La lingua swahili
Lo swahili o kiswahili (pronuncia: suahili, chisuahili) è una lingua bantu, della famiglia delle lingue niger-kordofaniane, ampiamente diffusa nell'Africa orientale.
È parlata come prima lingua da circa 5 milioni di persone, soprattutto sulla costa africana dell'Oceano Indiano e come seconda lingua da circa 50 milioni.
Data la sua grande diffusione, lo swahili svolge la funzione di lingua franca in gran parte dell'Africa subsahariana.
Il nome "swahili" deriva dalla parola araba sawahil سواحل che significa "costa"; con il prefisso "ki" (che sta per "lingua") significa "lingua delle coste".
Coloro che parlarono swahili come prima lingua vengono collettivamente indicati con la parola "waswahili", costruita con il prefisso "wa" ("popolo"): ovvero "il popolo delle coste".
La storia
Lo swahili si sviluppò come lingua di interscambio sulle rotte commerciali che univano l'Africa all'Asia, queste rotte costituivano una rete estremamente ampia e attiva che aveva uno dei suoi maggiori centri a Zanzibar. Si ha notizia di questi scambi a partire dal I secolo a.C., essi influenzarono profondamente le culture della costa orientale dell'Africa, che acquisirono elementi bantu, arabi, indiani, persiani e via dicendo. In questo contesto, lo swahili svolgeva una funzione di "lingua franca" e la sua natura di lingua commerciale e multiculturale si riflette nella straordinaria abbondanza di vocaboli swahili derivati da altre lingue (di origine araba, per esempio waziri, "ministro", dalla stessa radice di visir, persiana e hindi).
Con l'arrivo del colonialismo europeo, lo swahili riuscì a mantenere le sue caratteristiche di lingua aperta alle contaminazioni con altri idiomi: moltissimi vocaboli di recente acquisizione sono di origine portoghese (p.es., pesa per "denaro" o meza per "tavolo"), tedesca (shule per "scuola") o inglese (basi per "autobus" o gari per "macchina").
La struttura generale della lingua è bantu, ma è difficile stabilire con precisione da quanto tempo lo swahili esiste come lingua distinta; molto probabilmente si diffuse lungo le rotte commerciali, a partire da millecinquecento anni fa. Uno dei primi documenti scritti in swahili pervenutici è un poema epico (trascritto in alfabeto arabo) intitolato Utendi wa Tambuka ("La storia di Tambuka"), del 1728.
I missionari cristiani impararono lo swahili, considerandolo la scelta più appropriata per poter comunicare con il maggior numero possibile di indigeni. Ai missionari si deve anche l'invenzione del sistema di trascrizione dello swahili in alfabeto latino e la pubblicazione di molti testi swahili. Furono gli europei a stabilire che lo swahili di Zanzibar fosse adottato universalmente come "swahili standard", da usare nelle scuole, nelle comunicazioni formali, nella stampa giornalistica e così via.
(fonte Wikipedia)


