Info Visita RCM Registrati Aiuto Eventi@MI Cerca Novità Home Page di RCM Logo di RCM Logo associazioni.millano.it
Up One Level  Up One Level
New Message  New Message
Reply  Reply
Forward  Forward
Previous in Thread  Previous in Thread
Previous Unread  Previous Unread
Next in Thread  Next in Thread
Next Unread  Next Unread
Help  Help
FAQ  FAQ
  Message  

Message 

Postmark
   
Home Page  •  Rete Civica di Milano  •  le Associazioni  •  ANED  •  Archivio Aned 95-00  •  Message
 
  Friday 8 August 1997 12:34:20  
From:
Dario Venegoni   Dario Venegoni
 
Subject:

scheda - i Lager

 
To:
ANED   ANED
 
I LAGER NAZISTI
CON LICENZA DI GENOCIDIO



La democrazia vilipesa

La democrazia parlamentare è una forma di organizzazione dello stato che assegna la sovranità al popolo, il quale la esercita a mezzo dei suoi rappresentanti. Essa è sinonimo di libertà di pensiero, di giustizia sociale e di pluralismo politico.

Purtroppo la democrazia è spesso in pericolo perchè forze eversive, approfittando delle stesse libertà istituzionali, la sconfiggono con incalcolabili danni per il progresso civile.

Questo è avvenuto in Italia nel primo dopoguerra. Dalla fondazione dei Fasci di combattimento, fino alla cosiddetta "marcia su Roma" che li portò al governo, i fascisti ebbero una predilezione per i manganelli, l'olio di ricino, le pistole e le bombe come strumenti di persuasione e diffusione delle loro idee. Poi, giunti al potere fecero tacere ogni voce contraria abolendo la libertà di stampa, sciogliendo i partiti e i sindacati. Essi instaurarono un regime a partito unico amministrando la giustizia con leggi e Tribunali speciali nei quali i magistrati furono sostituiti da ufficiali della Milizia. Il dissenso era considerato tradimento della Patria e come tale perseguito e punito. La violenza del partito s'identificò con la violenza dello stato.


Sotto il segno della svastica

Non diverso è stato l'avvento del nazismo in Germania. Sfruttando il malessere popolare per le ferite ancora aperte dalla sconfitta militare e dalla terribile crisi morale ed economica i nazisti, con una propaganda subdola e mistificatrice, addossavano ai comunisti ed agli ebrei la responsabilità di tutti i mali che affliggevano il paese e dettero la scalata allo stato. E ci sono riusciti.

Il 30 gennaio 1933, sotto l'incalzare degli eventi il presidente della repubblica, maresciallo Hindenburg conferiva a Hitler il mandato per la formazione di un governo di coalizione.

Il 4 febbraio 1933 vengono emanate le leggi per la limitazione del diritto di riunione e della libertà di stampa.

Il 28 febbraio 1933 viene varata la legge "per la protezione dello stato e la difesa del popolo" e viene introdotto il cosiddetto "arresto cautelativo" col quale la vita del cittadino è alla mercé dell'arbitrio del partito e della polizia.

Il 20 marzo 1933 si apre il primo campo di concentramento a Dachau, nelle vicinanze di Monaco. Con la deportazione di dirigenti e funzionari dei sindacati e dei partiti d'opposizione, già schedati illegalmente prima ancora dell'avvento al potere, la democrazia è decapitata.

La logica del terrorismo

Come nell'Italia fascista, nella Germania di Adolf Hitler, è ammessa una sola opinione, quella del regime. La libertà nella democrazia è oramai un ricordo d'altri tempi. Chi la rimpiange o s'illude di ristabilirla viene messo al bando assieme alla sua famiglia. "Con noi o contro di noi".

Ecco dunque due regimi, il fascista e il nazista, che hanno in comune il nazionalismo esasperato, il culto del capo carismatico, il disprezzo della democrazia, l'insofferenza per gli oppositori reali o supposti tali. Ambedue sono arrivati al potere con la violenza e il terrorismo e con quelli lo hanno mantenuto. Ma dalla fantasia dei gerarchi nazisti è uscito anche un altro strumento di repressione: il campo di concentramento.


Il ruolo delle SS

Alle poche decine di fedelissimi che costituiscono la guardia del corpo di Hitler, si aggiungono in breve tempo migliaia di giovanotti accuratamente selezionati per solida fede politica e purezza di ascendenza teutonica. Le SS (Sicherheitz - Staffeln= squadre di sicurezza) aristocrazia del partito e pretoriani severamente indottrinati e addestrati per garantire la compattezza del regime. Esse diventano col tempo un corpo autonomo, che sovrintende con pugno di ferro alla nazificazione intensiva del paese. Accanto, la Gestapo, la polizia segreta di stato agisce anch'essa con poteri illimitati Su questi due pilastri poggia una dittatura spietata. Ma per le loro nefandezze il Tribunale Militare Internazionale di Norimberga le condannerà come "associazioni a delinquere".

Gli esperti delle SS hanno con meticolosa professionalità e competenza elaborato e pianificato il più perfetto sistema di eliminazione dei nemici del popolo.

Tutto è studiato previsto, disposto fino ai minimi particolari. Uomini comuni, tranquillamente seduti dietro le loro scrivanie, hanno escogitato il più disumano metodo per la distruzione fisica e morale di altri uomini, e caso unico nella storia, perfino dei loro bambini.

