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  Sunday 10 March 2002 17:33:15  
From:
Roberto Demergazzi   Roberto Demergazzi
 
Subject:

Visite medico sportive

 
To:
AS Rassegna Stampa   AS Rassegna Stampa
 
                                     Corriere della Sera - Domenica 10 marzo 2002
                                                   anno 127 – N. 59
                                               Inserto -
Corriere Salute
                                                   Anno 14 – Numero 9

                                                  
“La nuova sanità”
                                                      
di Edoardo Stucchi

Sono arrivati i Livelli Essenziali di Assistenza, i LEA: le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale garantisce ai cittadini. In estrema sintesi, medicina di base, indagini diagnostiche e cure “importanti” sono salve. I LEA sono il risultato di un accordo fra Regioni e Stato, ma ciò non vuol dire uniformità sul territorio. Anzi: le altre prestazioni, quelle che resteranno fuori dal SSN, sono destinate ai Fondi integrativi (quando ci saranno) o potranno essere recuperate, almeno in parte, dalle Regioni che vorranno accollarsene la spesa (magari col contributo dei cittadini). I “recuperi”  >potranno avvenire – spiega il portavoce delle Regioni, Filippo Palombo, del Veneto – entro certi limiti e in base ad accordi interregionali<. Intanto, oltre al ticket e alle tasse già decisi in ambito locale per sanare la spesa sanitaria, le Regioni potranno attingere ancora alle tasche dei cittadini per nuovi ticket su alcuni farmaci (ora a carico del SSN) già definiti dalla CUF come “non essenziali”.

Questa è l’introduzione che l’articolista ha fatto della “rivoluzione” in campo di assistenza sanitaria.
In questa nota riporterò soltanto ciò che attiene alla subacquea e, in particolare, alle visite mediche sportive fino ad ora riconosciute dalla Regione.


CERTIFICAZIONI MEDICHE
Restano gratuiti, a carico del SSN, i certificati medici per la riammissione a scuola o al lavoro e quelli per l’attività sportiva scolastica. Quelli di interesse privato saranno a pagamento, anche se richiesti per legge. Si tratta, soprattutto, dei certificati per l’attività sportiva.
Se il certificato è richiesto per attività non agonistica, è sufficiente quello del medico di base, già a pagamento; per l’attività agonistica il certificato, rilasciato dai centri di medicina sportiva  si otteneva pagando un ticket di 36,15 euro e comprendeva, fra l’altro, la visita medica, l’elettrocardiogramma, esame delle urine: ora l’insieme delle prestazioni costerà 60 euro. “E’ una esclusione grave – dice Emilio Rovelli, presidente lombardo della Federazione medico sportiva italiana e direttore dell’Istituto di medicina dello sport di Milano – perché questa visita costituiva lo screening per i ragazzi, visto che la visita scolastica non esiste più e tra un anno sarà definitivamente abbandonata la visita di leva. C’è il rischio che molti non si sottopongano a questo controllo, peraltro obbligatorio, o che se lo accollino le Associazioni, con rischio per i loro bilanci. Speriamo che le Regioni non rinuncino a questa occasione di prevenzione”.
A pagamento restano anche i certificati di idoneità alla patente, al lavoro, all’affidamento, all’adozione, al porto d’armi.

Mi associo alle preoccupazioni del Dr. Rovelli aggiungendo che queste restrizioni metteranno in serie difficoltà tutti quei Club che, non avendo fini di lucro, si troveranno nella situazione di non poter affrontare queste nuove spese rischiando di dover chiudere l’attività  .
Chi ne trarrà vantaggio saranno quelle Federazioni che non richiedono un certificato
medico agonistico sportivo, ma soltanto un certificato di  “sana e robusta costituzione” che non prevede il protocollo di visite necessarie per uno sport specifico.

                                    Come giustamente dice il Dr. Rovelli:

“Speriamo che le Regioni non rinuncino a questa occasione di prevenzione”.


Roby
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roberto.demergazzi@rcm.inet.it


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