RELIGIONE: LETTERA APERTA FRANCESCANI A VITTORIO MESSORI
CONFERENZA STAMPA CUSTODE SACRO CONVENTO, HA DETTO COSE NON VERE
(ANSA) - ASSISI (PERUGIA), 10 GEN - Massimo rispetto per la
figura di Vittorio Messori ma ''non si possono accettare le
posizioni espresse, non vere'' in una intervista dallo scrittore
cattolico su Francesco e il comportamento degli stessi
francescani di Assisi. Padre Vincenzo Coli, custode del Sacro
Convento, ha ripetuto oggi pomeriggio in una conferenza stampa,
in modo sereno ma molto chiaro, quanto riportato in una
''lettera aperta'' dei francescani a Messori, pubblicato dalla
rivista ''San Francesco patrono d' Italia'', edita dalla stessa
comunita' religiosa.
La lettera risponde ad una serie di critiche formulate da
Messori (''eccessi'' dei frati nelle giornate della pace del
1986 di Assisi, troppa autonomia rispetto al vescovo, immagine
artefatta di Francesco rispetto alla realta') all' indomani
della nomina del nuovo vescovo di Assisi e alle disposizioni del
nuovo papa per un maggior raccordo dei frati con il presule
locale. ''Noi manteniamo una venerata memoria di Giovanni Paolo
II - ha detto padre Coli - che non si e' fatto manipolare mai da
nessuno''. Il custode ha negato decisamente qualsiasi sacrificio
pagano (Messori aveva parlato di polli uccisi durante la
riunione dei capi religiosi di tutto il mondo) a Santa Chiara il
27 ottobre 1986: ''ero insieme al cardinale Etchegaray'. Ha
osservato pero' che le disposizioni di Paolo VI ''ci davano
maggiore liberta'. E' stato uno spazio che abbiamo sempre
utilizzato - ha spiegato - per servire la chiesa e l' uomo nello
spirito del Poverello. Crediamo che fosse una cosa buona anche
se non abbiamo difficolta' a vivere secondo le nuove
disposizioni''.
Il francescano ha ricordato l' impegno per il dialogo
''mantenendo sempre pero' la nostra identita' che deve essere
chiara e forte''. Poi ha ripetuto l' invito allo scrittore
contenuto nella lettera: ''lascia stare il cantico che non
sembra 'roba' per la tua sensibilita'''.
La lettera aperta firmata da padre Coli conclude affermando:
''non abbiamo nulla contro di te: solo che non possiamo
accettare il tuo pensiero e le tue valutazioni semplicemente
perche' non sono ne' la verita' e non trovano alcuna
corrispondenza nella vita''. (ANSA).
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