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  Sunday 20 May 2007 12:43:30  
From:
Alessandro Rizzo   Alessandro Rizzo
 
Subject:

contro il terrorismo.

 
To:
ANPI   ANPI
anpi-LD   anpi-LD
 
A.N.P.I. (ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA)
Sezioni: Barona – Giambellino – Lorenteggio – Porta Genova
“Ente morale”, D.L. n.224 del 5 aprile 1945”
Dal sito http://anpibarona.blogspot.com 
ringraziando per l'attenzione. Ivano Tajetti.
COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA
CONTRO IL TERRORISMO
PER LA DIFESA DELL’ORDINE REPUBBLICANO
Il Comitato riunitosi il 7 e il 10 maggio 2007, al termine dei suoi lavori ha approvato il seguente documento:
Nell’esprimere forte preoccupazione per il crescendo nella città di Milano di episodi violenti di inequivocabile matrice fascista, in particolare negli ultimi due mesi, consideriamo ulteriormente allarmante la vicenda di una possibile apertura di una sede intestata a “Cuore nero”.
Pur ribadendo la nostra ferma condanna all’attentato che lo scorso aprile ha distrutto i locali, dove inizialmente avrebbe dovuto avviarsi l’attività di questo circolo, metodo di lotta assolutamente inaccettabile, intendiamo tuttavia sottolineare come questa aggregazione denominata “Cuore nero” si ispiri apertamente a posizioni nostalgiche non solo del fascismo ma dello stesso nazismo. I simboli, quali croci celtiche, fasci littori e bandiere con lo stemma della Rsi, sono stati infatti utilizzati dai suoi stessi promotori anche nella manifestazione svoltasi in viale Certosa il 14 aprile scorso, notati e denunciati da numerosi cittadini, nonché riprodotti in diversi successivi servizi televisivi e fotografici. Un fatto che ha colpito ed offeso l’opinione pubblica democratica milanese.
Vorremmo a tale proposito ricordare come l'ostentazione di queste simbologie è anche espressamente vietata dalla legge che norma le manifestazioni pubbliche calcistiche, impedendone l’esibizione come espressione di incitamento all’odio razziale, pena la sospensione immediata degli incontri sportivi.
Sarebbe alquanto curioso che venissero invece consentite nelle vie cittadine.
Ultimamente la Procura della Repubblica della nostra città ha, a sua volta, perseguito un gruppo di partecipanti ad una manifestazione, svoltasi a Milano l’11 marzo 2006, organizzata dal Msi-Fiamma tricolore, proprio per il reato di apologia di fascismo, rinviandoli a giudizio. Due di costoro, già riconosciutisi colpevoli, hanno, per altro, immediatamente provveduto a patteggiare la propria pena, evitando ulteriori guai giudiziari, dati i comportamenti assunti e gli slogan lanciati nell’occasione. Ne citiamo uno per tutti, tratto dagli stessi atti processuali: “camicia nera trionferà, se non trionferà sarà un macello col manganello e le bombe a man”.
Altre iniziative giudiziarie sappiamo essere in corso per fatti analoghi, per scritte razziste o apologetiche, ma anche per detenzione di armi improprie da parte di aderenti a formazioni della destra radicale milanese. I promotori di “Cuore nero” non lasciano, d’altro canto, spazio a dubbi circa l’attività che intenderebbero svolgere.
Non possiamo, infine, non rilevare come nelle loro fila si allineino personaggi notissimi alle passate cronache della violenza politica. Tra gli altri, un ex “sanbabilino” che nel 1973 concorse all’omicidio di un poliziotto a Milano, con il lancio di una bomba a mano nel corso di una manifestazione neofascista; il capo di un conosciutissimo raggruppamento di ultras denominato gli “Irriducibili”, pluricondannato per violenza, furto e stupefacenti, ma soprattutto per aver costituito negli anni Novanta un sodalizio denominato “Azione skinheads”, sciolto dalla magistratura per istigazione all’odio razziale, etnico e religioso. Al loro fianco, sempre il 14 aprile scorso, sono anche comparse altre figure di rilievo nazionale, giunte da Roma, a loro volta condannate in modo definitivo per associazione sovversiva e banda armata.
Crediamo in conclusione che consentire l’apertura di una sede a “Cuore nero”, non significherebbe semplicemente concedere a un gruppo di cittadini la possibilità del libero esercizio delle proprie opinioni, ma la legittimazione di un luogo in cui verrebbero irrisi e offesi i valori fondanti la nostra Costituzione, nonché violate le leggi esistenti contro il razzismo.
I rischi, per altro, di incardinare sul territorio una sede punto di ritrovo per bande violente, è altissimo. Sempre la magistratura ebbe modo di far risalire ad alcuni degli stessi promotori di “Cuore nero” la gestione della cosiddetta “Skin House”, in via Cannero a Milano, oggi chiusa, da cui partirono gli aggressori che, nell’agosto del 2004, ferirono gravemente sui Navigli con diverse coltellate giovani appartenenti ad un centro sociale. La stessa “Skin House” fu perquisita ritrovando al suo interno numerose armi da taglio e improprie.
Facciamo affidamento alle istituzioni, a sole poche settimane dallo svolgimento del 25 aprile, affinché Milano non torni a conoscere una nuova stagione di violenze politiche.
Il Presidente-Coordinatore
Tino Casali
Milano, 10 Maggio 2007



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