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  Wednesday 8 February 2006 16:02:33  
From:
Alessandro Rizzo   Alessandro Rizzo
 
Subject:

L'ultima battaglia di Haider contro gli sloveni

 
To:
ANPI   ANPI
anpi-LD   anpi-LD
 
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/29-Gennaio-2006/art85.html

il manifesto - 29 Gennaio 2006
EUROPA - CARINZIA

L'ultima battaglia di Haider contro gli sloveni

Nazionalisti austriaci e locali contro la sentenza della Corte sui «cartelli bilingui». Schüssel tace ANGELA MAYR

«E' possibile che delle persone adulte nell'Europa dell'anno 2006 temano una invasione slovena?», si chiede il quotidiano viennese Der Standard appellandosi direttamente «An die Kärntner» (ai carinziani), gli abitanti della regione austriaca governata da Jörg Haider confinante con l'Italia e la Slovenia. In nome loro, della «comunità di popolo» rimessa in campo, il governatore della Carinzia si oppone all'installazione di cartelli topografici bilingui, in sloveno oltre che in tedesco, prescritta da una sentenza della corte costituzionale austriaca del dicembre scorso. «La sentenza è sbagliata, contraddittoria, non corretta, non ammissibile e mette in pericolo la pace nel paese», ha minacciato Haider, ex leader della Fpö ora a capo di un partito arancione, Bzö, da lui fondato, accusando di illegalità il presidente della corte costituzionale Karl Korinek. Già nel 2001 una sentenza della Corte chiese l'installazione di cartelli topografici bilingui nei comuni con una popolazione slovena superiore al 10% (abrogando una legge regionale che prevedeva un tetto del 25%) in applicazione dell'articolo 7 del contratto di stato del 1955 - fondamento della ricostituita autonomia statuale austriaca postbellica.

L'articolo 7 sancisce i diritti di parità delle sei minoranze linguistiche autoctone austriache. In Carinzia (Kaernten/Koroska) circa 200 comuni dovrebbero avere cartelli bilingui. «I cartelli sono diventati il simbolo del riconoscimento dell' esistenza di una minoranza slovena sul posto, - spiega Rudi Vouk del consiglio degli sloveni carinziani - là dove ci sono lo sloveno è riconosciuto come lingua ufficiale e le associazioni culturali slovene vengono sovvenzionate dai comuni». Avvocato di professione, è stato Vouk a provocare le due sentenze della Corte costituzionale con un espediente
originale: attraversando in macchina oltre i limiti di velocità prima S.Kanzian e poi Bleiburg, paesi con minoranza slovena, e rifiutandosi poi di pagare la multa per l'assenza di cartelli in lingua slovena. Altri 20 ricorsi contro multe linguisticamente scorrette giacciono presso la Corte.

Contro la sentenza Haider ha confezionato un'inchiesta popolare chiamando la maggioranza a decidere sui diritti della minoranza: un attacco alla democrazia e allo stato di diritto senza precedenti denunciato dalle opposizioni di socialdemocratici e Verdi e dal presidente della repubblica Heinz Fischer, ma tollerato nei fatti dal cancelliere Wolfgang Schüssel del partito popolare (övp) rimasto finora in silenzio.

Non a caso, giacché Schüssel, presidente di turno dell'Unione europea, è ostaggio dell'alleato di governo Haider che minaccia di far saltare l'accordo con i popolari se la övp pretende l'applicazione della sentenza. E c'è da credergli perché sulla questione dei cartelli topografici Haider gioca la sua ultima partita in vista delle elezioni politiche previste l'autunno prossimo, dopo il tracollo subito alle regionali di Stiria, Vienna e Burgenland dove il Bzö è rimasto senza
rappresentanza: ottenere un seggio diretto in una circoscrizione della Carinzia, nell'area dei comuni bilingui è oggi il solo modo per assicurarsi l'ingresso in parlamento, visto che il suo partito è dato largamente al di sotto del quorum nazionale fissato al 4%. Per battere la concorrenza dell'altro pezzo del suo vecchio partito che è rimasto col nome Fpö, Haider punta sul «superamento a destra», come ha registrato l'ex ideologo e europarlamentare della Fpö Andreas Mölzer-

Ostaggio di Haider è diventato anche l'Orf, la televisione di stato austriaca, che si rifiuta di trasmettere una documentazione storica sulla disputa dei cartelli in Carinzia «Articolo 7- il nostro diritto», già mostrata in alcuni festival austriaci e alla tv slovena. Prodotto dallo stesso Orf, il documentario mostra anche il noto assalto ai cartelli bilingui del 1972 fatti erigere in Carinzia a tappeto dall'allora cancelliere Bruno Kreisky, accolto sul posto da grida di Heil Hitler e sporco ebreo.

Di nuovo anche oggi si mobilitano le organizzazioni patriottiche tedesche nazionali e tradizionali carinziane già promotrici dell'assalto ai cartelli del 1972. In testa il «Karntner Abwehrbund»
(Kab) motiva il suo rifiuto di cartelli bilingui con il vecchio
stereotipo: «In questo modo in Carinzia si delimita un territorio sloveno». E intanto l'ordinanza per l'installazione dei cartelli bilingui chiesta dalle opposizioni al cancelliere Wolfgang Schüssel intanto non arriva.








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"GIORNO DEL RICORDO" E NEO-IRREDENTISMO ITALIANO
si veda:

la nostra Pagina di documentazione e link:
http://www.cnj.it/documentazione/paginafoibe.htm

la pagine delle iniziative 2006:
http://www.cnj.it/INIZIATIVE/ricordo2006.htm


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