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  Wednesday 23 August 2006 17:36:27  
From:
Alessandro Rizzo   Alessandro Rizzo
 
Subject:

Tino Casali sul valore del 25 luglio

 
To:
anpi-News   anpi-News
anpi-LD   anpi-LD
 
Tino Casali sul valore del 25 luglio
25 LUGLIO 2006
Cari compagni,
bene ha fatto la nostra Associazione a promuovere alcune cerimonie celebrative del 25 Luglio 1943. Una data in parte trascurata, ritenuta non centrale nel novero delle ricorrenze storiche fondamentali della nostra Repubblica. Eppure è stato il primo momento della rinascita democratica del nostro Paese.
Parrebbe a prima vista una questione limitata ai vertici di potere in Italia, al regime fascista e alle sue contraddizioni. In primo luogo la guerra tremenda che aveva arrecato lutti e disperazione; lo sbarco delle truppe alleate in Sicilia; la monarchia sabauda che non riusciva a riprendere in mano il filo del potere spezzato nel 1922 con l’incarico dato a Mussolini di formare il governo. E, sullo sfondo, la presenza del Vaticano che perseguiva una propria linea politica intrecciata inevitabilmente con gli scenari indicati. Nei rapporti internazionali, infine, l’Italia era sempre più succube e a rimorchio dell’alleato nazista, anch’esso in difficoltà specialmente dopo la battaglia di Stalingrado.
Nonostante queste condizioni è esattamente dal “25 Luglio” che va datato l’esaurimento delle capacità di tenuta fascista sulla società italiana. Prova ne sia che dopo l’annuncio della sostituzione di Mussolini con Badoglio, nel Paese esplose una felicità irrefrenabile. Gli italiani iniziarono da subito ad abbattere le insegne del regime, a mostrarsi ampiamente soddisfatti e visibilmente gioiosi del passaggio istituzionale ed a sperare nella fine rapida della guerra. Fu invece l’inizio di un percorso che dall’8 settembre porterà alla Resistenza e alla Guerra di Liberazione. Proprio in quelle settimane del 1943, subito dopo l’arresto di Mussolini, iniziò una partita a scacchi tra la monarchia dei Savoia, i nazisti nel nostro Paese e il fascismo morente che aveva come scopo il controllo della nostra penisola. Un gioco delle parti spazzato via dalla Resistenza.
Un Paese bistrattato, colpito, preso in mezzo tra interessi tedeschi e arrendevolezze italiane. Ma fu proprio dal 25 Luglio che l’Italia iniziò a cercare, percorrendola poi sino alla fine del conflitto, la strada per la libertà e la democrazia.
Voglio solo aggiungere che senza gli ideali e le aspirazioni resistenziali e costituzionali, la Repubblica non avrebbe retto alle lacerazioni della guerra fredda, non avrebbe sconfitto il terrorismo. Il rapporto storico che in Italia si è creato tra antifascismo e sviluppo democratico del Paese è stato e continua ad essere un evento determinante per la nostra democrazia che non può essere negato senza negare la propria identità.
L’augurio che in questa occasione faccio a tutti è quello di ritrovare e cementare quella solidarietà di fondo che, nata nel movimento partigiano, si tradusse nei principi e nei valori fondamentali della Repubblica e della Costituzione.
Tino Casali
Presidente Nazionale dell’ANPI


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