1.0 INTRODUZIONE sulla Teoria dei Colori
La luce è costituita da un insieme di radiazioni monocromatiche, ciascuna con una determinata lunghezza d'onda e la percezione dei colori è un processo neurofisiologico molto complesso: le radiazioni luminose percepite dalla retina dell'occhio vengono codificate da tre diversi recettori che trasmettono impulsi nervosi al cervello, il quale ne ricava la sensazione di "colori" in base alla loro frequenza o lunghezza d'onda.
Facendo passare un fascio di luce bianca attraverso un prisma di cristallo, questo si scompone nei sette colori dello spettro solare detti tradizionalmente "colori fondamentali": i colori spettrali sono infiniti, ma l’occhio riesce a distinguerne circa 200.
Da Isaac Newton ad oggi, la teoria dei colori ha fatto molti passi avanti, ma fu proprio lo scienziato inglese a condurre nel 1666 i primi esperimenti che lo portarono a scoprire la natura del colore.
Lo spettro dei colori Oggi sapiamo che la luce non è omogenea, ma è composta da diversi tipi di radiazioni, separabili mediante la rifrazione che dipende a sua volta dalla lunghezza d’onda della radiazione: l'insieme delle radiazioni costituisce lo spettro elettromagnetico.
Un colore spettrale viene indicato dalla lunghezza d’onda della relativa radiazione, misurata in nm (il nanometro, cioè un milionesimo di millimetro).
La luce visibile all'occhio umano è una parte dello spettro elettromagnetico compresa tra i 400 e gli 800 nanometri, oltre questi estremi vi sono le frequenze ultraviolette (percepite in modo indiretto, dato che la sovraesposizione della pelle ai raggi UV causa scottature) e infrarosse (percepite dai recettori della pelle come calore). Vi sono telecamere particolari (chiamate visori notturni in grado di captare i raggi infrarossi e convertirli in luce visibile, mentre le radiazioni ultraviolette -non percepite dagli esseri umani- sono visibili per alcuni animali, come le api; altri invece riescono a vedere gli infrarossi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.1 Suddivisione dei colori
Tutto ciò che ci circonda è in gran parte caratterizzato dall'idea di "colore" e "non colore": differenza spesso labile, soggettiva e comunque legata alle nostre esperienze, alle tradizioni ed al modo in cui il nostro occhio percepisce le onde luminose esistenti in natura.
I colori fondamentaliIl fisico inglese Isaac Newton dimostrò, nel 1672, che la luce, che vediamo bianca, è in realtà composta dai sette colori dello spettro solare. Nel suo esperimento Newton fece passare un raggio di luce attraverso un prisma di cristallo. Il raggio si scompose così nei sette colori dello spettro solare (il rosso, l’arancio, il giallo, il verde, l’azzurro, l’ìndaco e il violetto), dimostrando che il bianco è la somma di quei colori.
arcobaleno La rifrazione è visibile quando osserviamo l’arcobaleno: la luce che passa attraverso le piccole gocce d’acqua, sospese nell’aria dopo una pioggia, si scompone nei sette colori dello spettro, con tutte le relative gradazioni intermedie.
SpettroQuindi: un oggetto che riflette tutte le onde luminose appare bianco (bianco = somma di tutti i colori); un oggetto che assorbe tutte le onde, senza restituirle ai nostri occhi, viene percepito come nero (assenza di colori); ogni oggetto che assorbe tutte le onde tranne una, risulta del colore corrispondente: se non assorbe il rosso, risulta rosso, ecc.
Per questa ragione alcuni artisti definiscono il bianco e il nero “non colori” perché il bianco è dato dalla somma di tutti i colori, il nero dall’assenza di colori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.2 I colori primari, secondari, terziari
Colori primari Tra i colori fondamentali tre sono detti primari: il rosso, il giallo e il blu; non possono essere generati da altri colori ma dalla loro combinazione si ottengono tutti gli altri colori, secondari e terziari, in tutte le sfumature.

notaI colori secondari si ottengono mescolando due primari in parti uguali, sono: arancio, verde e viola.
colori secondari
notaMischiando due primari in quantità diverse, si ottiene un colore terziario, come in questo esempio:
Colori terziari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.3 I colori complementari
Colori complementariAll’interno dei colori primari e secondari, esistono anche tre coppie di colori detti complementari, la cui somma da il bianco e il cui accostamento produce il massimo contrasto (in una vetrata un fiore rosso su sfondo di foglie verdi produce un effetto straordinariamente vivo e brillante).
Ogni coppia di complementari è formata da un primario e dal secondario ottenuto dalla mescolanza degli altri due primari. Per sapere qual è il complementare del colore primario giallo, mischiate gli altri due primari, il rosso e il blu: ottenete il viola che risulta essere il complementare del giallo.
rosso blu viola


il viola è complementare del giallo

giallo blu verde


il verde è complementare del rosso

giallo rosso arancio



l'arancio è complementare del blu.

