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  Monday 14 December 1998 11:44:27  
From:
Mario Zandalasini   Mario Zandalasini
Maurizio Fraboni   Maurizio Fraboni
 
Subject:

Fwd: Il CGTSM e il Santuario ecologico del Guarana'

 
To:
l'altromercato - LD   l'altromercato - LD
 
Cc:
loisirs@aladata.it,RCMINET   loisirs@aladata.it,RCMINET
Aldo Grandi,agrandi@caridata.caribusiness.it,RCMINET   Aldo Grandi,agrandi@caridata.caribusiness.it,RCMINET
andrea90125@hotmail.com,RCMINET   andrea90125@hotmail.com,RCMINET
Bianchic@rcs.it,RCMINET   Bianchic@rcs.it,RCMINET
Giovanni G.P. Paganuzzi   Giovanni G.P. Paganuzzi
Paola Castiglioni   Paola Castiglioni
Francesca Bicchi   Francesca Bicchi
Aldo Grandi,agrandi@caridata.caribusiness.it,RCMINET   Aldo Grandi,agrandi@caridata.caribusiness.it,RCMINET
mauro.zago@humanitas.it,RCMINET   mauro.zago@humanitas.it,RCMINET
 
IL CONSIGLIO GENERALE DELLA TRIBÙ SATERÉ-MAWÉ
e' l'
associazione politicamente rappresentativa del Popolo Sateré-Mawé
L'Area Indigena Sateré-Mawé si estende per 800.000 ha, divisa tra lo stato di Amazonas e lo stato del Pará, lungo i fiumi Andirà e Marau, tributari di destra del medio Rio delle Amazzoni. Vi vivono circa 7000 indios, sparsi in 67 villaggi. Il CGTSM ha tra le sue finalità statutarie quelle di: -'incentivare l'economia tradizionale e alternative economiche in collaborazione con entità e organismi di appoggio'. -'preservare l'integrità fisica e culturale del popolo Sateré-Mawé'. È in tale duplice prospettiva che il CGTSM collabora con Yara e Acopiama, nel contesto dell'Alleanza per il Clima, attraverso la Tavola di Concertazione. La collaborazione di Yara e Acopiama col CGTSM si inscrive nell'ambito del progetto chiamato:
'Santuario ecologico e culturale del Guaranà del popolo Sateré-Mawé'. per dare una descrizione sintetica del progetto, traduciamo qui le 1000 parole del testo inviato dal Consiglio per candidare il progetto alla partecipazione all'esposizione universale Hannover 2000: Il Sateré-Mawé è figlio del Guaranà. Il Mawé nacque dal sepolcro del figlio di Onhiámuáçabê, e il Guaranà nacque dall'occhio destro del Curumí (nome proprio, che significa anche, genericamente, 'bambino', NdT) morto. Per questo il nostro popolo ha l'obbligo, legato dei nostri antenati, di prendersi cura del Guaranà. Il nostro popolo addomesticò la pianta, inventò la tecnica di coltivazione, trasformando la liana in arbusto, e monda e mantiene produttivi i guaraneti nativi perenni nel loro ambiente d'elezione -le Terre alte dei fiumi Andirà e Marau-, che costituiscono un patrimonio genetico inestimabile. Noi pensiamo, proprio per questo, che dal Guaranà possa venirci un aiuto determinante per rafforzare l'autonomia e soddisfare le necessità del nostro popolo. Il progetto è già in fase di attuazione, e già ha dato come risultato la riunificazione, dopo molti anni, della Tribù Sateré-Mawé nel CGTSM come unica rappresentanza politica, per la prima volta capace di fornire una prestazione di conti adeguata alle sue funzioni, e con un nuovo Statuto adeguato alla difesa non solo dei diritti politici, ma anche dei diritti economici e culturali della società Sateré-Mawé, e adeguato a farsi carico dell'autogestione effettiva di un ecosviluppo dell'Area.La creazione di reddito attraverso la commercializzazione di guaranà in polvere di qualità eccellente e unica via Fair Trade (Commercio equo e solidale) internazionale -per il momento l'esportazione è limitata all'Italia, poichè il circuito è ancora in fase di costruzione sperimentale- è il motore di una dinamica di sviluppo sostenibile che, attraverso un meccanismo di formazione del prezzo studiato con cura, e un rapporto trasparente con i partners coinvolti, vuole determinare tutte le condizioni per un impatto ecologico, culturale, sociale, economico, organizzativo e politico favorevole e generatore, a molti livelli, di circoli virtuosi. Tale dinamica opera, per quel che può essere descritto in poche parole, nel modo seguente:1) i produttori -quasi tutte le famiglie sono coinvolte nella produzione di guaranà- ricevono, per il guaranà commercializzato dal Consiglio Tribale un prezzo 2-3 volte superiore a quello ottenibile sul mercato locale.2) un'altra parte del reddito (un'ulteriore 50% prendendo come base 100 la remunerazione dei produttori, ndt), va stanziato in spese e progetti di interesse generale della collettività, nel rafforzamento organizzativo del Consiglio, nelle spese in servizi di consulenza. 3) il Consiglio va costituendosi, senza forzare nessuno, agendo come agenzia di servizi economici, come unico venditore di Guaranà -e in futuro di qualsiasi altro prodotto della tribù-, e va organizzandosi come servizio d'acquisto -attraverso 'cantine' proprie- di qualsiasi prodotto necessario nell'Area con l'intento di marginalizzare il ruolo degli 'atravessadores' bianchi che risalgono i fiumi dell'Area per commercializzare tutto a prezzi di sfruttamento. 