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  Wednesday 8 October 2008 19:33:51  
From:
Fiorello Cortiana   Fiorello Cortiana
 
Subject:

metropoi e mutamenti climatici

 
To:
Verdi Milano   Verdi Milano
 
Cc:
le Associazioni   le Associazioni
le Associazioni   le Associazioni
 

Da Domani, per due giorni, Milano ospiterà presso Palazzo Clerici la conferenza internazionale dell'OCSE-OECD "COMPETITIVE CITIES AND CLIMATE CHANGE", per iscriversi www.comune.milano.it, sarà la quinta conferenza che dal 2005 affronta le sfide dei cambiamenti tecnologici e della globalizzazione. Questo incontro ha il merito di porre al centro del confronto sulle politiche pubbliche relative alle mutazioni climatiche il ruolo delle città e delle regioni in vista del rinnovo del Protocollo di Kyoto in scadenza nel 2012.
Un ruolo determinante, non solo per la relazione diretta e quotidiana con i cittadini ed il territorio, ma per il progessivo processo di inurbamento che, dagli inzi dello scorso secolo, non conosce interruzione e vedrà entro la metà di questo secolo 2/3 della popolazione mondiale inurbata, a fronte dell'attuale metà.
L'OCSE-OECD propone un approccio olistico, capace di coinvolgere tutti i livelli amministrativi e non solo i governi centrali.
La metropoli regionale milanese costituisce un concreto esempio di ciò che l'OCSE-OECD propone, essendo ad un tempo una realtà territoriale ampiamente antropizzata ed urbanizzata, con le conseguenze inerenti i cicli energetici e le emissioni atmosferiche, ma avendo al proprio interno le competenze accademiche ed industriali che, con politiche adeguate, le possono consentire di essere non solo parte del problema, ma protagonista della sua soluzione.
Abbiamo una sperimentazione sotto i nostri occhi: l'iniziativa unilaterale, non cordinata con gli altri municipi, della città capoluogo di attivare un ticket d'ingresso all'area centrale ha messo in luce tutti i limiti di efficacia in mancanza di tariffe metropolitane per i trasporti pubblici, una politica comune degli orari, l'uso coordinato delle potenzialità dell'infomobilità.
L'OCSE-OECD propone un coinvolgimento responsabile ed adeguato delle amministrazioni locali, la cosa trova un immediato riferimento alle questioni aperte di politica pubblica che interessano gran parte del Nord del Paese, con le sue potenzialità produttive legate all'innovazione e alla globalizzazione dei mercati. Sullo sfondo, uno sfondo prossimo, l'evento dell'Expo 2015 richiede questa dimensione, questo coordinamento tra l'aspetto verticale, con il Governo centrale, e l'aspetto orizzontale, con le amministrazioni locali.
La Commissione Europea ha da tempo avviato una consultazione pubblica sulla posizione che l'UE dovrebbe adottare per il nuovo protocollo, che sfocerà in una conferenza aperta.
Il governo danese organizzerà nel Giugno 2009 una conferenza mondiale sul clima dedicata esclusivamente agli enti locali, questo sarà un appuntamento importante per il "Patto tra le Città Europee" a favore dell'ambiente e delle energie rinnovabili promosso dalla Commissione Europea, al quale hanno aderito oltre 100 città europee, tra cui Milano e 15 capitali.La Danimarca ospiterà, nel Dicembre 2009, la COP 15 (la Conference de Parties) nella quale dovrebbe essere definito il Protocollo per il "dopo Kyoto".Questi appuntamenti, oltre al tema trattato, hanno in comune la modalità di una parteticipazione "multistakeholder".
Oltre alle amministrazioni locali vengono incluse associazioni di cittadini, associazioni industriali, organizzazioni sindacali, rappresentanze dei consumatori, organizzazioni non governative, associazioni ambientaliste partecipano in modo attivo al processo di definizione del nuovo protocollo.
E' ormai evidente che solo una responsabilizzazione diffusa può garantire una coerenza tra indirizzi e pratiche, unica garanzia per politiche efficaci ad invertire il senso di un cambiamento climatico imputabile per il 90% alle attività umane come indicato dal GIEC (Gruppo di Esperti sui Cambiamenti Climatici che riunisce esperti e scienziati di oltre 100 Paesi).Affrontare i cambiamenti climatici in modo efficace richiede una piena capacità di "pensare globalmente e agire localmente".
Oggi il Protocollo di Kyoto non prevede alcun ruolo per gli enti locali, dove quotidianamente prendono corpo le attività antropiche e le loro impronte. L'inserimento delle amministrazioni locali nei meccanismi e nelle procedure finanziarie del Protocollo sul Clima consentirebbe loro di programmare l'investimento di risorse importanti per la riduzione delle emissioni, con un virtuoso incontro tra innovazione tecnologica e crediti energetici capace di qualificare un possibile sviluppo economico.
Occorrono condizioni e criteri specifici affinché questa partecipazione sia utile.
Le realtà locali corrispondenti ad un area territoriale omogenea, per natura ambientale, infrastrutture ed attività antropiche, devono partecipare in modalità coordinate e devono attuare politiche coordinate aperte alla partecipazione informata dei cittadini.
Un nuovo Protocollo per il Clima, capace di futuro per il 2012 deve avere modalità partecipate multistakeholder e deve vedere le amministrazioni dei territori omogenei capaci di attivare servizi coordinati attraverso vere e proprie Public Companies.




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