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  Tuesday 13 June 2000 15:40:52  
From:
Dario Venegoni   Dario Venegoni
 
Subject:

Processo a una SS del Lager di Bolzano

 
To:
ANED   ANED
 
Cc:
Ebraismo   Ebraismo
ANPI - LD   ANPI - LD
 

"Misha" finalmente
davanti a un giudice

 
Inizierà il 23 giugno prossimo, avanti il Tribunale Militare di Verona, il processo a carico di Michael Seifert , nato a Landau (Ucraina) il 16 marzo 1924, residente a Vancouver (Canada) 5471 Commercial Street. Un processo storico, che evoca un'epoca di dolore e di sofferenze inenarrabili per migliaia e migliaia di deportati nei campi di Fossoli e di Bolzano. Michael Seifert altri non è infatti che il giovanissimo, sanguinario "Misha", che con l'inseparabile "Otto" (Otto Sein, "irrintracciabile oggi per la giustizia italiana) seminò il terrore nei Lager dove passò.
Tutte le testimonianze dei superstiti sono concordi nell'attribuire alla coppia dei due "ucraini", che sembravano anche più giovani dei loro 20 anni,  particolari efferatezza e sadismo nelle violenze inflitte ai deportati, e in particolari ai detenuti delle "celle" (la prigione interna di Bolzano") contro i quali i due si accanivano quasi sempre in coppia, spesso all'improvviso, senza alcun motivo apparente.
 
