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PREMESSA |
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| L’ALFA ROMEO: QUALI PROSPETTIVE PRODUTTIVE E INDUSTRIALI | ||
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Nel
luglio di due anni fa il PDS a Napoli si cimentò in un impegnativo
confronto con la dirigenza i lavoratori ed i sindacati del maggiore gruppo
industriale privato del nostro paese, la FIAT. Ci
proponevamo allora di verificare, anche alla luce degli impegni annunciati
dall'azienda, obiettivi e scadenze dei progetti industriali caratterizzati
dal nuovo equilibrio produttivo scaturito dalla scelta di localizzare a
Melfi e Avellino due nuovi insediamenti industriali per la produzione di
motori pluricilindrata e del nuovo modello del segmento C, la Punto. Dal nostro osservatorio milanese evidenziavamo che nel progetto della
FIAT non erano credibili gli impegni "aggiuntivi" sui volumi
produttivi del gruppo, era necessario fin da allora discutere le riorganizzazioni e le
destinazioni produttive dei diversi stabilimenti, avendo intuito che i
maggiori rischi sul futuro industriale riguardavano proprio le realtà
produttive del nord e particolarmente quelle lombarde. Molte cose da allora sono cambiate, la crisi del mercato dell'auto iniziata due anni fa è proseguita incidendo in tutti i mercati e nel corso del 1993 ha causato effetti molto pesanti per tutti i costruttori, compresi i giapponesi, tanto che oggi solo in Europa vi è un surplus produttivo di circa 2.000.000 auto.
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