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  Tuesday 30 April 2002 00:47:06  
From:
Paolo Romeo   Paolo Romeo
 
Subject:

Re: Un possibile progetto: le imprese no-profit

 
To:
RappresentanteinCdA LD   RappresentanteinCdA LD
 
Sandro Bastasi scrive:
Ricollegandomi ai messaggi di Paolo Romeo e alle mie risposte, riportati qui da Paolo medesimo (grazie Paolo! :-)),

prego prego , è stato facile :-)))

 a me pare che la Fondazione abbia oggi due grossi problemi da risolvere. Il primo è di solidità (ha le risorse, soprattutto finanziarie, per consolidarsi ed estendere la sua presenza nella città?), il secondo è di apertura reale nei confronti della città metropolitana.
E’ in questo senso, io credo, che vada chiesta la collaborazione di soci e di aderenti in genere.

Un ambito di lavoro, ho già scritto, potrebbe essere costituito dalle aziende no-profit. Qui di seguito alcuni cenni su un possibile progetto. Mi auguro che gli esperti di queste cose facciano sentire la loro voce ...

Perché le aziende no-profit?: lo dice Paolo, quando afferma che le aziende no-profit e le onlus sono più in sintonia con lo spirito e le finalità della RCM, pensato e vissuto come un vero e proprio servizio pubblico gestito non dalle Istituzioni ma da una Fondazione di partecipazione. Quando penso al no-profit penso soprattutto alle cooperative di lavoro in genere e in particolare alle cooperative sociali(*). Teniamo inoltre presente che “Il fatturato annuo è di
(...)

Quale può essere il contenuto del pacchetto-servizi con cui coinvolgere questo tipo di imprese?
Be’, a me pare che il modello possa essere il portale per le associazioni sviluppato dalla Fondazione RCM,
www.associazioni.milano.it, cui rimando per approfondimenti. Il servizio generalizzato offerto comprenderà quindi (butto lì, è tutto da vedere) il portale, un sistema di posta elettronica, forum pubblici e forum privati (intranet) etc., mentre, per ciascuna impresa, si può pensare alla fornitura di servizi come la progettazione del sito, consulenze organizzative e sulla comunicazione (sul “marketing sociale”), sviluppo di software specifico, formazione, assistenza, etc. (...)

Non riporto tutto quanto scritto da Sandro che potere rileggere nel suo messaggio. Trovo che offra spunti di riflessione e di progettazione ampiamente condivisibili. Io però farei un'ulteriore considerazione partendo dal seguente presupposto. Per ragioni di lavoro fra le attività che ho il piacere di svolgere sto facendo una ricerca sul sistema no-profit. Per portarla avanti sto guardando un po' di siti ed ho scoperto che oltre ad esserci molta roba c'è anche molta roba valida.

In particolare però trovo che i portali puntano in modo particolare alla parte informativa generale (leggi, documentazione, ecc... ) . Naturalmente poi c'è il link al sito dell'impresa fatto perlopiù di informativa specifica (chi siamo, cosa facciamo, dove operiamo, ecc... ). Inoltre ovviamente il servizio viene fornito rispetto allo spazio offerto, alla pubblicità tramite banner, ecc.. insomma le attività classiche.

Classiche si ma anche spesso ben fatte e talvolta gestite da persone che sono addentro al mondo no-profit.

Dunque ciò presuppone che per costruire un sistema funzionante questo possa si partire dal progetto delle associazioni come schema di riferimento a cui occorre aggiungere i numerosi servizi che elencava anche Sandro che ovviamente dobbiamo far si che siano aggiornati e continuativi (abbiamo la struttura he possa fornire questi servizi adatta o è ipotizzabile avere la possibilità di acquisirla ?)  ma occorre dare al tutto, una volta costituito il valore aggiunto che differenzi e rendi più appetibile l'accesso ad RCM di imprese che pur se no-profit operano comunque gestendo le proprie risorse e devono quindi fare i conti con il loro rapporto con chi le fa vivere . Come dire, se non c'è chi accede ai siti delle singole imprese queste troveranno maggiormente utile rivolgersi altrove :)

Ora, l'originalità di un prodotto sta nella non ripetitività ma soprattuto nella collocazione in un mercato senza concorrenza .Questo è il sogno di tutti coloro che ambiscono all'esclusiva ... e ovviamente è la meta difficile da raggiungere : avere un prodotto unico ed inimitabile :) Ebbene noi abbiamo alcuni fattori che ci rendono unici ed inimitabili:

- il primo è quello di essere una rete fra altre fra loro collegate ad esempio tramite l'AiReC. Ciò significa che il progetto che realizziamo qui può diventare un prototipo esportabile e collocabile in altre reti analoghe ponendo la premessa per una rete di reti del no-profit;

