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ACCORDO CONTRO LE MOLESTIE E LA VIOLENZA SUL POSTO DI LAVORO

 

 

Nel mondo del lavoro, secondo alcuni dati europei, la violenza e le molestie riguardano dal 5 al 20 per cento dei lavoratori.Per combattere questo fenomeno, nel 2007, le parti sociali europee hanno firmato un “  Accordo quadro sulle molestie e sulla violenza sul luogo di lavoro “, che vuole impedire e gestire i problemi di prepotenza, di molestie sessuali e di violenza sul luogo di lavoro e impone al datore di lavoro di tutelare i lavoratori contro tali rischi, adottando una politica di tolleranza zero contro tali comportamenti e fissando procedure per gestire tali situazioni.Dopo quasi 9 anni, il 25 gennaio 2016, finalmente, nel nostro Paese, le principali parti sociali insieme- Cgil,  Cisl, Uil e Confindustria - hanno sottoscritto un “ Accordo quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro “, che recepisce i contenuti dell’ accordo europeo, che riportiamo.Nella dichiarazione si ricorda che per molestia o violenza si intende:
-         
Le molestie si verificano quando uno o più individui subiscono ripetutamente e deliberatamente abusi, minacce e/umiliazioni in contesto di lavoro;
-         
La violenza si verifica quando uno o più individui vengono aggrediti in contesto di lavoro. Le molestie e la violenza possono essere esercitate da uno o più superiori o da uno o più lavoratori o lavoratrici, con lo scopo o l’effetto di violare la dignità della persona, di nuocere alla salute e/o di creare un ambiente di lavoro ostile.

continua


  

XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole

Una scuola su quattro ha una manutenzione inadeguata e solo il 3% è in ottimo stato. Un quarto circa di aule, bagni, palestre e corridoi presenta distacchi di intonaco; segni di fatiscenza, come muffe ed infiltrazioni, sono stati riscontrati nel 37% delle palestre, nel 30% delle aule, nel 28% dei corridoi, nel 24% dei bagni.

Sono questi alcuni dei principali risultati del XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole, presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva. Il Rapporto fa il punto sulla sicurezza, qualità ed accessibilità delle scuole italiane, attraverso i dati del monitoraggio civico condotto su 75 edifici scolastici di 10 Regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) e tramite la lettura di informazioni e fonti ufficiali. A questi si aggiungono i dati ricavati, per la prima volta, tramite l’istanza di accesso civico inviata da Cittadinanzattiva in 2821 Comuni e Province, che, sulla base delle risposte pervenute, ci hanno permesso di censire 4401 edifici scolastici  di 18 Regioni. In tal modo abbiamo un quadro più aggiornato rispetto alla sicurezza strutturale e sismica e avere informazioni dettagliate rispetto alle certificazioni e agli investimenti degli Enti locali sulle indagini sui solai e la manutenzione ordinaria e straordinaria di questi istituti.

Per le scuole situate in zona sismica (oltre la metà), la situazione non è incoraggiante: solo un quarto ha l’agibilità statica, poco meno della metà il collaudo. In poco più di un quarto (27%) è stata realizzata la verifica di vulnerabilità sismica, obbligatoria dal 2013. Ben pochi gli edifici su cui sono stati effettuati interventi di miglioramento e adeguamento sismico: la media nazionale è rispettivamente del 12% e del 7%. Assai indietro il Lazio (3%) e la Campania (6% di scuole migliorate sismicamente e 4% adeguate).

la Sintesi dei dati 

 

Guarda il video sulla Sicurezza


INAIL

Manuale di gestione della sicurezza nelle scuole



News


ULTIME NEWS




08/03/2018: Giornata internazionale della donna 2018: il quadro nazionale degli infortuni sul lavoro al femminile

 

L’evoluzione del fenomeno infortunistico nell’ultimo quinquennio si è sviluppata sostanzialmente in linea con la dinamica economica caratterizzata, in questo periodo, da una lenta ma costante uscita dalla crisi, i cui primi segnali si sono cominciati ad avvertire proprio a partire dal 2013 fino a rafforzarsi e consolidarsi definitivamente nel 2017.

In questo ultimo anno, infatti, i dati relativi ai principali indicatori macroeconomici risultano molto incoraggianti: PIL in crescita di circa l’1,5%, Produzione industriale di quasi il 3% e l’incremento dell’Occupazione che si stima superiore all’1%. Ma la ripresa dell’economia, se da una parte rappresenta innegabilmente un fatto molto positivo, dall’altro tuttavia ha avuto l’effetto negativo di contribuire ad attenuare di molto quell’intenso calo di infortuni sul lavoro che era stato determinato dalla profonda crisi economica, iniziata nel 2008 che, producendo forti tagli nella produzione e nel lavoro (sia in termini di occupati che di ore lavorate), aveva sensibilmente ridotto l’esposizione al rischio e quindi gli infortuni    stessi.

A livello generale, a fronte di un calo infortunistico di circa il 20% registrato nel quinquennio 2008-2012 (periodo acuto della crisi), la flessione del successivo quinquennio 2013-2017 (anni di avvio e consolidamento della ripresa) è stata appena dell’8%. La crisi, come noto, aveva colpito in misura devastante soprattutto le attività industriali, in particolare quelle manifatturiere, dove la presenza   maschile è nettamente prevalente; per le lavoratrici, invece, che risultano occupate per lo più in         attività terziarie, la crisi ha avuto un impatto molto meno rilevante facendo registrare cali infortunistici molto più contenuti sia nel primo (-5% circa), che nel secondo quinquennio (-6,7%).

