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  Tuesday 30 November 2004 21:04:15  
From:
Vincenzo Sassone   Vincenzo Sassone
 
Subject:

Reggia di Caserta

 
To:
SUD   SUD
 
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La Reggia di Caserta
        Uno dei motivi che indussero il re di Napoli Carlo di Borbone (1716-1788) a costruire la Reggia di Caserta, fu quello di allontanarsi dalla città di Napoli che correva il  pericolo di essere bombardata dalla flotta inglese .
          Il progetto era quello di erigere una dimora reale da porre al centro di una nuova moderna, ben organizzata città. Una città corte che competesse con Versailles e che fosse il simbolo della grandezza della Casa borbonica.
           Fu scelto una zona pianeggiante, in Terra di Lavoro e fu acquistato il feudo, di proprietà di Michelangelo Caetani  di Sermoneta, chiamato Villaggio Torre. Il prezzo pattuito fu di ben 489.343 ducati, una somma molto elevata per l’epoca.
            Come artefice della progettazione e costruzione fu scelto l’architetto di origine olandese Luigi Vanvitelli. La cerimonia della posa della prima pietra fu tenuta il 20 gennaio 1752.
              I lavori continuarono anche dopo l’ascesa al trono di Ferdinando IV, avvenuta nell’anno 1759, ( Carlo di Borbone era diventato re di Spagna) sotto la direzione di Luigi Vanvitelli,  fino al secondo piano del palazzo. Ma nell’anno 1773 furono  affidati a suo figlio Carlo a causa della morte del padre e si protrassero fino alla fine del 1700. Carlo si incaricò anche della costruzione del parco della reggia.
                La superficie occupata dal fabbricato è di 44000 metri quadrati e per costruirla furono spesi circa sei milioni di ducati.
                 La pianta del palazzo è rettangolare con i lati di metri 247 x 190, con un perimetro di 874 metri, un altezza di 41 metri ed un volume di circa 2.000.000 di metri cubi.
                 I corpi di fabbrica sono due e si intersecano ad angolo retto  formando quattro cortili. Comprendono 1200 stanze delle quali 245 sono ubicate sulla facciata e soltanto 134 di esse erano destinate alla famiglia reale, il resto comprendeva gli alloggi per i militari della truppa, gli uffici, la cappella, il teatro.
          La bellezza del palazzo,che denota la genialità del Vanvitelli, è dovuta alla purezza delle linee di un neoclassicismo che segna l’inizio della fine di un barocco che si era appesantito con il passare degli anni. Le piccole reminiscenze barocche, i modelli di Borromini, di Guarini e di Bernini che, a volte, affiorano nell’architettura della mole vanvitelliana non turbano l’unità dell’insieme che sta a denotare la forte personalità dell’architetto e che pone qui le basi del gusto neoclassico.
            Ma è l’armonia di tutto il complesso che appaga il nostro gusto  il nostro sguardo, i nostri sensi. E ciò avviene quando percorriamo il bellissimo vialone Carlo III e vediamo crescere davanti ai nostri occhi le armoniche linee della reggia man mano che ci avviciniamo. Quando, dopo aver percorso il corridoio centrale del palazzo sfociamo nel bellissimo verde del parco e osserviamo l’armonia delle proporzioni
di tutte le masse che lo compongono. Percorrendo un leggero pendio giungiamo a fontane, zampilli, cascate, gruppi marmorei, senza essere mai disturbati da interruzioni, da corpi estranei.
              Giungiamo fino alla sommità: ci  troviamo di fronte i gruppi marmorei del bagno di Diana e di Atteone, la bellissima grande cascata.
                Alla fine scorgiamo a destra l’ingresso del giardino inglese voluto da Maria Carolina d’Austria che fu realizzato dal giardiniere inglese G,A,Graefer in collaborazione con Carlo Vanvitelli.
                 Il giardino è ricco di piante esotiche e rare e abbellito da serre, aiuole,boschetti, viali, un piccolo lago, il bagno di Venere, rovine artificiali e finti ruderi con statue provenienti degli scavi di Pompei.
Napoli, 30 nov. 2004
Vincenzo                                
  
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