| |
1.1
Suddivisione dei colori
Tutto ciò che ci circonda è in gran parte caratterizzato
dall'idea di "colore" e "non colore": differenza spesso
labile, soggettiva e comunque legata alle nostre esperienze, alle tradizioni
ed al modo in cui il nostro occhio percepisce le onde luminose esistenti
in natura.
Il
fisico inglese Isaac Newton dimostrò, nel 1672, che la luce, che
vediamo bianca, è in realtà composta dai sette colori dello
spettro solare. Nel suo esperimento Newton fece passare un raggio di luce
attraverso un prisma di cristallo. Il raggio si scompose così nei
sette colori dello spettro solare (il rosso, l’arancio, il giallo,
il verde, l’azzurro, l’ìndaco e il violetto), dimostrando
che il bianco è la somma di quei colori.
La rifrazione è visibile quando osserviamo l’arcobaleno:
la luce che passa attraverso le piccole gocce d’acqua, sospese nell’aria
dopo una pioggia, si scompone nei sette colori dello spettro, con tutte
le relative gradazioni intermedie.
Quindi:
un oggetto che riflette tutte le onde luminose appare bianco (bianco =
somma di tutti i colori); un oggetto che assorbe tutte le onde, senza
restituirle ai nostri occhi, viene percepito come nero (assenza di colori);
ogni oggetto che assorbe tutte le onde tranne una, risulta del colore
corrispondente: se non assorbe il rosso, risulta rosso, ecc.
Per questa ragione alcuni artisti definiscono il bianco e il nero “non
colori” perché il bianco è dato dalla somma di tutti
i colori, il nero dall’assenza di colori.
|