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  Monday 20 February 2006 23:56:40  
From:
Alessandro Rizzo   Alessandro Rizzo
 
Subject:

Pacificazione non omologazione

 
To:
ANPI   ANPI
anpi-LD   anpi-LD
 
Da IL PICCOLO, 19 febbraio 2006


Pacificazione non omologazione

La vivace polemica sulla questione dell'esodo e delle foibe che da molti giorni prosegue sulla cronaca locale è il segnale che il tentativo di «pacificazione», che per il mio punto di vista è invece omologazione e mistificazione della storia, non ha ottenuto il risultato sperato. In Italia e soprattutto nella Venezia Giulia non ci può essere una storia condivisa, dobbiamo accontentarci e, non è poco, di un confronto civile e appassionato sul tema. Per quanto mi riguarda nessuno può farmi accettare la retorica imperante per la quale i drammi dell'esodo e le foibe, hanno la stessa matrice e non solo per il fatto che oggettivamente sono accadimenti distinti, ma soprattutto per il fatto che la strumentalizzazione delle destre prima e da qualche anno di parte della sinistra e penso alle dichiarazioni di Violante e Fassino ma anche a quelle di Bertinotti, hanno imposto all'opinione pubblica una vulgata falsa e pericolosa per la quale i morti nelle foibe o fucilati nelle carceri jugoslave, anche al netto della cinica e macabra contabilità gonfiata ad arte, erano eliminati non in quanto fascisti e/o collaborazionisti dei nazisti ed in alcuni casi solamente ritenuti tali, ma unicamente in quanto italiani, sostanziando da un lato l'idea razzistoide dello slavo barbaro con l'aggravante dell'essere stato comunista, dall'altro del Pci che avvallava tali brutalità. Anche il rincorrere delle parole d'ordine che ad ogni piè spino si leggono sulla presunta dimenticanza che l'Italia repubblicana avrebbe avuto sulla vicenda delle foibe è una panzana vera e propria, ma ciò serve alla retorica della mistificazione storica, che ancorché essere veramente interessata alle vittime di quegli avvenimenti, non a caso l'unico studio storico scientifico (incrociando i dati delle anagrafi e delle fonti ritenute attendibili in quanto preposte alle esumazioni dei corpi come i pompieri e le Croce rossa) è stato prodotto dall'Istituto per la storia di liberazione del Fvg, si rivolge agli elettori d'oggi per carpirne la fiducia. Fino a quando ci sarà qualche italiano che non vuole capire che l'Italia fascista ha condotto un'azione d'epurazione etnica d'assoluta gravità ai danni di sloveni e croati allora annessi al nostro territorio nazionale, fino a quando non si comprende che parte rilevante del Friuli Venezia Giulia, la Slovenia, l'Istria e la Dalmazia dal settembre 1943 furono inglobate, con il bene placido dei repubblichini di Salò (alla faccia della difesa dell'italianità della Venezia Giulia) al Terzo Reich nella nuova denominazione di Adriatisches Küstenland ovvero Zona d'operazioni Litorale Adriatico e, fino a quando non si considera che la Jugoslavia di Tito e il suo esercito popolare (nelle cui file hanno combattuto moltissimi cittadini isontini e migliaia di soldati dell'ex esercito monarchico provenienti del resto d'Italia abbandonati in quelle terre a se stessi dopo l'otto settembre), furono riconosciuti cobelligeranti degli alleati e, quindi, acquisirono, piaccia o no, a tutti gli effetti lo status di liberatori (l'uso di tale condizione di sicuro è stato dura alle volte feroce, propria d'ogni guerra), ogni ragionamento è monco, ma più spesso viziato dalla volontà di confondere la storia ed in particolare di coprire le responsabilità dei fascisti italiani i quali scatenando una guerra d'aggressione al fianco del nazismo causando enormi lutti ai popoli europei ed in primis a quello italiano. Una cosa però è certa: il movimento di liberazione inglobato nel Corpo dei Volontari della Libertà, i partiti che ne fecero parte e in particolare il Pci di Togliatti, che fu la forza più grande della Resistenza, hanno creato le condizioni nelle quali oggi possiamo confrontarci e polemizzare liberamente, mentre è altrettanto certo che se vinceva il nazismo e i suoi collaborazionisti questo scambio d'opinioni non era possibile.


Alessandro Perrone
responsabile provinciale del Pdci Gorizia


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