In questa minuziosa programmazione burocratica sta la peculiarità unica ed irripetibile dei Konzentrationslager nazisti - in gergo KZ.

Materialmente un Lager è costituito da un agglomerato di baracche per dormitorio, uffici, magazzini, cucine revier (ospedale) laboratori ecc. circondato da filo spinato spesso elettrificato e intervallato da torrette di guardia munite di potenti riflettori e di mitragliatrici. Sui cancelli campeggia la scritta beffarda "il lavoro rende liberi" Intorno ai Lager viene istituita una zona alla quale è vietato l'accesso. Su chi osa trasgredirla si spara a vista.



Arbeit macht frei

Alla direzione e sorveglianza dei KZ le SS provvedono istituendo reparti speciali (Totenkpfverbande = reparti testa di morto) ma per la gestione diretta capillare dei campi nei vari penitenziari vengono reclutati delinquenti comuni condannati a pene di lunga durata. Essi debbono garantire il buon andamento della vita quotidiana. Saranno responsabili dell'ordine nelle baracche, della gestione delle cucine e dei servizi interni, ma soprattutto, garantiranno l'efficienza delle brigate di lavoro (Arbeitskommando) si fregiavano del titolo di Kapò (Kameradschaftspolizei). Sono essi che imponevano una disciplina ferrea, militaresca, vessatoria, esercitando con sadico impegno il diritto di vita e di morte, comminando punizioni disumane, prestandosi, per poche effimeri vantaggi e privilegi, essi, prigionieri come gli altri, ad essere gli aguzzini di altri prigionieri. Non solo le SS ma soprattutto questi miserabili sono stati i protagonisti degli orrori del regime concentrazionario.

La spirale del terrore

La storia dei KZ nazisti si sviluppa e si articola con finalità tempi e modi diversi.

Originariamente la deportazione avviene per semplice atto amministrativo strumento usato per l'annientamento di qualsiasi forma di opposizione al regime. Ai primi deportati di Dachau altri se ne aggiungono per essere a migliaia "rieducati" con lavori pesanti, umilianti ed inutili. Le ondate successive di arresti provocano la proliferazione dei campi. A Dachau seguiranno Sachsenhausen, Buchenwald e poi tanti altri. Fra principali e secondari alla fine della guerra saranno 1634.

I primi ospiti del KZ sono stati gli antinazisti tedeschi ai quali solo dopo il pogrom della "notte dei cristalli" si aggiungeranno anche gli ebrei.

L'annessione dell'Austria (marzo 1938) e lo smembramento della Cecoslovacchia (settembre 1938) pongono le varie polizie nazisti di fronte a problemi nuovi per la qualità e la quantità delle persone da arrestare e deportare. L'ordine pubblico viene mantenuto con le atroci rappresaglie le esecuzioni sommarie e la deportazione di partigiani e patrioti che le prigioni non riescono più a contenere.

Con l'invasione della Polonia (settembre 1939) e la successiva occupazione del paesi occidentali, SS e Gestapo procedono a tappeto nella loro azione preceduti però dalle Einsatzgruppen che, con il pretesto di garantire la sicurezza delle retrovie del fronte orientale, massacrano indiscriminatamente intere popolazioni. E lo rifaranno quando si scatena l'aggressione alla Russia (giugno 1941).

Nel 1942 la politica concentrazionaria subisce una svolta. La conferenza di Wansee dà inizio alla "soluzione finale del problema ebraico". Da tutta l'Europa milioni di ebrei - uomini, donne e bambini - rastrellate nelle loro case vengono trasportati a migliaia di chilometri di distanza per essere assassinati nei campi di sterminio del comprensorio di Auschwitz. Man mano i convogli giungono a destinazione, i più giovani ritenuti validi per il lavoro vengono selezionati mentre tutti gli altri entreranno nelle camere a gas e i loro corpi saranno cremati.

Nello stesso anno, dato che in Germania oramai tutti gli uomini validi sono stati chiamati alle armi, si lamenta una forte carenza di manodopera nell'agricoltura e nell'industria. Con una circolare del generale SS Pohl viene stabilito di attingere al serbatoio di braccia disponibili nei KZ. Ai deportati verrà migliorato il trattamento pur sfruttandoli fino allo stremo comunque a pieno vantaggio economico delle SS che li affittano come schiavi alle aziende che li richiedono.

In effetti i nazisti hanno voluto distruggerli non solo fisicamente ma soprattutto psicologicamente, privandoli della loro personalità, riducendoli ad essere degli "Stücke" cioè pezzi numerati e nient'altro. Ben pochi hanno saputo e potuto resistere a questo processo di degradazione e distruzione dell'uomo nell'uomo.

Quando malgrado che la guerra fosse nel suo pieno sviluppo e perfino quanto era oramai chiaramente perduta, gli SS hanno continuato, imperterriti, nella loro azione di "ripulitura" dell'Europa impegnando e sprecando un numero imponente di uomini e di mezzi e sottraendoli al potenziale militare. Motivati da una ideologia aberrante, ognuno di essi ad ogni livello, si è assunto la responsabilità di uno dei più efferati e orrendi crimini commessi nel nostro secolo.

C'è solo da chiedersi se e quali responsabilità ricadono su coloro che, forse, avrebbero potuto impedire lo spaventoso massacro.






Galateo - Privacy - Cookie