"La musica
mi si è qualche volta presentata in sogno (...). Fu durante la
composizione dell'Histoire du soldat, e fui sorpreso e felice
del risultato. Non solo la musica mi apparve ma anche la persona
che la suonava era presente nel sogno. Una giovane zingara seduta
sul ciglio della strada. Aveva in grembo un bambino e per intrattenerlo
suonava il violino. (...)
Il bambino era molto entusiasta di quella musica e l'applaudiva
con le manine."
Igor Stravinsky e Robert Craft,
Colloqui con Stravinsky, Torino, Einaudi, 1977
IL CONTESTO STORICO
Il 1918, alla fine della Grande Guerra,
non era certo un anno in cui poter pensare a costose messe in scena.
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Anche per questo motivo
Igor
Stravinskij, (vedi notizie
sulla sua vita, 1882 - 1971), lo scrittore Charles-Ferdinand
Ramuz e il pittore René
Auberjonois pensarono ad una sorta di teatro ambulante,
in cui i mezzi scenografici e musicali fossero ridotti al minimo,
con il quale realizzare uno spettacolo che potesse essere trasportato
facilmente in varie località, compresi i villaggi. |
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L'essenzialità che contraddistingue l'Histoire
du soldat scaturì, dunque, anche da una motivazione pratica.
Tuttavia essa si conciliava perfettamente con le motivazioni poetiche
degli autori, che rifuggivano da ogni tipo di grandiosità e di ridondanza.
Per via dell'epidemia di una bruttissima influenza, detta spagnola,
che fece molte vittime in tutta Europa, le rappresentazioni dello spettacolo
si limitarono alla prima, avvenuta a Losanna il 28 settembre 1918, dovendosi
annullare le successive repliche.
L'ORGANICO STRUMENTALE
L'organico strumentale
è costituito soltanto da 7 elementi: clarinetto, fagotto, cornetta a
pistoni, trombone, violino, contrabbasso, batteria. Ogni strumento,
a parte la batteria, rappresenta l'estremo acuto o grave delle principali
famiglie (legni, ottoni, archi). Agli strumentisti si aggiungono 1 narratore,
2 attori, 1 ballerina.
L'argomento è tratto da un libro di fiabe
russe (Antiche fiabe russe curate da A. N. Afanas'ev), anche
se il soggetto non è tipicamente russo. Fiabe simili si trovano nelle
raccolte dei fratelli Grimm, e la vicenda del soldato che baratta con
il diavolo ricorda quella del mito di Faust, che fa un patto con il
diavolo, cedendogli l'anima in cambio di poter godere dei beni della
terra e di possedere poteri sovraumani.
La storia, non a caso, secondo lo stesso autore Ramuz, può essere ambientata
in varie località: "Entre Denge et Denezy" se lo spettacolo è
rappresentato in Francia, "Zwischen Chur und Wallenstadt", se
messo in scena in Germania, "Fra Belsit' e Pieve al Mar", se,
invece, rivolto ad un pubblico italiano.
Anche la musica segue un analogo intento cosmopolita, spaziando in generi
musicali tipici di vari Paesi, dal Tango argentino, al Ragtime
nordamericano, alle fanfare svizzere, al Pasodoble spagnolo,
al Valzer viennese.
Il violino, che rappresenta l'anima del soldato, ha, invece,
una impronta musicale da folklore russo.
Approfondimenti:
gli strumenti utilizzati
LA TRAMA
Un soldato se ne sta tornando a casa in
licenza, incontra il diavolo (nei panni
di un vecchio signore con retino acchiappafarfalle) mentre sta suonando
il proprio violino sulla riva di un ruscello e viene convinto a barattarlo
con un libro magico in grado di predire il futuro e di procurare denaro
e potere. Il soldato dovrà restare con il diavolo tre giorni per insegnarli
a suonare il violino. In realtà, senza accorgersene, il soldato non
rimane con il diavolo tre giorni, bensì tre anni, e una volta ritornato
al proprio villaggio la madre non lo riconosce e la fidanzata si è sposata.