Berto Perotti riferisce anche di 14 assassini commessi sempre nella prigione del campo: "dei quali fummo testimoni uno per uno. L’ultimo, un povero ragazzo partigiano, accusato di aver rubato del pane. I due compari [gli ucraini Otto Sein e Misha Seifert ndr] lo uccisero il giorno di Pasqua, sbattendolo a turno con la testa contro i muri della cella. Nessuno del blocco celle dimenticherà mai quel giorno: urlo per urlo, colpo per colpo. Altri vennero strozzati. In quelle occasioni, i due circolavano per i corridoi con i guanti di pelle nera. Erano diventati un simbolo, e quando li vedevamo in quel modo, un brivido correva per le celle. Non si sapeva a chi toccava il turno".
"Misha", rintracciato in Canada, dovrà rispondere di "Concorso in violenza con omicidio contro privati nemici, aggravata e continuata" (articoli 81 co. 2, 110, 575, 577 n. 3 e 4, 61 n. 4 Codice penale; 13 e 185 Codice penale militare di guerra), perché durante lo stato di guerra tra l’Italia e la Germania, prestando servizio nelle forze armate tedesche, nemiche dello Stato italiano, con il grado di Gefreiter (o Rottenführer) delle SS, equivalente a quello di caporale e svolgendo in particolare le funzioni di addetto alla vigilanza del campo di concentramento di transito (Polizeiliches Durchgangslager) istituito dalle autorità militari tedesche in Bolzano, in un periodo compreso tra il dicembre 1944 e il mese di aprile del 1945, agendo da solo e talvolta in concorso con altri militari appartenenti alle SS, in particolare con il concorso materiale di un altro ucraino rimasto identificato solo con le generalità di Otto Sein, ovvero su prescrizione o con l’acquiescenza del soprintendente alle celle Albino Cologna, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, senza necessità e senza giustificato motivo, per cause non estranee alla guerra, cagionava la morte di numerose persone (almeno diciotto) che non prendevano parte alle operazioni militari e si trovavano prigioniere nel menzionato campo di concentramento, adoperando sevizie nei loro confronti ed agendo con crudeltà e premeditazione".
In particolare:
la sera di un giorno imprecisato del febbraio 1945, nelle celle d’isolamento del lager, in concorso con il Cologna, con il Sein e con un italiano rimasto ignoto, portava un prigioniero non identificato nel gabinetto e lo torturava lungamente anche con il fuoco per indurlo a rivelare notizie, cagionandone la morte che sopravveniva la mattina del giorno successivo;
in un giorno imprecisato ma comunque compreso fra l’8 gennaio e la fine di aprile 1945, nelle celle d’isolamento del lager, in concorso con il Sein uccideva una giovane prigioniera ebrea non identificata infierendo sul suo corpo con colli di bottiglie spezzati;in un giorno imprecisato verso la fine del mese di gennaio 1945, nella cella d’isolamento posta di fronte a quella contraddistinta dal numero 29, su ordine del Cologna e in concorso con il Sein uccideva una prigioniera di 17 anni, dopo averla torturata per cinque giorni con continue bastonature e versandole addosso secchi d’acqua gelida;
in un giorno imprecisato ma comunque compreso fra il 20 gennaio ed il 25 marzo 1945, nelle celle d’isolamento del lager, in concorso con il Sein e il Cologna, uccideva un prigioniero non identificato che, scoperto a sottrarre generi alimentari e di conforto da un magazzino, era stato ristretto in cella, lasciandolo senza cibo per tre giorni e bastonandolo fino a cagionarne la morte;
in un giorno imprecisato ma comunque compreso fra il 20 gennaio ed il 25 marzo 1945, nelle celle d’isolamento del lager, in concorso con il Sein , uccideva un prigioniero ebreo di circa 15 anni rimasto non identificato, lasciandolo morire di fame;fra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 1945, in concorso con il Sein , nelle celle di isolamento del lager, da prima usava violenza carnale nei confronti di una giovane donna incinta non meglio identificata, indi le lanciava addosso secchi di acqua gelata per convincerla a rivelare notizie ed infine la uccideva;
nella notte tra il 31 marzo (sabato santo) e il primo aprile (Pasqua) 1945, in concorso con il Sein , nelle celle di isolamento del lager, dopo aver inflitto violente bastonature al giovane prigioniero PEZZUTTI Bartolo, lo uccideva squarciandogli il ventre con un oggetto tagliente;
nel marzo 1945, in concorso con Sein , Colognaed altri militari tedeschi non identificati, sul piazzale del lager uccideva con pugni e calci un prigioniero che aveva tentato la fuga;
fra la fine di marzo e l’inizio di aprile 1945, sul piazzale del lager, in concorso con Sein e Cologna, colpiva con calci due internati non identificati e poi li finiva con colpi di arma da fuoco;
ra la fine di marzo e l’inizio di aprile 1945, nelle celle di isolamento del lager, in concorso con il Sein , uccideva un giovane prigioniero non identificato massacrandolo e poi ne introduceva il cadavere nella cella completamente buia nella quale era ristretta una internata la quale decedeva di lì a poco;
fra la fine di gennaio e il mese di febbraio 1945, nelle celle di isolamento del lager, in concorso con il Sein , torturava lungamente un giovane prigioniero non identificato anche con l’infilargli le dita negli occhi, cagionandone la morte;
fra il 1° e il 15 febbraio 1945, nelle celle di isolamento del lager, in concorso con il Sein , uccideva la prigioniera Leoni Giulia in Voghera, ebrea e la figlia di costei Voghera Augusta in Menasse, torturandole per circa due ore, versando loro addosso acqua gelida e infine strangolandole;
il 1° aprile 1945 (giorno di Pasqua), nelle celle d’isolamento del lager, in concorso con il Sein , uccideva un giovane prigioniero non identificato dopo averlo torturato per circa 4 ore;in un giorno imprecisato dei mesi di febbraio o marzo 1945, nei locali dell’infermeria del lager, in concorso con il Sein , picchiava con un manganello un giovane italiano rimasto non identificato fino a fargli perdere coscienza e lo lasciava nell’infermeria dove il giovane decedeva per le ferite riportate;
in un giorno imprecisato del dicembre 1944, e comunque poco prima del giorno 25, su ordine del responsabile della disciplina maresciallo Hans Haage e agendo in concorso materiale con il Sein , sul piazzale del lager, dopo aver legato alla recinzione del campo un prigioniero che aveva tentato la fuga, alla presenza di tutti gli altri prigionieri fatti appositamente schierare a titolo di ammonizione, lo colpiva selvaggiamente e lo lasciava legato alla recinzione, cagionandone la morte che sopraggiungeva entro la mattina del giorno successivo.

L'ANED, l'ANPI,  l'Unione delle Comunità ebraiche e il Comune di Bolzano si costituiranno parte civile nel processo, nel ricordo di tutte le vittime di "Misha" e del Lager di Bolzano. L'ANED e l'ANPI saranno rappresentate dagli avvocati Gianfranco Maris e Sandro Canestrini.


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