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  Monday 1 July 2002 17:35:19  
From:
Robert Landon   Robert Landon
 
Subject:

piromani ed estintori

 
To:
RCM che vorremmo   RCM che vorremmo
 
Cc:
RappresentanteinCdA LD   RappresentanteinCdA LD
Fondazione RCM LD   Fondazione RCM LD
Parliamone col Garante   Parliamone col Garante
 
Davvero stupefacente quel che si trova in alcune conf - diciamo istituzionali - dopo appena 15 giorni di assenza: thread kilometrici quanto inutili (non s'offenda nessuno), tutti più o meno simili per toni e sostanza, avviticchiati puntualmente attorno alle colonne portanti dei soliti due (o tre o quattro ...) piromani che attizzano piccoli e vanesi, ma scoppiettanti e rumorosi, focolai, nella vana speranza di veder bruciare il bosco - ignoranti del fatto che il bosco in questione è auto-estinguente ...
***
Sta di fatto che il problema non sono i piromani e nemmeno il bosco, ma
l'impianto di estinzione che ... o non entra in funzione al momento opportuno (quando i focolai sono ancora contenuti), o entra in funzione quando i piromani sono lontani e annacqua quel po' di vino brioso che c'è, oppure sbaglia miscela e fa da lanciafiamme ....
***
Il problema a mio avviso è nella struttura attuale della RCM, nello squilibrio interno alla comunità di persone che la costituisce e ne è l'essenza, nel carico perpendicolare che porta direttamente ed unicamente al Community Manager - il termine stesso a mio avviso è indicativo di ciò. Che significa? Gestore della comunità! Una figura riconoscibile all'interno di un collegio, di una struttura per anziani, di una "comunità" intesa nel senso burocratico del termine insomma, non certo di quella che si vuole definire una "
comunità di persone in relazione tra loro e con il mondo esterno, tramite uno strumento tecnologico d'avanguardia per la comunicazione e lo scambio interpersonale".
L'esigenza di avere un System Administrator e uno staff tecnico è evidente, ma che la medesima struttura, e ancor di più nel caso di una sola persona, "gestisca" (e ripeto che il termine mi pare errato) la Comunità, intesa come comunità umana, di persone, mi pare una soluzione inaccettabile "politicamente" e impossibile "praticamente". E infatti lo è!
La sequenza di casi nei quali l'Administrator prima, il CM poi, è stato personalmente coinvolto indica abbastanza chiaramente che il carico - che è complesso quanto lo è la natura umana, e le relazioni tra individui anche diversissimi tra loro - è eccessivo. Lo è perché oltre a comprendere l'aspetto "community", comporta anche la gestione quotidiana (preferite "day by day"?) del sistema dal punto di vista tecnico, vi sono incombenze di natura amministrativa, fiscale, contabile, legale, per non dire dei rapporti politici e istituzionali. Di tutto questo deve occuparsi questa persona. A me pare francamente troppo.
Non è questione di chi oggi ricopre quel ruolo - persona di ottime capacità tecniche e umane - ma di competenze troppo diversificate perché possano risiedere in una sola persona.
***
E' mia opinione quindi che le varie riscritture del galateo, l'eventuale revisione della figura del garante (multiplo o singolo), e altre amenità del genere serviranno a poco. Ritengo che si debba invece ripensare e riorganizzare in maniera radicale l'intero assetto strutturale della RCM: partendo dalla Fondazione e dai suoi organi (immutabili, se non con grosse difficoltà che non vale, oggi, la pena affrontare), per mutare in maniera funzionale ed efficace la "forma" stessa della Rete.
Tanto per fare un esempio banale: suddivisione
REALE dei compiti tra più figure - il Direttore della Fondazione che s'identifica con il System Administrator (aspetti tecnici-gestionali e amministrativi); il Community Advisor (figura di consulenza riferita agli aspetti comunitari, relazionali, e di attività varie in Rete da parte di aderenti e moderatori) scelto dal Direttore, o dal CdA (o dal CTG? non ricordo lo Statuto) - il quale dovrà essere compensato adeguatamente in modo da garantirne la professionalità; il Garante (con funzioni simili alle attuali) scelto secondo le regole attuali tra i moderatori o aderenti, che vedrei volentieri come prestazione puramente volontaria, ma ben supportata dalla compresenza e collaborazione dei precedenti due.
E' chiaro che il Community Advisor dovrà essere una figura con una preparazione molto diversa da quelle necessarie per "amministrare" una Rete: sto pensando a personaggi con competenze nel campo della cosiddetta gestione del personale, o delle risorse umane, come piace oggi. A gente che sappia di sociologia, di psicologia, di dinamiche interpersonali, ma che abbia anche ben presenti i vari aspetti di "logistica virtuale", e anche di legalità, impliciti nelle attività di una comunità come questa.
Questo è un bosco che si riempie di alberi nuovi e di piromani, serve chi poti i primi, e chi metta i piccoli fiammiferai in condizioni di non nuocere.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro.
ROB
P.S. Spedisco in più conf, chiedendo di rispondere in "RCM che vorremmo", sempre che i vari mod non vogliano proseguire diversamente.


    - think global, act local -






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