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  Saturday 15 November 2008 16:52:54  
From:
Alessandro Rizzo   Alessandro Rizzo
 
Subject:

 
To:
ANPI   ANPI
anpi-LD   anpi-LD
 
Cc:
Alessandro Rizzo LD   Alessandro Rizzo LD
Comunismo   Comunismo
Italia Democratica - LD   Italia Democratica - LD
l'Unione di Milano   l'Unione di Milano
l'Unione di Milano il programma   l'Unione di Milano il programma
l'Ulivo di Milano   l'Ulivo di Milano
Partito Democratico   Partito Democratico
Forum di Sinistra ed ecologisti   Forum di Sinistra ed ecologisti
 
Cara amica, caro amico,

l'Albergo Regina di Milano fu, come Via Tasso a Roma e l'Albergo Nazionale
a

Torino, il luogo degli interrogatori, della tortura e dell'inizio del

viaggio di deportazione per antifascisti ed ebrei dal 13 settembre del 1943

al 30 aprile del 1945. Non una lapide che lo ricordi: la memoria di quello

che avveniva in quel posto rischia di andare dispersa.

Per questa ragione abbiamo pensato di inviare al Presidente del Consiglio

Comunale di Milano la lettera che trovi di seguito ed allegata. Ci

piacerebbe che essa fosse firmata, oltre che da noi primi firmatari, da

molti altri milanesi.

Se ritieni di poterla/doverla firmare, inviami una riga di adesione con

nome, cognome, e eventuale qualifica all'indirizzo

 

giovannimarco.cavallarin@fastwebnet.it.

 

Provvederò io ad aggiungere la tua

firma in ordine alfabetico.

Se pensi anche di poterla/doverla inoltrare a tua volta, te ne saremo
grati.

Un cordiale saluto,

marco cavallarin

 

 

Al Presidente del

Consiglio Comunale

di Milano

 

Manfredi Palmeri

 

Milano, ......

 

Oggetto: "Albergo Regina", Milano.

 

Gentile Presidente,

 

in collaborazione con l'ANPI (Ass. Nazionale Partigiani d'Italia), noi

promotori di questa richiesta ci stiamo occupando di ricerche storiche
sulle

attività nazi-fasciste a Milano.

 

In tale ambito ci siamo resi conto che nella nostra Città, insignita della

Medaglia d'Oro della Resistenza, esistono luoghi completamente rimossi
dalla

memoria collettiva nei quali si sono svolte pagine importanti e drammatiche

della storia.

 

Uno di questi luoghi è l'ex "Albergo Regina" di via Silvio Pellico 7 (altro

ingresso in via Santa Margherita 6), a pochi passi da Piazza del Duomo. In

esso, dal 13 settembre 1943 al 30 aprile 1945, ebbe sede il quartier

generale nazista a Milano, con i comandi provinciale e interregionale della

Polizia di Sicurezza (SIPO), del Servizio di Sicurezza (SD) da cui
dipendeva

la Gestapo, e dell'Ufficio IV B4 incaricato della persecuzione antiebraica.

 

Lì agiva il colonnello delle SS Rauff, uno dei più stretti collaboratori di

Eichmann, comandante della SIPO-SD avente autorità su Piemonte, Lombardia e

Liguria.

 

Alle dirette dipendenze di Rauff era il capitano Theodor Saevecke, capo

della Gestapo a Milano, condannato all'ergastolo il 9 giugno 1999 dal

Tribunale Militare di Torino come responsabile dell'eccidio dei Quindici

Martiri di Piazzale Loreto del 10 agosto 1944, al quale era affidato il

comando avanzato della città.

 

L'"Albergo Regina", dove fu detenuto anche Ferruccio Parri, fu un posto

terribile e di grande importanza per il lavoro di ricerca poliziesca che vi

si faceva in stretto rapporto con la Legione Muti di via Rovello 2, la X

Mas, le brigate nere, e la banda Kock di "Villa Triste" di via Paolo
Uccello

17/19. Esso è tristemente noto per essere stato luogo in cui la tortura e

l'assassinio erano le regole di comportamento. Saevecke si serviva del
cosiddetto

'macellaio' Gradsack, e 'lavorava' a stretto contatto con i sanguinari Otto

Kock, sottufficiale Gestapo, e Franz Staltmayer, detto la belva, armato di

nerbo e cane lupo. Dall'"Albergo Regina" i catturati (ebrei, partigiani,

antifascisti, sospettati ecc.) venivano avviati al carcere di San Vittore,

in alcuni casi direttamente ai trasporti partiti dal Binario 21 della

Stazione Centrale di Milano per essere deportati. Una struttura simile a

quella romana di via Tasso, a quella torinese dell'Albergo Nazionale, a

quella parigina dell'Hotel Lutetia.

 

A Milano, in via Silvio Pellico o nelle vicinanze non c'è nemmeno una
lapide

che ricordi cosa c'era o cosa vi avveniva.

 

Riteniamo, insieme ai firmatari di questa richiesta, che la nostra Città

debba ricordare, almeno con una lapide nel luogo in cui uomini e donne
hanno

conosciuto inaudite sofferenze, quella triste e drammatica pagina della sua

storia.

 

Cordialmente,

 

Giovanni Marco Cavallarin - Professore

Roberto Cenati - Coord. ANPI, Milano

Emanuele Fiano - Parlamentare

Ernesto Nobili - Consigliere provinciale

Antonio Quatela - Professore

 

 

_______

G. Marco Cavallarin - Via G. Donizetti 53, 20122 Milano

tel.: (+39)02.45496029, port.: (+39)333.4620788

giovannimarco.cavallarin@fastwebnet.it

Per l'invio di materiali di grandi dimensioni: mcavallarin@gmail.com



















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