4) il Consiglio, pur comprando in ogni caso ai produttori ad un prezzo più favorevole, potendo esportare Guaranà di denominazione di origine controllata attraverso il Fair Trade, potrà in futuro modulare il prezzo -e in caso di scarsezza di domanda la quantità- d'acquisto del guaranà in ciascun villaggio, nella misura in cui il villaggio si faccia più o meno carico di mettere in atto soluzioni appropriate alla salvaguardia dell'ambiente -ad esempio, sostituendo alla pesca col timbò la pesca con forchetta e frecce- o dei valori tradizionali -ad esempio tornando (se dismessa, NdT) alla torrefazione del Guaranà in forni di ceramica costruiti dalle stesse artigiane Sateré-Mawé invece di utilizzare forni di ferro comprati fuori dall'Area- . Questa soluzione configura anche un sistema di incentivi totalmente antiautoritario, poichè non sarà obbligatorio accettare l'incentivo all'internalizzazione dei costi in funzione del benessere futuro e generale. 5) L'impatto ecologico della produzione di Guaranà è in sè molto positivo. In primo luogo perchè si prevede che la vendita del Guaranà a prezzo più favorevole faccia diminuire spontaneamente fin quasi a zero la produzione di manioca che non sia per autoconsumo ma per vendita sul mercato regionale -la coltivazione di manioca, per lo meno nel modo tradizionale dei Sateré-Mawé, è in monocolture su terra bruciata in foresta vergine, e quindi di impatto molto negativo; secondo, perchè niente impedisce di consorziare nei guaraneti altre piante utili, principalmente in funzione dell'autoconsumo alimentare, native della foresta: pulizia dei guaraneti deve signifiare, nel prossimo futuro, gestione forestale con piantumazione consorziata di molte specie native; terzo, il guaranà dei Sateré-Mawé è nativo -le piantine trapiantate sono nate in foresta vergine come liane selvatiche, e le piantagioni, a differenza delle piantagioni dei bianchi che hanno un tempo di produttività limitato, possono essere perfino secolari-, non è innestato, non è clonato: incrementare la produzione dei Sateré-Mawé equivale a collocare risparmi nella più grande, migliore e più sicura banca genetica del Guaranà del mondo. 6) Il CGTSM sta pensando con l'OPISM, l'organizzazione dei maestri di scuola, di investire il primo eccedente che possa essere stornato dalla strutturazione dell'organizzazione economica del progetto Guaranà in un progetto di ricerca didattica, che coinvolgerebbe i bambini, sul potenziale di autosviluppo: i bambini, debitamente orientati, potrebbero intervistare gli anziani sui modi tradizionali di trarre risorse dall'ambiente e imparare a sistematizzare i risultati della ricerca. Oltre a costituire un'applicazione autonoma dei punti 1 e 12 della dichiarazione di principi del 1994 dei maestri di scuola indigeni dell'Amazzonia, questo progetto darebbe finalmente senso all'educazione bilingue: le conoscenze tradizionali possono essere veramente espresse solo nella nostra lingua, così come la metodologia 'scientifica', prodotto della società globale, non ha corrispondenza nella lingua Sateré. 7) Infine, questo progetto rappresenta una forma di cooperazione vera tra partners: un intercambio economico-culturale nell'interesse reciproco, oltre che nell'interesse generale dell'umanità. Nessuno ci sta aiutando, e chi partecipa al progetto deve aver modo di trarne anche un qualche vantaggio per proprio conto. Il consumatore internacionale trarrà beneficio dal guaranà naturale e biologico, originato da piante trattate con rispetto, e avrà modo di capire, attraverso gli strumenti della nostra cultura, il modo giusto di mettersi in relazione con la semente per godere delle sue virtù e dei suoi poteri. E noi speriamo anche, col nostro progetto, di contribuire a rafforzare la rete del commercio equo e solidale. E infine, quanto all'importanza per l'umanità che noi crediamo il nostro progetto abbia, in termini di salvaguardia dell'ecologia, della biodiversità e anche del clima, noi speriamo che più che qualsiasi giusta rivendicazione esso sia la maggior garanzia per la nostra autonomia nella terra in cui viviamo, poichè mostra al mondo che nessuno può fare meglio nel prendersene cura.
Occorre aggiungere che il Consiglio interpreta la definizione del prezzo del guaranà come scambio nel quadro dell'Alleanza per il Clima: in cambio della rendita, i Sateré-Mawé non danno solo il guaraná migliore del mondo, ma si impegnano a: a) provvedere alla pulizia dei guarananzais; b) curare la conservazione dell'ambiente -in gran parte foresta vergine- nelle terre (i bacini dei fiumi Andirá e Marau, vale a dire il territorio demarcato riconosciuto alla tribù) dalle quali si originarono le prime piantagioni di Guaraná del mondo.c) mantenere la tradizionale biologicità del modo di coltivazione; d) salvaguardare in tutti gli aspetti tecnologici, sociali e culturali il modo di produzione tradizionale: tanto per quel che riguarda la polvere come per quel che riguarda il ciclo completo della produzione dei classici 'bastoni'; e) distribuire equamente opportunità di prelievo e di reddito tra tutti i villaggi dell'Area Indigena; f) favorire la possibiltà di verifica da parte di esterni dell'adempimento di tali condizioni.


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