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  Tuesday 2 July 2002 10:29:59  
From:
Oliverio Gentile   Oliverio Gentile
 
Subject:

Re: piromani ed estintori

 
To:
RCM che vorremmo   RCM che vorremmo
 
Robert Landon writes:
Davvero stupefacente quel che si trova in alcune conf - diciamo istituzionali - dopo appena 15 giorni di assenza: thread kilometrici quanto inutili (non s'offenda nessuno), tutti più o meno simili per toni e sostanza, avviticchiati puntualmente attorno alle colonne portanti dei soliti due (o tre o quattro ...) piromani che attizzano piccoli e vanesi, ma scoppiettanti e rumorosi, focolai, nella vana speranza di veder bruciare il bosco - ignoranti del fatto che il bosco in questione è auto-estinguente ...

Ti riferisci a Desktop\ 'Garante'\ 'Parliamone col Garante', vero?
Non vedo altre aree - diciamo istituzionali - interessate da thread kilometrici.

***
Sta di fatto che il problema non sono i piromani e nemmeno il bosco, ma
l'impianto di estinzione che ... o non entra in funzione al momento opportuno (quando i focolai sono ancora contenuti), o entra in funzione quando i piromani sono lontani e annacqua quel po' di vino brioso che c'è, oppure sbaglia miscela e fa da lanciafiamme ....
***


Ti posso chiedere di essere piu' esplicito?

Il problema a mio avviso è nella struttura attuale della RCM, nello squilibrio interno alla comunità di persone che la costituisce e ne è l'essenza, nel carico perpendicolare che porta direttamente ed unicamente al Community Manager - il termine stesso a mio avviso è indicativo di ciò. Che significa? Gestore della comunità! Una figura riconoscibile all'interno di un collegio, di una struttura per anziani, di una "comunità" intesa nel senso burocratico del termine insomma, non certo di quella che si vuole definire una "
comunità di persone in relazione tra loro e con il mondo esterno, tramite uno strumento tecnologico d'avanguardia per la comunicazione e lo scambio interpersonale".
L'esigenza di avere un System Administrator e uno staff tecnico è evidente, ma che la medesima struttura, e ancor di più nel caso di una sola persona, "gestisca" (e ripeto che il termine mi pare errato) la Comunità, intesa come comunità umana, di persone, mi pare una soluzione inaccettabile "politicamente" e impossibile "praticamente".


Probabilmente sei rimasto alla RCM di qualche anno fa.
Oggi il Commuity Manager, grazie al cielo, segue solo marginalmente gli aspetti tecnici.

 E infatti lo è!
La sequenza di casi nei quali l'Administrator prima, il CM poi, è stato personalmente coinvolto indica abbastanza chiaramente che il carico - che è complesso quanto lo è la natura umana, e le relazioni tra individui anche diversissimi tra loro - è eccessivo.


Mi elenchi tutti i casi in cui, secondo te, il CM non sarebbe dovuto intervenire personalmente?
Da come ne parli sembrano essere centinaia.

 Lo è perché oltre a comprendere l'aspetto "community", comporta anche la gestione quotidiana (preferite "day by day"?) del sistema dal punto di vista tecnico,

Sei proprio rimasto alla RCM di qualche anno fa.

 vi sono incombenze di natura amministrativa, fiscale, contabile, legale, per non dire dei rapporti politici e istituzionali.

E si avvale di consulenti per farvi fronte.

Di tutto questo deve occuparsi questa persona. A me pare francamente troppo.

E' sicuramente un bel carico, non posso negarlo.

Non è questione di chi oggi ricopre quel ruolo - persona di ottime capacità tecniche e umane - ma di competenze troppo diversificate perché possano risiedere in una sola persona.


A volte nella vita bisogna far di necessita' virtu', lo sai bene, vero?
Una Community che nella migliore delle ipotesi (se si raggiungeranno i 200 Soci Partecipanti individuali) produrra' un autofinanziamento annuo di 5.164,00 Euro (grazie alle quote) quali risorse puo' aspettarsi per la sua gestione?

***
E' mia opinione quindi che le varie riscritture del galateo, l'eventuale revisione della figura del garante (multiplo o singolo), e altre amenità del genere serviranno a poco.


Serviranno a poco, se si continuera' a perdersi in chiacchiere ed a farsi le pulci a vicenda invece di portare avanti sinergicamente i propri progetti in RCM.
Solo quando le esperienze come 'Formazione in Rete' (Grazie ad Aurora, Claudia e Philip!) si moltiplicheranno le cose cambieranno.

 Ritengo che si debba invece ripensare e riorganizzare in maniera radicale l'intero assetto strutturale della RCM: partendo dalla Fondazione e dai suoi organi (immutabili, se non con grosse difficoltà che non vale, oggi, la pena affrontare), per mutare in maniera funzionale ed efficace la "forma" stessa della Rete.

La Fondazione RCM ha appena cambiato il suo statuto ed ha appena concluso il suo periodo di "rodaggio" (i suoi primi 3 anni di vita). Da pochissimo tutti i suoi organi sono pienamente costituiti (dopo la nomina di Alessandra Agostini nel CTG) e gia' vogliamo cambiarla?

Tanto per fare un esempio banale: suddivisione
REALE dei compiti tra più figure - il Direttore della Fondazione che s'identifica con il System Administrator (aspetti tecnici-gestionali e amministrativi);

Nel nostro caso il Direttore della Fondazione RCM coincide con il Community Manager di RCM, ma non con il System Administrator.

il Community Advisor (figura di consulenza riferita agli aspetti comunitari, relazionali, e di attività varie in Rete da parte di aderenti e moderatori) scelto dal Direttore, o dal CdA (o dal CTG? non ricordo lo Statuto) - il quale dovrà essere compensato adeguatamente in modo da garantirne la professionalità; il Garante (con funzioni simili alle attuali) scelto secondo le regole attuali tra i moderatori o aderenti, che vedrei volentieri come prestazione puramente volontaria, ma ben supportata dalla compresenza e collaborazione dei precedenti due.
E' chiaro che il Community Advisor dovrà essere una figura con una preparazione molto diversa da quelle necessarie per "amministrare" una Rete: sto pensando a personaggi con competenze nel campo della cosiddetta gestione del personale, o delle risorse umane, come piace oggi. A gente che sappia di sociologia, di psicologia, di dinamiche interpersonali, ma che abbia anche ben presenti i vari aspetti di "logistica virtuale", e anche di legalità, impliciti nelle attività di una comunità come questa.
Questo è un bosco che si riempie di alberi nuovi e di piromani, serve chi poti i primi, e chi metta i piccoli fiammiferai in condizioni di non nuocere.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro.


Sei stato chiarissimo.

Oliverio


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