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  Thursday 30 June 2005 02:04:08  
From:
Alessandro Rizzo   Alessandro Rizzo
 
Subject:

Re(3): resistenza

 
To:
anpi-LD   anpi-LD
 
Nikolaos Triantafyllou scrive:
comincerei da qui: in effetti la resistenza è particolare perchè è stata effettuata in modi diversi (per vittorini bisognava resistere al fascismo sia praticamente che moralmente) e a volte oserei dire particolari. un esempio è la danimarca.

Infatti è fenomeno complesso. Ma diventa maggiormente complesso se lo si considera nell'accezione puramente "europea" del significato storico. Tu, Nikos, hai riportato il caso danese e credo che oltre al caso danese possa considerarsi anche quello svedese, dove la tecnica strategica di resistenza all'occupazione nazifascista verteva sul non collaborare con il sistema che si era instaurato, garantendo, così, il venir meno dell'interesse economico di permanenza da parte delle truppe occupanti, in quanto il costo dell'occupazione superava il ricavo in termini di profitto, derivante dalla medesima, in quanto il non collaborazionismo comprendeva il non servire con propri mezzi, mano d'opera locale, il processo produttivo derivante dallo sfruttamento delle risorse locali.


in italia la resistenza era vista in modi diversi, non sempre era positiva perchè ricordiamoci che ha causato vittime anche italiane inseguito ai rastrellamenti, quindi non sempre il partigiano è visto come il buono della situazione.


Io credo che in ogni fenomeno ci siano, appunto, diversi aspetti. Ma il fenomeno deve essere preso nella sua visione globale, nell'aver saputo portare al raggiungimento di un obiettivo: liberare l'Italia e costruire un sistema alternativo e antitetico rispetto a quello precedente, del dominio fascista. In molti casi la propaganda post-bellica ha cercato di "strumentalizzare" fatti e questioni che sono avvenuti per diverse cause, per cercare di creare quell'alone, oggi prevaricante, di revisionismo storico. Posso dire che a differenza del fenomeno resistenziale danese, il fenomeno, anche se così non vorrei definirlo, della Resistenza italiana trovava una situazione di sostrato di esasperazione massima sociale, civile, culturale ed economica negli animi di coloro che decisero di impugnare le armi e di combattere contro il nemico. A volte in una battaglia si rischia di implicare tra le vittime anche coloro che non hanno alcuna colpa: è la guerra che ha in sè elementi di inspiegabilità. Non c'era uno stato legale, non c'erano regole, esisteva soltanto una guerra di Liberazione contro gli oppressori e i collaborazionisti degli oppressori. Ma se non fossero stati architettati gli attentati contro milizie occupanti nazifasciste, attentati che costarono anche la vita di molti cittadini italiani, sia perchè morti nel momento dell'attentato, sia perchè uccisi barabramente dalla regola disumana della ritorsione tedesca (10 italiani per ogni soldato tedesco ucciso), l'esercito occupante non sarebbe stato minimamente scalfito nella propria struttura organizzativa e non si sarebbero creati quegli elementi atti a detonare vere e proprie crisi interne alla strutturazione delle milizie nazifasciste.


inoltre i partigiani prendevano " in prestito" il cibo dalla gente, avolte ricorrendo anche ala forza.


A parte, anche qui, casi di pirateria, vorrei sottolineare come diversi cittadini avessero partecipato alla guerra di Liberazione offrendo liberamente il proprio supporto logistico e di assistenza umana ai combattenti partigiani. Esisteva la regola del chiedere materiali vitali per la sopravvivenza e per il finanziamento della struttura partigiana: e questa regola era nella maggioranza dei casi, accettata fortemente come regola doverosa e giusta da parte delle persone che si trovavano a sostenere la guerra di Liberazione. Loro combattevano per un futuro migliore: e di questo la massima parte della popolazione italiana ne era consapevole.


di buono però ha sicuramente l'aver fatto nascere nell'italiano il senso della patria, cosa che in italia non è mai esistito a causa della sua triste storia di terra da conquistare.


Queste sono parole importanti ed è una riflessione vera e fondata. Il senso di patria perduto, quello che proveniva dal Risorgimento ma che voleva dare quel corso all'Italia di proseguimento verso la vera democrazia e verso il rispetto dei diritti civili e sociali della propria cittadinanza. La Patria come entità di valori, come condivsione di valori, come storia di persone e di popoli che si sono confrontati e che hanno dato vita a una comunità della tolleranza e dell'eguaglianza. Un concetto e un principio vilipeso dal fascismo che portò lutti, morti, repressione e guerra all'Italia.
Il fascismo fu anti-patriottico perchè negò i valori dei padri che fondarono e che costruirono nei secoli la patria: l'antifascismo fu ed è patriottico perchè difende quei valori e principi e perchè li rende positivi e attuali.


nikos



Un fraterno saluto
Alessandro


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