- il secondo è di essere per definizione un punto di incontro fra cittadini e pubblica amministrazione, ma anche le società no-profit hanno necessità di incontro con le pubbliche amministrazioni e qui prende corpo un rafforzamento dell'ipotesi di  costituzione di un ufficio che curi il marketing sociale ma anche che curi le relazioni con la pubblica amministrazione per conto delle imprese no-profit;

- il terzo aspetto è la convenienza che un mondo plurale come la rete civica offre ad un potenziale partner ad esempio bancario che si occupi di curare gli aspetti di consulenza finanziaria ma anche di fornire il sistema di incassi

- il quarto aspetto è che Rete Civica può diventare uno degli strumenti di realizzazione dell'e-goverment che fin dall'anno prossimo vedrà coinvolte molte pubbliche amministrazioni e servizi pubblici obbligati a fornire i loro servizi via rete, il che consente una maggior visibilità a chiunque sia collocato adeguatamente in rete (beninteso se rete civica avrà colto l'occasione)

- quinto aspetto diventerebbe a questo punto la relativa facilità di costruizione di sinergie fra pubblico, sociale, privato (ma questo è un aspetto a parte di cui vorrei parlare in seguito), no-profit e imprese bancarie.

Ho voluto focalizzare l'attenzione su questi aspetto per ipotizzare un respiro strategico ad un progetto che può essere presentato come vincente ad alcune condizioni: che sia originale, che sia funzionante ma soprattutto che offra occasioni che difficilmente altri possono offrire.

A questo punto, credo, se avremo costruito un progetto con un respiro strategico assumerà una valenza diversa anche l'ipotesi di costituire un pool di gestori di servizi che diventa possibile per via del numero delle adesioni al progetto , poichè va tenuto conto che attrarre in RCM le imprese no-profit significa anzitutto diventare concorrenziali con quegli ambiti che hanno già l'adesione delle imprese mentre il percorso per attrarre le altre è abbastanza in salita, sebbene vada fatto.

Certo, il progetto va affrontato con una chiara visione delle cose da fare e delle risorse che servono. Butto lì dei cenni (da approfondire o da scartare! :-)) su quello che a mio parere richiede il progetto, su alcuni dei suoi elementi fondamentali:
-       L'analisi dello scenario delle imprese no-profit in relazione alla loro presenza e crescita sul mercato sociale, alle loro effettive necessità, alla presenza sul "mercato" di offerte di terzi analoghe alla nostra (che cosa potrebbe dare in più la RCM?)
-       L’ideazione di un pacchetto di servizi in parte gratuito in parte a pagamento da offrire al terzo mercato (vedi sopra)
-       Valutazione costi/ricavi
-       La ricerca di uno sponsor che finanzi il progetto e/o la ricerca di partnership esterne in grado di collaborare con noi sul progetto medesimo.
-       Lo sviluppo del pacchetto-servizi, che potrebbe essere demandato a un gruppo di tecnici, magari presi tra i soci, magari costituiti in cooperativa, nata come iniziativa della Fondazione, come "figliazione" della Fondazione, per la quale la Fondazione stessa mette a disposizione le infrastrutture tecniche (il server, FC e quant’altro, in outsourcing), ricavandone così, via via nel tempo, un po’ di conquibus (è un po' a vecchia idea della RCM come incubatore d'impresa, chissà se c'è qualcuno che se lo ricorda, erano i primi tempi della ARCM ... :-)).

Quali sono le cose di cui hanno bisogno le imprese no-profit , tenendo conto anche dell'evoluzione in corso nel mondo della pubblica amministrazione (carta di identitià elettronica e firma digitale) ?

Anzitutto di coprire le proprie spese, quindi hanno bisogno di poter ricevere adesioni e di gestire queste adesioni, ma spesso hanno bisogno di poter ricevere donazioni così come hanno bisogno di poter pubblicare bilanci e di pubblicizzare le proprie iniziative. A seconda dei casi poi potrebbero aver bisogno di uno strumento sicuro e certificato nei protocolli di sicurezza attraverso il quale ricevere richieste o prenotazioni di intervento così come possono aver bisogno di avere strumenti di informazione standardizzata e personalizzata ( ad esempio un ricettario medico ).

Ipotizzare servizi sofisticati è d'obbligo a mio avviso poichè il tempo entro il quale i servizi pubblici, amministrativi o sanitari che siano, si contrae sempre di più mentre c'è già chi si sta preparando ad offrire servizi non necessariamente ad alto costo.

Mi fermo qui perchè non vorrei contribuire ad intasare troppo prima di aver cominciato a sentire altre opinioni e a rendere difficile il tirare un qualche primo punto sintetico.

Ciao
Paolo


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