La morte di una persona lascia sempre un vuoto, chiunque essa sia ed indipendentemente da quanto a lungo ha vissuto o dalle relazioni familiari o sociali che essa ha costruito nel corso della sua esistenza. A volte questo vuoto ha però anche una dimensione pubblica, specie quando chi ci lascia ha speso la sua vita con passione a servizio degli altri. Quando ciò accade, alla tristezza per averla persa si affianca ben presto il desiderio di continuarne lopera con la sua stessa passione e determinazione. E un sentimento sovrabbondante, capace di colmare il vuoto iniziale e contagiare anche chi non ha conosciuto la persona che lha suscitato, è un moltiplicatore di generosità di
efficacia unica.
Ed è quello che sta avvenendo in questi giorni dopo la morte, lunedì 16 giugno, di Luigi Riccardi, fondatore, Presidente dal 1995 al 2007 e, infine, Direttore della Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Persona che incarnava le migliori qualità dellessere milanese e, proprio per questa ragione, nel 2002 aveva ricevuto lAmbrogino doro.
Per averne conferma basta visitare la sezione che gli è stata dedicata sul sito www.fiab-onlus.it. Scorrendo i messaggi e le foto che vi sono pubblicati, provenienti da tuttItalia, vi si legge il dolore per la mancanza di una guida, di un instancabile appassionato, di una persona elegante nei modi e nei sentimenti, di un padre
Ma vi si legge, proprio per non tradirne la memoria, anche la volontà di continuare a percorrere la strada da lui tracciata.
Eugenio Galli, Presidente di Ciclobby così lo ricorda: Gigi è per molti di noi un tuttuno con la bicicletta, di cui è stato eccezionale testimone ed interprete in ogni sede. La nostra associazione perde uno dei suoi fondatori, un maestro, che è rimasto punto di riferimento costante in oltre venti anni di iniziative e di battaglie di grande valore culturale in campo ambientale. Un grande uomo di pace che ha saputo donare molto a tanti, con grande entusiasmo, straordinaria passione civile e generosità danimo. Il suo esempio, il suo impegno restano nei nostri cuori come segno indelebile di Amore per la vita e per la nostra città..
Una figura poliedrica come quella di Luigi Riccardi non è semplice da delineare sinteticamente. Con laiuto di personali ricordi ci limitiamo ad elencare quattro tratti emblematici che sono stati anche pilastri della sua azione civica.
Parlare chiaro. Intervenendo in novembre a Milano, per lapertura della prima Conferenza Nazionale della Bicicletta (manifestazione da lui fortemente voluta e che ha avuto la soddisfazione di vedere realizzata), ha definito con forza trogloditica una società che ancora punta sullauto privata per risolvere il problema della mobilità urbana.
Diffondere competenza e cultura. Il viaggio studio della FIAB a Strasburgo in aprile, ultimo dei tanti viaggi studio per tecnici ed amministratori pubblici guidati da Gigi in Europa, lo ha visto ancora una volta in sella; a causa della malattia non più in testa al gruppo a fare landatura, come nelle precedenti occasioni, ma comunque sempre presente, pedalandoci accanto come ci piace continuare a pensarlo.
Essere curiosi di tutto. Musica classica, cultura, tematiche ambientali più varie, gli interessi di Luigi Riccardi non erano esclusivamente legati alla bicicletta ma spaziavano in tutti gli ambiti della vita, di tutto era interessato e su tutto chiedeva di essere tenuto informato.
Essere credibili perché coerenti. Anni fa, su una strada nei pressi di Viggiù, il ciclista cui stavamo per chiedere uninformazione si è rivelato, inaspettatamente, essere Gigi: non alla guida di una manifestazione ma in bicicletta per il piacere di una semplice, solitaria, passeggiata
si è davvero credibili ed autorevoli, e si opera correttamente, solo se si ama davvero, e si pratica, ciò di cui si parla e per cui ci si impegna!
Lunedì 23 giugno Luigi Riccardi è stato commemorato pubblicamente in Consiglio Comunale a Milano. Un importante e giusto riconoscimento... ma quello, più vero, che ci si attende, è vedere messe in atto, finalmente ed in breve tempo, le soluzioni pratiche, semplici e poco costose, già oggi immediatamente possibili per garantire una più sicura mobilità ciclistica, a Milano ed ovunque.
Vorremmo che le istituzioni, per prime, accogliessero lesortazione di Antonio Dalla Venezia, attuale Presidente FIAB: In questi momenti di estrema tristezza dobbiamo ricordare i messaggi di Gigi Riccardi, la sua generosità, la sua coerenza, dobbiamo stringerci per lavorare per quello in cui lui ha sempre creduto. Sarà questo il modo più giusto per ricordarlo e per non disperdere quanto lui ha seminato in tutti questi anni..
INCROCINEWS 26 giugno 2008 |
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