra i manifesti, rivela il loro immaginario, con un branco d'oche sulla strada bianca?

Comunque ci saranno, ma cercheranno il contadino, l'alimentari del paese di campagna e la trattoria, magari proprio quella che non c'è sul volume del gambero e lo scorfano!
Sarà la storia e sarà il paesaggio a parlare con loro, come i segni sulle pietre di esistenze meno effimere cui lentamente ci stiamo abituando!

Saluti
RP


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