Gli ricompare il diavolo (ora nelle vesti di un ricco mercante di bestiame),
che lo incita ad usare il libro magico, dal quale otterrà ricchezza
e potere, ma non la felicità. Per questo il soldato rimpiange il proprio
piccolo e vecchio violino. Ancora una volta riappare il diavolo (vestito
da vecchia mezzana) con il violino, ma il soldato si rende conto che
non è più in grado di saperlo suonare, si infuria e distrugge il libro,
rompendo l'incantesimo.
Il soldato si rimette in cammino e giunge
in un regno il cui re ha promesso in sposa la propria figlia a chi riuscirà
a guarirla da una misteriosa malattia. Guarda caso, anche il diavolo
si trova in questa città, come elegante violinista. Il soldato lo sfida
a carte, lo fa ubriacare e riesce così a recuperare il violino. Con
esso si reca al capezzale della principessa, suona tre danze che ridanno
vita alla malata e la fanno danzare. Ricompare il diavolo, questa volta
proprio nelle sue peculiari vesti di diavolo, ma il soldato lo costringe
a ballare al suono del violino, fino a che cade esausto. Il soldato
e la principessa si sposano, ma sulla loro felicità grava la maledizione
del diavolo, che si attuerà nel caso abbandonino il loro regno. Quando
la nostalgia e il desiderio della principessa di conoscere la madre
e il villaggio dello sposo li condurranno oltre i confini del regno,
infatti, per l'ultima e definitiva volta ricompare il diavolo, che al
suono del violino trascina con sé il soldato.
Verifica 1
1. Quali sono gli strumenti utilizzati nella Histoire du soldat
di Igor Stravinskij?
2. Come mai i mezzi musicali e scenografici
sono ridotti al minimo?
3. Da dove deriva l'argomento?
4. In quali differenti vesti compare il
diavolo nel corso del racconto?
LA MUSICA INTERPRETA LA FIABA

Già ad un primo generale ascolto si percepisce
che la musica di Stravinskij interpreta la fiaba provocando un generale
effetto di distorsione, dato dalla sovrapposizione di un piglio narrativo
angoloso al tono lirico e fiabesco del soggetto, che, per altro, anche
se un po' sfumato convive con esso. Si ha l'idea che la musica continuamente
si trasformi.
Un
famosissimo pittore amico e collaboratore di Stravinskij, Pablo Picasso,
diceva di amare le cose che diventavano altro, probabilmente comunicando
uno stato d'animo comune anche all'amico musicista e che si può ritrovare
nella musica dell'Histoire du soldat.
Questa può essere definita cubista,
in quanto le sue generali caratteristiche sono proprie di un movimento
artistico d'avanguardia del primo Novecento chiamato, appunto, cubismo,
al quale per un certo periodo aderì anche Picasso. Le opere d'arte di
questa corrente si riconoscono dal fatto che gli oggetti rappresentati
non hanno una precisa collocazione nello spazio, non sono osservati
da un unico punto di vista, ma vengono scomposti per essere guardati
in tutti i loro aspetti, contemporaneamente.
La musica dell'Histoire rende questa generale intenzione per
l'assenza di tradizionali melodie, al posto delle quali ci sono motivi
frammentari, per il ritmo incisivo e continuamente mutevole, con continui
cambi di tempo, accostamento di cellule ritmiche differenti, spostamenti
degli accenti, ritmi sincopati, interventi in levare degli strumenti,
note puntate, e per un uso deformato dei timbri degli strumenti, con
significato ironico e stridente.
Procediamo all'ascolto dei singoli brani
che la costituiscono.
Verifica 2
1. Cosa significa il termine cubismo?
Cerca aiuto anche consultando il tuo libro di educazione artistica.
2. Perché la musica della Histoire du
soldat può essere definita cubista?