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  Wednesday 7 June 2006 17:31:05  
From:
Alessandro Rizzo   Alessandro Rizzo
 
Subject:

Ragioni per votare NO nel referendum costituzionale

 
To:
anpi-News   anpi-News
 
Ragioni per votare NO nel referendum costituzionale del 25 – 26 giugno 2006



        Contro la controriforma costituzionale che intende modificare la Costituzione della Repubblica sulla base della legge pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005, sulla base della procedura indicata dall’art. 138 della Costituzione, ma senza l’approvazione del 2/3 dei voti: infatti nella  seduta del Senato tale legge ha ottenuto 170 voti favorevoli, 132 contrari e tre astenuti (che al Senato equivalgono a voti contrari).

1)      la legge introduce il concetto di Senato federale (in rappresentanza delle Regioni) e ne limita fortemente i poteri in quanto il Senato non ha più il potere legislativo generale che è riservato alla Camera dei Deputati.

2)      il numero dei senatori a  vita nominati dal Presidente della  Repubblica è ridotto da 5 a 3;

3)      il numero dei deputati e dei senatori  è ridotto e tale riduzione influisce sulla stessa funzione rappresentativa delle due assemblee e sui loro poteri di organizzazione interna;

4)      tenuto conto della  diversità delle competenze legislative previste è facilmente prevedibile un contrasto paralizzante tra Camera e Senato nello svolgimento delle loro funzioni

5)      l’età richiesta per il Presidente della Repubblica  è ridotta da 50 a 40 anni;

6)      il Presidente della  Repubblica non ha più il potere di sciogliere le Camere che è attribuito al Primo Ministro che ne ha l’esclusiva responsabilità. In caso di dimissioni del primo ministro la Camera dei Deputati viene sciolta;

7)      non si da luogo allo scioglimento della Camera “qualora alla Camera dei Deputati entro i 20 giorni successivi venga presentata e approvata con votazione per appello nominale  dai deputati appartenenti alla  maggioranza espressa dalle elezioni una mozione nella quale si dichiari di voler continuare nell’attuazione del programma e si designi nell’ambito della  stessa  maggioranza un nuovo primo ministro, che viene successivamente nominato dal Presidente della  Repubblica”;

8)      la figura del Presidente del Consiglio è sostituita da quella di Primo ministro: tutto il progetto di nuova Costituzione si distacca dalla forma parlamentare ed assume un carattere  presidenzialista , tenuto conto che  nelle elezioni per la Camera dei deputati è indicato il ruolo del candidato Primo ministro;

9)      non è più previsto il voto di fiducia da parte del Parlamento, che si limita ad esprimere un voto sul programma del governo, mentre il voto di fiducia può essere  espresso soltanto quando richiesto dal Primo ministro: “il primo ministro si dimette qualora la mozione di sfiducia sia stata respinta con il voto determinate di deputati non appartenenti alla  maggioranza espressa dalle elezioni”;

10)     il  primo ministro ha poteri non solo di nomina , ma anche di revoca dei ministri;

11)     il Consiglio superiore della  Magistratura non ha più un vicepresidente, eletto tra i membri designati dal Parlamento;

12)     Roma è capitale dello Stato ma le sue competenze sono stabilite dalla Regione Lazio;

13)     Sono largamente aumentati i poteri delle Regioni: promozione internazionale, politica monetaria, polizia amministrativa, tutela della salute, sicurezza alimentare , reti di trasporto e di navigazione, ordinamento delle professioni, ordinamento sportivo, produzione dell’energia, emittenza radiotelevisiva regionale, potestà legislativa esclusiva nell’assistenza e organizzazione sanitaria, organizzazione scolastica e definizione dei programmi scolastici (la cosiddetta devolution);

14)     La composizione della  Corte costituzionale è mutata:  dei quindici  giudici, diversamente dalla situazione attuale quattro sarebbero   nominati dal Presidente della  Repubblica (invece di cinque), quattro nominati dalle Supreme magistrature (invece di cinque), tre eletti  dalla Camera e quattro dal Senato federale (con un  aumento quindi di due dei giudici di elezioni parlamentare);

15)     Contrariamente a quanto si dice da parte  dei sostenitori  della controriforma  le modifiche  della seconda parte della Costituzione  incidono  anche sulla prima  parte di essa (che  si dichiara intangibile, come noi ovviamente sosteniamo) riducendo i diritti  dei cittadini,   indebolendo  le garanzie costituzionali  ed intaccando  i principi fondamentali  posti a base della  democrazia repubblicana.


Attenzione!
In questo caso  (referendum senza quorum) l’astensione favorisce  il SI. Perciò  occorre che tutti si esprimano per il NO.

Nota a cura di Gian Piero Orsello


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