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  Thursday 24 January 2002 15:22:06  
From:
Dario Venegoni   Dario Venegoni
 
Subject:

27.1.2002 - Online il "Kalendarium" di Danuta Czech

 
To:
ANED   ANED
 
Cc:
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27 gennaio 2002 - Giorno della Memoria

Gratis online sul sito dell'Associazione Ex Deportati
il "Kalendarium" di Danuta Czech
pietra miliare della storia di Auschwitz-Birkenau
Un inedito per l'Italia, su autorizzazione dell'autrice



Milano - Il 27 gennaio 2002, in occasione del "Giorno della Memoria", l'ANED comincerà la pubblicazione della traduzione italiana del "Kalendarium" di Danuta Czech, la monumentale ricerca che ordina giorno dopo giorno tutti "gli avvenimenti nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau" dal 1939 al 1945. Il libro, per gentile concessione dell'autrice, sarà consultabile gratuitamente sul sito Internet dell'ANED, all'indirizzo "http://www.deportati.it".
Gran parte del libro - oltre 1.000 pagine nella versione tedesca - sarà pubblicata subito. L'ANED conta di completare la traduzione prima dell'estate. La traduzione è di Gianluca Piccinini. L'edizione online è a cura di Dario Venegoni, webmaster del sito dell'ANED.
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Danuta Czech, polacca, ricercatrice del Museo statale di Auschwitz, ha avviato lo studio dei documenti esistenti sul Lager quasi 50 anni fa con l'obiettivo esplicito di preparare questo straordinario calendario, la cui pubblicazione prese avvio nel 1958 a cura del Museo. Da allora ad oggi il "Kalendarium" di Danuta Czech si è enormemente ampliato, con l'aggiunta di nuovi documenti, nuovi particolari, nuove testimonianze. L'autrice di suo non ci mette neppure un aggettivo: si limita a registrare giorno dopo giorno il funzionamento della gigantesca macchina dello sterminio, sulla base di una mole impressionante di documenti originali, accuratamente vagliati e controllati. Il libro - pubblicato in edizione tedesca nel 1989 - costituisce da tempo un  baluardo ineliminabile contro ogni tentativo negazionista: sono gli stessi autori degli orrendi crimini perpetrati nel campo, nella grande maggioranza dei casi, i testimoni dei propri misfatti, con la loro pedante contabilità dei vivi e dei morti, con le ricevute dei pagamenti, le fatture dei fornitori, le sentenze dei loro macabri tribunali, i premi alle SS più solerti nella repressione dei tentativi di fuga.
A parlare, nel libro di Danuta Czech sono sempre i fatti: gli arrivi, le uccisioni, i numeri di matricola attribuiti ai deportati (e anche a un numero impressionante di neonati venuti alla luce nel campo o sui convogli in arrivo, tutti col loro bravo numerino…).
L'arrivo e lo sterminio degli ebrei romani rastrellati nel ghetto il 16 ottobre 1943 è descritto nel testo in 5 tragiche righe: 1.035 sono arrivati; 149 uomini e 47 donne sono stati immatricolati e avviati al lavoro forzato; gli altri 839 - vecchi, donne e bambini - sono stati condotti alle camere a gas. E così via, giorno dopo giorno, nel "Kalendarium" si segue l'arrivo dei trasporti dalla Francia, dal Belgio, da Berlino, dalle isole dell'Egeo, da tutta l'Europa occupata, e lo sterminio degli ebrei e degli zingari, dei prigionieri di guerra sovietici, fino al genocidio di centinaia di migliaia di ebrei ungheresi, che occupa gran parte del 1944. E fino ai giorni dell'Apocalisse, quando, incalzati dall'Armata Rossa, i nazisti decidono l'evacuazione del Lager, dando avvio alle tragiche "marce della morte" di una moltitudine di moribondi trascinati per mezza Europa per non lasciare testimoni del genocidio in mano al nemico.
La prosa di Danuta Czech è asciutta, ma non indifferente: dove può l'autrice opera degli "ingrandimenti" su episodi forse minori, spesso scioccanti. Così al 25 giugno 1944 scrive: "Dai magazzini del campo effetti, detto Canada, che si trovano alle spalle del settore BIIf, fra i Crematori III e IV, sono portate via carrozzine vuote. Sono sospinte in file di cinque ciascuna lungo la via che porta dai crematori alla stazione. Il trasporto dura oltre un'ora". Sono le carrozzine dei bambini che erano sui treni, e che sono stati uccisi, che vengono avviate verso il Reich, dove l'assistenza pubblica le affiderà alle madri tedesche bisognose. E l'immagine di questo macabro corteo di carrozzine vuote, disciplinatamente "in fila per cinque" si aggiunge con il suo carico di tanti piccoli fantasmi di innocenti alle altre mille e mille immagini di questa agghiacciante cronaca quotidiana dello sterminio. Le uniche integrazioni che i curatori dell'edizione italiana si sono permessi al testo della Czech riguardano i nomi e i numeri di matricola di alcuni deportati italiani - Primo Levi, tra tutti - aggiunti quasi a controprova della veridicità della ricerca della studiosa polacca.

Non è una lettura "facile". Eppure ugualmente questo testo, fino ad oggi riservato a una ristrettissima cerchia di studiosi, prende il lettore e non lo abbandona più fino all'ultima riga. Pagina dopo pagina si penetra all'interno della macchina nazista dello sterminio, se ne scopre il meccanismo, se ne vedono i vizi: il riferimento al tema della "banalità del male" è fin troppo scontato, ma non ce n'è uno migliore. Anche Auschwitz, con le sue camere a gas e i suoi forni crematori, aveva i suoi fornitori che lamentavano i ritardi nei pagamenti, o che protestavano perché la manodopera non era abbastanza produttiva.

Col suo linguaggio asciutto, con la sua prosa ripetitiva ed essenziale Danuta Czech ha eretto un grandioso monumento in ricordo delle vittime di quella macchina infernale. Da oggi anche i lettori italiani hanno accesso a questa fonte essenziale di conoscenza e di riflessione.


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Dario Venegoni
http://www.venegoni.it
info@venegoni.it

webmaster dei siti Internet:
http://www.deportati.it
http://www.anpi.it
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