 In questo periodo (2013-2017) il calo degli infortuni femminili ha riguardato in modo particolare i casi avvenuti in occasione di lavoro (-7,5%), mentre gli infortuni in itinere, che come noto non sono     strettamente legati alla specifica attività lavorativa svolta, hanno segnato un calo del 3,8%. In tutto               il quinquennio la quota di infortuni in itinere si è mantenuta costantemente tra il 21% e il 22% del totale. Anche l’andamento degli infortuni mortali femminilievidenzia un trend in calo, facendo segnare una     flessione del 12,8% pressoché costante, passando dai 117 casi del 2013 ai 102 del 2017; il calo è stato           più sostenuto per i decessi in occasione di lavoro (-18,6%) rispetto a quelli in itinere (-5,3%). In tutto il quinquennio gli infortuni mortali femminili risultano quasi equamente ripartiti tra quelli avvenuti in     occasione di lavoro e quelli in itinere, con una leggera prevalenza di questi ultimi che rappresentano notoriamente il pericolo maggiore per la donna che lavora. 

 Per quanto riguarda i settori di attività economica, la maggiore incidenza infortunistica femminile si riscontra in quello della Sanità ed assistenza sociale  dove si concentra ben il 12,2% di tutti gli infortuni    occorsi alle lavoratrici  italiane. Va segnalato, a tale proposito, che la Sanità è uno di quei settori (pochissimi) in cui l’occupazione femminile è nettamente superiore a quella maschile (oltre il 70% del   totale); ma anche l’incidenza infortunistica risulta più sfavorevole per le donne, sia in termini assoluti  che relativi. Vale a dire che non solo gli infortuni femminili sono il 75% circa del totale, ma che, rapportando il numero degli infortuni occorsi a ciascuno dei due sessi alle rispettive forze-lavoro impegnate, emerge che  la donna della Sanità ha un rischio di infortunio   superiore del 12% rispetto a quello del suo collega maschio.  E’ l’Infermiera l’operatrice più colpita in assoluto da infortuni tra tutte      le innumerevoli figure       professionali che operano nella sanità o nell’ambito dell’assistenza sociale: ogni anno le Infermiere   subiscono oltre il 32% del totale degli infortuni occorsi alle lavoratrici del settore: in pratica una   infortunata su tre è Infermiera.

Incidenze infortunistiche di un certo rilievo si riscontrano anche per le lavoratrici del Commercio               (7,5% del totale), dell’Industria manifatturiera (5,9%), della Ristorazione (5,6%), dei Servizi alle imprese        (4,8%, per lo più servizi di pulizia) e dei Servizi di trasporto (3,3%). Sempre più ridotta la quota di donne infortunate nell’Agricoltura (2,9%), un settore che prosegue un po’ ovunque nel Paese nel    suo storico inesorabile ridimensionamento, tranne che in alcune regioni, come la Basilicata e il Molise, dove da        diversi anni si   stanno sviluppando interessanti ed innovative iniziative, da parte di donne imprenditrici,      nel campo delle coltivazioni biologiche e dell’agroalimentare di qualità, che stanno creando nuovi    sbocchi professionali   per giovani e donne.


 

 

Alternanza scuola-lavoro: sorveglianza, compiti e responsabilità

 

La sicurezza nell’alternanza scuola-lavoro: gli adempimenti  del dirigente scolastico e delle aziende, la formazione alla sicurezza   e la gestione della sorveglianza sanitaria per gli studenti in alternanza.
continua :


Metodologia per la valutazione e  gestione del    rischio stress lavoro-correlato

Un nuovo manuale INAIL che offre alle aziende un’idonea metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress  lavoro-correlato.                                                      Le novità del percorso metodologico e l’integrazione con la piattaforma online.

 continua :  


       Sicurezza nelle scuole: proposte   di modifica                      del D.Lgs.81/08

I Dirigenti scolastici italiani chiedono la modifica del D.Lgs.81/08, relativamente alle responsabilità loro attribuite in quanto individuati Datori di lavoro delle istituzioni scolastiche che dirigono.Sia alla Camera e sia al Senato, vi sono già alcune proposte di modifica della normativa vigente sulla sicurezza dei lavoratori e degli ambienti di lavoro e sono già in corso le audizioni della componente datoriale, rappresentata dalle maggiori associazioni nazionali di dirigenti scolastici: l'11 luglio scorso sono stati ascoltati i Presidenti nazionali di ANP, dell' Andis e di DISAL in un'audizione informale alla Camera dei deputati.

 continua :


 

Alternanza scuola lavoro e regime assicurativo degli studenti: circolare dell’INAIL


 

 

 

FILMATI SULLA SICUREZZA

 

Inizia la pubblicazione, che verrà   aggiornata periodicamente, della serie  di filmati animati sulla sicurezza derivanti dalla collaborazione di varie agenzie europee,   tra cui l'INAIL, per  una più facile  divulgazione ed apprendimento delle tematiche relative alla sicurezza

primo filmato :

 

Napo in... situazioni da shock !


 
 

 

 

Sezione tematica della FLC CGIL di Milano dedicata alla salute e sicurezza dei Lavoratori della Conoscenza

Sito aggiornato al 2/2/2018