Ogni coppia ha in sé un colore poco luminoso ed uno molto luminoso.
Nelle coppie giallo - viola, rosso - verde, arancio - blu, il primo colore è molto più luminoso del secondo.
Se si accostano i colori complementari si ottiene un effetto di massimo contrasto: i due colori acquistano forza cromatica rafforzando a vicenda la luminosità di entrambi.
Se si pone un colore luminoso al centro del suo complementare meno luminoso, l'effetto di contrasto e di complementarità è particolarmente evidente.
colori in contrasto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.4 I colori caldi e freddi
colori caldi e freddiI colori possono anche distinguersi in colori "caldi", colori "freddi" e "neutri" in base alla sensazione psicologica che trasmettono, ma anche in base alle situazioni che richiamano nella nostra mente.
I colori caldi (rosso, giallo, arancio) sono luminosi, si associano alla luce del sole ed al suo calore, tendono a predominare sugli altri ed hanno la caratteristica di "avanzare" dando l'impressione di venire incontro all'osservatore.
colori caldi
Per contro i colori freddi (blu, verde, violetto) evocano la neve, il ghiaccio, il mare, il cielo e tendono a confondersi,a sfumarsi, ad "allontanarsi" suggerendo all'osservatore l'idea di profondità.
colori freddi
Sono colori neutri quelli che tendono al nero, al bianco e al grigio.
colori neutri
I colori si influenzano tra di loro e può succedere che la predominanza di colori freddi faccia passare in secondo piano la presenza di colori caldi e viceversa.
influenza dei colori
cerchio cromaticoLa teoria della "temperatura" di un colore non è così rigida. Infatti, tra la metà calda e la metà fredda del cerchio cromatico si distinguono ulteriori colori "caldi" e "freddi".

Prendiamo per esempio i rossi: in questo cerchio cromatico a 12 spicchi esistono due tipi di rosso, uno caldo e uno freddo.
Il primo è il rosso di cadmio che tende al "caldo" arancio. Per contro il cremisi d’alizarina è relativamente freddo in quanto tende al "freddo" violetto vicino nel cerchio cromatico.
Le stesse considerazioni valgono per i gialli. Il giallo di cadmio chiaro è un colore caldo perché tende al "caldo" arancio. Invece il giallo limone è freddo e infatti è collocato vicino al "freddo" verde.
Anche i colori secondari si dividono in caldi e freddi. Il verde è freddo perché formato dalla combinazione di un giallo freddo e di un blu freddo.

Il cerchio disegnato a fianco è simile a quello di Itten, pittore contemporaneo.
Nel triangolo al centro ci sono i tre colori primari; su ogni lato del triangolo sono disegnati i tre secondari in corrispondenza dei due primari; tra i primari e i secondari si trovano i terziari.

 

 

 

 

 

 

 

1.5 Gli effetti dei colori adiacenti
Ogni colore può essere anche classificato in base al tono ed alla sfumatura che assume trasmettendo sensazioni di armonia o di stonatura, in relazione alle altre tinte alle quali viene accostato: può sembrare più caldo o più freddo a seconda del contesto in cui è collocato.

viola rosso

Ad esempio il violetto è un colore intermedio ottenuto dalla combinazione di blu (freddo) e rosso (caldo): accanto a un colore caldo come il rosso sembra freddo...



...mentre vicino a un colore freddo come il blu, appare caldo.

Viola blu

MadonnaAllo stesso modo, con ogni probabilità, una macchia crèmisi in un dipinto dove prevalgono il blu e il verde, apparirà come un colore "caldissimo".
Sfruttando la temperatura di un colore si ottengono molti effetti. Sapendo sfruttare al meglio questa caratteristica, si possono realizzare giochi prospettici veramente particolari: i colori caldi hanno la prerogativa di "avanzare", dando l'impressione di venire incontro all’osservatore, quelli freddi sembrano allontanarsi.
Quindi, utilizzando colori freddi per lo sfondo e colori caldi per il primo piano, si può creare in un disegno l’illusione della prospettiva e degli effetti tridimensionali.

Per verificare queste indicazioni, osservate i disegni uno alla volta: posizionando il mouse sull'immagine Camera 1, questa risulta coperta e vi permette di considerate solo la Camera 2:
                   Camera 1                                                              Camera 2
Copri Camera1                          Copri Camera2
In un secondo momento considerate la Camera 1, quindi annotate le vostre osservazioni:
· I due disegni hanno realmente le stesse dimensioni?
· Le stanze sembrano avere la stessa dimensione?
· Quale delle due appare più ampia?
· La finestra è sempre disegnata nella stessa posizione?
· Osservando le immagini, appare alla stessa distanza o in uno dei due disegni sembra più lontana?
· A cosa è dovuta la diversità apparente?