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  Sunday 9 November 2003 23:17:46  
From:
Fiorello Cortiana   Fiorello Cortiana
 
Subject:

Samarcanda, fiocco rosa al Senato

 
To:
VERDI   VERDI
 
Cc:
Societa' e Politica   Societa' e Politica
 

SAMARCANDA FIOCCO ROSA AL SENATO

Sen. Fiorello Cortiana ( Verdi-l'Ulivo )

Cosa  lega  36 senatrici e senatori, dall'SVP a Rifondazione, tanto da dare
vita  ad  una  associazione  di  parlamentari  chiamata Samarcanda, come la
mitica  città  narrata  da  Marco  Polo nella quale avveniva l'incontro tra
culture e religioni differenti, che oggi invece sembra così difficile?
La  proposta  di  Prodi della lista unica dell'Ulivo ha messo in luce, come
subordinata,  un'ipotesi  di  tutt'altro segno e prospettiva: l'ipotesi del
Partito Riformista, già abbozzata nei termini dell'"Ulivo piccolo", ipotesi
gravida  di pericoli e di possibilità, nell'incerto e asfittico bipolarismo
italiano.  Pensare  di relegare le espressioni politiche più radicali in un
ambito  di  marginalità  costringendole  alla  divisione  tra riformisti ed
antagonisti,   può  forse  confortare  qualcuno  sulla  perdurante  rendita
elettorale  mentre apre sicuramente la strada all'equazione tra i conflitti
sociali  e  le  questioni di ordine pubblico. C'è un'inerzia prepotente del
modello   di   sviluppo  che  per  tutta  la  prima  repubblica,  in  forma
consociativa,  ha  risolto  i conflitti sociali e politici con gli intrecci
tra partecipazioni statali, spesa pubblica illimitata e corruzione diffusa.
Il  "fenomeno  Berlusconi"  prima  che  causa  del dissesto istituzionale e
sociale  costituisce  il  prodotto  della  crisi  di  cultura politica e di
partecipazione  dei  partiti  dell'arco costituzionale responsabili di quel
modello.  L'ipotesi  di  Prodi  nel'96,  di  Alleanza  per  il Governo come
incontro  sul  piano  programmatico tra le famiglie democratiche storiche e
più  recenti  nasceva da questa consapevole lettura, che era emersa dopo le
elezioni  del '94. La desistenza prima e le manovre ambiziose di leader che
si  sentivano  in  discussione dopo, non basterebbero a giustificare che il
centrosinistra in cinque anni, a parte lo straordinario risanamento attuato
con  la  concertazione,  non  abbia  saputo  declinare  un nuovo modello di
sviluppo  nel quale la questione dell'innovazione e dell'orizzonte politico
europeo  sapessero coniugarsi con la qualità sociale, la qualità ambientale
e la qualità dell'informazione/comunicazione.
Un'associazione  di  parlamentari  che  si confrontano a partire dal merito
delle     questioni     ha     l'ambizione     di    promuovere    pratiche
politico-istituzionali  in  discontinuità  con  i  primi quarant'anni della
Repubblica  e  con  il sostegno dei poteri che in questa si sono formati ed
ingrassati.  E' questo il riformismo, è radicalismo, è riformismo radicale?
Ogni definizione sarebbe inutile, l'ambizione di Samarcanda è quella di non
relegare  l'ipotesi  politico-programmatica  del  centrosinistra  alla sola
mitigazione  del  liberismo  attenta  a  non disturbare tutte le rendite di
posizione  prodotte nella storia della Repubblica, avendo la consapevolezza
che  non  servono nuove ingegnerie partitiche ma una serrata riflessione di
merito.
Per  altro  è altrettanto evidente l'inefficacia politica del relazionarsi
ai conflitti senza farsi carico di proposte di governo praticabili e quindi
capaci di rispondere alle ragioni che li generano. Le riforme occorrono, in
particolare  dopo  quelle  attuate dal Polo, la possibilità che non restino
nominali  e che consentano alla politica pubblica di riferirsi ad interessi
generali,  risiede nella capacità di chi esprime radicalità politica di non
farsi  emarginare  bensì  di  attraversare  in modo plurale tutti i partiti
della  possibile  coalizione  democratica.  Ciò  richiede  luoghi  aperti e
partecipati  di  ascolto  e confronto sui diversi temi programmatici per un
altro  governo.  Chi  può  iniziare  questo processo rompendo uno stallo al
quale si affacciano fantasmi inquietanti? Nella sfera istituzionale, coloro
che  eletti  in  varie  forze  politiche  hanno condiviso in questi anni un
approccio  comune  dalla  guerra agli OGM, dalla scuola alla brevettabilità
del  software, dall'alienazione di una politica per l'ambiente ai diritti e
alla  dignità  di  tutti  i  lavoratori  in  un  contesto di rispetto della
legalità.  Non  si  tratta  di pensare ad una nuova formazione politica, al
contrario  si tratta di riportare con forza il confronto nel centrosinistra
sulle  questioni  di  merito.  E'  una  questione  nobilmente  politica  di
competizione  e  cooperazione  che deve riguardare tutta la coalizione e la
partecipazione  sociale:  l'esito  ci dirà se un'alternativa al governo del
Polo  si  darà  per  disperazione,  nuova  consociazione  o, piuttosto, per
l'investimento  elettorale  in  una  alleanza   credibile  perché capace di
avviare  le  riforme  di  qualità.  Una  prima  verifica  della  utilità  e
dell'efficacia   di  Samarcanda  si  avrà  sulla  discussione  parlamentare
relativa  alla  presenza di truppe italiane nell'occupazione irachena, sarà
anche  l'occasione  di un primo incontro pubblico, di osmosi tra società ed
istituzioni.



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