la nascita di un parco urbano

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SERGIO PELLIZZONI

 

INDICE

LA NASCITA DI UN PARCO URBANO.. 1

Un bosco che cresce dentro Milano. 1

Il “Bosco” si allarga. 2

Le ragioni di un successo. 2

 

LA NASCITA DI UN PARCO URBANO

 

SERGIO PELLIZZONI, direttore di “Bosco in città”

 

Un bosco che cresce dentro Milano

Dovrei illustrare l’iniziativa “Bosco in città”, un’attività di costruzione di un parco pubblico milanese iniziata venticinque anni orsono. Il parco è realizzato su aree comunali dall’associazione Italia Nostra attraverso un rapporto di collaborazione con l’Amministrazione comunale.

L’iniziativa viene avviata con l’obiettivo molto semplice di piantare un bosco con il lavoro domenicale di gruppi di cittadini volontari, il quadro di riferimento è costituito dalla riflessione che negli anni ’70 l’associazione ha condotto sul tema del verde in città, sulla necessità di realizzare ampie aree verdi nelle aree metropolitane. Per realizzare l’obiettivo Italia Nostra costituisce al suo interno un piccolo nucleo di lavoro che, con una sua autonomia operativa, organizza mezzi e risorse, definisce programmi e strategie.

L’Amministrazione comunale nel 1974 dà in concessione 35 ettari per nove anni nella zona ovest della città ed il nucleo operativo organizza da una parte un gruppo interdisciplinare per progettare il parco, dall’altra i mezzi, le risorse e il lavoro dei volontari che realizzeranno le piantagioni. Al termine del novennio le piantagioni sono terminate e l’iniziativa è diventata un laboratorio di esperienze sulla produzione del verde cittadino: si è realizzata una piccola azienda per la produzione del verde, che costruisce e cura il parco coinvolgendo volontariato cittadino. Presso il “Bosco in città” si svolgono tesi universitarie sugli aspetti tecnici del lavoro, si sviluppano attività didattiche per la scuola, si promuovono piantagioni, con volontariato, di piccole aree verdi nell’hinterland milanese. Nel 1984 l’Amministrazione rinnova la concessione consegnando, nell’occasione, ulteriori 15 ettari che portano così il “Bosco in città” a 50 ettari; viene anche deliberato un contributo fisso annuo e deciso che si procederà ad “attrezzare” il parco per i frequentatori. L’esperienza esce dalla fase pionieristica, si sistemano strade e percorsi, si realizza un grande lago, si costruiscono “l’area delle feste” e un’unità sperimentale di “orti del tempo libero”.

La gestione del parco

la gestione del parco da parte dell’associazione assume una forma più strutturata: si costituisce un “Centro della forestazione urbana” che coordina tutte le iniziative svolte nell’ambito del “Bosco in città”. Il Centro è gestito da un comitato composto da consiglieri dell’associazione, da esperti collaboratori volontari, dai dipendenti con responsabilità nella gestione; una struttura operativa si occupa delle realizzazioni. In questa fase piano piano si comincia a collocare il “Bosco in città” nel contesto del verde cittadino superando l’idea di un parco chiuso nei suoi confini, si ipotizza l’ampliamento del parco verso nord. La riflessione ed il lavoro vengono condotti anche in collaborazione con il Decentramento, si elabora uno studio per un grande parco nella zona ovest della città. Con il “Parco dei  sentieri interrotti” si progetta la riutilizzazione delle acque reflue dal depuratore nord Milano per i parchi pubblici.

 

Il “Bosco” si allarga

Nel 1994 l’Amministrazione rinnova la concessione delle aree del “Bosco in città” e vengono concessi ulteriori 30 ettari di aree portando la superficie complessiva a 80 ettari. Il progetto dell’ampliamento sviluppa le idee e esperienze maturate: il nuovo parco si integra nel territorio circostante, una rete di percorsi collega le aree agricole ed i quartieri del parco, le acque irrigue ed i bacini del parco costituiscono un sistema integrato al servizio di agricoltura e verde pubblico, si programma una sequenza continua di aree naturali, che si sviluppano dai confini del Comune a nord fin dentro il verde pubblico previsto a sud del “Bosco in città”, realizzando un corridoio ecologico che entra tra i quartieri cittadini.

Nel 1996 l’Amministrazione chiede la collaborazione per realizzare il parco delle Cave: E’ un grande parco cittadino di 135 ettari limitrofo al “Bosco in  città”, programmato dalla fine degli anni ’70, la cui realizzazione è ritenuta insufficiente. La sfida è grande; buona parte delle aree che è stata oggetto di attività cavatorie è in avanzato stato di degrado, presenta suoli alterati, discariche diffuse, i suoli sono in buona parte di proprietà privata ed in corso di esproprio. Il parco dispone d’altra parte di interessanti risorse, ci sono quattro laghi, un’area agricola, cascine storiche, gruppi di associazioni che gestiscono attività per i cittadini. Siamo solo all’inizio del lavoro ma riteniamo che questa sia una grande occasione per la città.

 

Le ragioni di un successo

Ho sinteticamente presentato il trend di crescita di questa iniziativa che cura per la città due grandi parchi della zona ovest e rappresenta un’interessante modalità di collaborazione tra le istituzioni e un’associazione di cittadini. Lo sviluppo ampio e progressivo dell’iniziativa e l’elevata qualità del prodotto realizzato sono la conseguenza di alcuni elementi che la caratterizzano:

- la grande flessibilità della struttura di gestione, il Centro di forestazione urbana raccoglie il contributo volontario di esperti e sedimenta via via le professionalità che si acquisiscono con l’attività ed opera con una piccola struttura operativa agile e capace di adeguarsi al progressivo sviluppo dell’operazione

- la modalità operativa che unisce in un unico centro l’ideazione, la progettazione, la realizzazione del parco e la gestione del rapporto col fruitore operando con globalità nella produzione e nella fornitura del servizio “verde”

- la gestione da parte di un’associazione che,  pur operando nel quadro ideale di una associazione, può svolgere le sue funzioni con le modalità dei privati evitando vincoli e lacci che limitano le istituzioni pubbliche.