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  Sunday 11 May 1997 21:38:35  
From:
Robert A. Landon   Robert A. Landon
 
Subject:

ETIMOLOGIA

 
To:
il Giardino   il Giardino
 
Cc:
Administrator   Administrator
 
EPITAFFIO per ETIMOLOGIA

Era di parole che volevo vivere,
dei loro etimi amati.
Ma le parole non finirono,
al contrario dei vati,
ed io tornai a ripetere
“troppi sogni, troppi afflati,
per spiegarvene i significati”.
to nekro foros

Un esempio di ciò che mi donava vita:

Saturday 6 May 1995 20.21.29
ETIMOLOGIE Item
From:   Philip Grew
Subject:        Re(5): okay and K.o.
To:     Antologia Popolare
Alcuni anni fa, la rivista New Yorker ha pubblicato un lungo articolo che riassumeva lo stato dell'arte delle ricerche sull'etimologia di "O.K."
La questione, almeno per gli studiosi, diventa molto più complessa di quanto si potrebbe pensare e forse i lessicografi ci offrirano delle risposte più definitive nel futuro. Molti studiosi però hanno considerato la questione risolta da diversi anni, sebbene le spiegazioni 'vere' non abbiano mai placato la sete del pubblico per una spiegazione che desse soddisfazione. La fantasia ha dunque continuato a lavorare.

Comunque, riducendo al nocciolo, rimangono tre possibili etimi che non sono stati scartati del tutto:

1) Il più attendibile, attestato nel 1839, è l'uso delle lettere come sigla fantasiosa di una grafia errata per "all correct" come "oll korrect". All'epoca andava di moda (sin dall'estate del '38 a Boston e più tardi anche a New York) creare delle sigle assurde, spesso su ipotetiche grafie errate o sostituzioni di parole omofone. Due esempi del periodo sono "OW" per "oll wright" cioè "all right" (1938) ovvero 'occhei' e "KY" per "know yuse" cioè "no use" ovvero 'è intuile'.

2) La fortuna dell'espressione deve sicuramente qualcosa all'uso della stessa sigla "O.K." fatto da Van Buren nel '40 come voi avete accennato.

3) La ricerca dell'etimo di "okay" nell'espressione Choctaw "oke" ovvero 'è così' soffre di assenza di documentazione e per alcuni studiosi è da considerarsi sulla stessa stregua delle altre vecchie etimologie di "okay" fabbricate da una fantasia vivace. Lo Oxford English Dictionary Supplement, ad esempio, mette questa spiegazione sullo stesso piano di pure fantasie come la derivazione dal francese "au quai". Tuttavia, in questo etimo ci credette il Presidente Wilson e può darsi che, anche se non è vero, sia stato talmente ben trovato da influire sulla storia di "okay".

Per concludere, fiumi di inchiostro sono stati dedicati alle varie false etimolgie di "okay" e la più vera etimolgia in questo caso nasce già falsa. Io penso che in questi casi sia legittimo parlare di incrocio di etimi. Verità e falsità possono essere termini pericolosi in etimologia.

Pensate all'etimo di "etimo".

saluti,
Philip


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