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  Monday 20 May 2002 19:02:30  
From:
Silvana Nicola Nicosia   Silvana Nicola Nicosia
 
Subject:

Anniversario Falcone Borsellino

 
To:
Italia Democratica   Italia Democratica
Polis   Polis
Libera   Libera
Rete Cittadini Milano   Rete Cittadini Milano
 


1992 - 2002: FALCONE E BORSELLINO DIECI ANNI DOPO

 
OCCHI APERTI PER COSTRUIRE GIUSTIZIA
 
Iniziative per la legalità a Milano e provincia e in Lombardia organizzate da
LIBERA (Lombardia)
con il patrocinio di Comune di Milano e Provincia di Milano

 
GIOVEDI’ 23 MAGGIO, Milano,
Albero Falcone e Borsellino, Via Benedetto Marcello. Ore 17.00
 
Milano ricorda le vittime di mafia:
Commemorazione delle stragi del 1992, con musiche e poesie. Partecipa il quartetto “Consonanza”, Ottavia Piccolo (attrice), gli studenti del Liceo Volta, rappresentanti delle istituzioni, cittadini e associazioni.

 

L’associazione Le Girandole invita i cittadini a intervenire portando un fiore all’albero
Falcone e Borsellino

Da La lotta all'Antimafia. Ecco i primi cento giorni del Governo
di Nando dalla Chiesa  (Il Popolo, giovedì 25 ottobre 2001)

…Per indebolire la lotta alla mafia bisognava poi fare capire che è finita la solfa della legalità, andata    così fastidiosamente di moda agli inizi dello scorso decennio. Ma non bisognava solo deprecare gli eccessi prodotti da quel clima incandescente. Se no che messaggio si manda? L'eccesso, il vero eccesso, è stato proprio quella richiesta di legalità tanto estranea ai nostri costumi. Dunque, adeguiamo la legge alle nostre tradizioni. Meglio ancora se ne approfittiamo per far capire che ogni interesse privato è sempre più legittimo dell'interesse pubblico. L'ideale? Depenalizzare il falso in bilancio o fare tornare praticamente gratis e in forma anonima i soldi portati in nero in giro per il mondo. E questo è stato fatto.

Per indebolire la lotta alla mafia bisognava poi fare capire ai magistrati che la pacchia è finita. Che essi non possono più contare su una considerazione e un rispetto innaffiati con il sangue dei loro colleghi uccisi. Naturalmente non bastava stigmatizzare le singole arroganze o ricondurre i chiacchieroni a sobrietà. Se no che messaggio sarebbe? Molto meglio, e più diretto, far capire a tutti che ora debbono pagare - e salato - per quella fisima del "controllo di legalità" a trecentosessanta gradi. Che essi sono degli eversori. Sappiano ladri e assassini che chi li persegue e li giudica non è poi infinitamente più in alto di loro nella considerazione sociale. E anche questo è stato fatto.

…Per indebolire correttamente la lotta alla mafia bisognerebbe ora intervenire sui meccanismi della cultura, della scuola, dell'informazione, della partecipazione religiosa; insomma su tutte quelle attività che sono state utili a mobilitare per la prima volta contro la mafia milioni di cittadini e di giovanissimi in tutta Italia. Occorrerebbe mettere all'indice qualche giornalista libero; così, per dare un segnale. Meglio se è il più autorevole di tutti, un Enzo Biagi, ad esempio, che ha pure raccolto in due libri le dichiarazioni del principe dei traditori, Masino Buscetta. Oppure incominciare ad attaccare i "gargarismi antimafia" che si fanno nelle scuole, magari partendo da un'audizione parlamentare del ministro Moratti. Fatto anche questo.

 

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