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Home Page  •  parliamo di RCM  •  Fondazione RCM  •  RappresentanteinCdA LD  •  Message
 
  Monday 29 April 2002 00:43:17  
From:
Paolo Romeo   Paolo Romeo
 
Subject:

Re(2): L'assemblea della Fondazione era(Re: con questi candidati......)

 
To:
RappresentanteinCdA LD   RappresentanteinCdA LD
 
Sandro Bastasi scrive:
Su RCM e le imprese: da febbraio circa sto presentando RCM a un certo numero di imprese piccole e medie, ma la risposta è molto bassa (probabilmente una di queste sponsorizzerà RCM entro giugno  - Oliverio, cuntent? -, lo dico pubblicamente perché ho avuto assicurazione dall'amministratore delegato con cui ho un buon rapporto, ma questo solo perché quel signore condivide lo spirito di RCM così come glielo ho illustrato, ha un forte senso della comunità e ha capito il significato di telematica civica, quindi è un po' un outsider ...), e il motivo di questa bassa risposta è ovvio, si tratta di aziende con un mercato non locale, per le quali RCM è troppo limitata, per le quali esistono altri strumenti ben più integrati ed efficaci (appartenenti all'area CRM, Customer Relationship Management).

Per la mia esperienza le imprese piccole e medie che si vedono proporre da una Banca strumenti di pagamento on-line hanno anzitutto il problema di avere un sito, cosa che spesso non hanno e le banche non seguono minimamente questa parte, purtroppo.

Una rete come RCM ha tutte le carte in regola per poter offrire alle aziende siti standardizzati, sul modello del sito della associazioni e risolvere così uno degli aspetti della questioni.

Generalmente poi questi strumenti di pagamento allettano chi ha una clientela diffusa o chi vuol diffondere servizi oltre il territorio in cui opera, perfino all'estero.

Altro discorso si potrebbe forse fare con "aziende" locali, artigianali, la cui clientela sia limitata al territorio metropolitano, o per aziende B2C (business to consumer) che abbiano nell'area metropolitana milanese molta parte dei loro possibili clienti.


 E' però ovvio che in questo caso bisognerebbe coinvolgere anche un istituto di credito per la gestione delle transazioni finanziarie on line, e qui la faccenda si complica enormemente. Il fallimento, poi, di imprese analoghe mi rende comunque molto pessimista.

Le banche in genere sono interessate a clienti che abbiano già un sito e abbiano l'interesse ad espandersi e d'altra parte raramente mi è capitato di avere a che fare con aziende che richiedano per un mercato locale, l'installazione di punti virtuali di pagamento. Diverse aziende che hanno costruito siti internet, anche prive di strumenti di pagamento, inseguendo la moda hanno semplicemente sprecato i loro soldi perchè non hanno avuto alcun ritorno.
Da qui lo scarso interesse tanto delle banche quanto delle aziende per queste modalità di pagamento.

Forse l'unica cosa che potrebbe essere applicabile a breve è presentare a piccole imprese locali RCM come strumento di informazione, ma questo presuppone come contropartita un'audience molto elevata, cosa che RCM in questo momento non ha.


Io penso che occorra far fare un salto di qualità ad RCM. Penso cioè che occorra sviluppare partnership con chi è in grado di modificare qualitativamente l'offerta in termini di servizi e nel contempo condivida i valori su cui si basa la rete civica, anche affidando, nel contesto della partnership, attività di consulenza a professionisti.

Limiterei quindi - nel breve-medio periodo -  le nostre energie (che sono limitate) all'ambito no-profit, ambito più legato agli altri temi di RCM (cittadini-associazioni-enti pubblici, come dice Paolo), dove invece vedo delle opportunità.

Quando diciamo "le nostre energie" esattamente cosa intendiamo ?
Le nostre dei tecnici di RCM ? Le nostre di aderenti ? Le nostre delle diverse componenti della Fondazione ?

Il limite grosso io lo vedo negli aderenti. Lo vedo per le dinamiche interne in RCM (che come è noto in altre parti, non condivido per nulla), lo vedo per la passiva presenza di persone che evidentemente sono in RCM in virtù della sua gratuità e delle numerose conferenze in cui curiosare di tanto in tanto.

Credo occorra superare questa visione limitante delle possibilità di RCM e cominciare a progettare basandosi su tutte le componenti di RCM.

Un esempio di collaborazione fra le varie componenti di RCM ( anche se poco frequentata come conferenza ) è stato "Voto Elettronico", una proposta seria di discussione su un qualcosa che nel prossimo futuro ci riguarderà da molto vicino.

Quell'esempio ha però dimostrato alcuni limiti che non approfondirò in questa sede per non dilungarmi troppo ma che prevalentemente toccano da vicino l'argomento aderenti.

Quei limiti rimarranno tutti, a mio avviso, fintantochè non si adotterà una strategia di crescita verso l'esterno.
E questa strategia poggia su alcuni pilastri :

a) sviluppi di reti analoghe
b) marketing
c) individuazione di partnership solide
d) individuazioni di interlocutori con cui sviluppare dei progetti utili e/o ai quali fornire soluzioni praticabili ed utili

Paolo




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