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  Wednesday 3 December 2003 21:42:23  
From:
Fiorello Cortiana   Fiorello Cortiana
 
Subject:

WSIS Ginevra

 
To:
VERDI   VERDI
Telematica e dintorni   Telematica e dintorni
 
Cc:
Informatica e dintorni   Informatica e dintorni
 

 IL FUTURO E' ADESSO, A GINEVRA     -  Sen. Fiorello Cortiana  (Verdi-l'Ulivo)

Dal 10 al 12 dicembre si terrà a Ginevra Il Vertice Mondiale sulla Società dell’Informazione (WSIS)  organizzato, per conto delle Nazioni Unite, dall’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT). Il vertice ha l’obiettivo di costruire una "visione comune" della società dell’informazione e trasformare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione in un nuovo strumento di sviluppo economico e sociale per il raggiungimento degli “obiettivi del millennio” delle Nazioni Unite, dando vita a nuovi modelli di cooperazione internazionale. Il vertice, su base intergovernativa, ma aperto anche ai contributi del settore privato e della società civile, dovrebbe concludersi con l’approvazione di una Dichiarazione di Principi e di un Piano d’Azione. Una successiva seconda fase del vertice a Tunisi, nel 2005, si concentrerà sulla transizione verso una società della conoscenza e potrebbe portare all’adozione di una “Carta” della Società dell’Informazione e un “Agenda sulla solidarietà digitale” a livello globa
le con piani d’azione regionali.
Il vertice di Ginevra si svolge durante il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea e spetta  all’Italia gestire i negoziati per la posizione comunitaria. La partecipazione italiana al vertice è coordinata dal Ministero degli Affari Esteri, che ha istituito lo scorso gennaio una task force presso la Direzione Generale per la Cooperazione Economica e Finanziaria Multilaterale. La Task Force è composta anche da rappresentanti di Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie, Ministero delle Comunicazioni, Ministero del Tesoro e si sono svolti alcuni incontri con rappresentanti della società civile e del settore privato. Il Summit, proprio per la sua organizzazione distribuita nell'arco di più anni e la possibilità di verificare i risultati conseguiti e valorizzare le buone prassi messe in campo, consente al consesso globale delle nazioni di mettere in campo una strategia unitaria verso l'ICT che non solo permetta di avviare un processo che riduca gli squilibri economici e sociali tra i diversi Paes
i, ma sia capace anche di ridurre il divario sociale all'interno dell'Unione Europea e di rilanciare un sistema economico europeo in questo settore. La condizione di un possibile protagonismo dell'UE risiede nella sua consapevolezza e nella sua capacità di praticare una piena ed autonoma iniziativa politica nella difesa e nello sviluppo della libera disponibilità dell'alfabeto degli algoritmi nell'era digitale. Una piena e diffusa consapevolezza sociale, economica e culturale è emersa in modo potente e diffuso durante i lavori del Parlamento Europeo relativi alla brevettabilità del software. Questo inedito "blocco dell'innovazione" ha convinto una maggioranza trasversale di europarlamentari ad emendare, quasi stravolgendola, la direttiva proposta dalla Commissione in prima lettura. In luogo della storica contrapposizione "destra-sinistra" si è affacciata una nuova demarcazione "innovazione condivisa vs conservazione preclusiva delle conoscenze".
Le culture politiche ed i loro rappresentanti, in particolare in Italia, pensano ancora che i temi dell'ICT riguardino i tecnici e specifici settori istituzionali. A parte la disponibilità del ministro Stanca al confronto con le commissioni parlamentari, che ha avuto l'esito di garantire l'istituzione di un tavolo vero di lavoro con le ONG e il Parlamento in vista di Tunisi 2005, il Governo italiano ha avuto un atteggiamento quantomeno timido nella gestione del suo ruolo, tanto con il Parlamento ed il sistema delle autonomie locali quanto con le organizzazioni non governative, a differenza di altri paesi europei. Come promotore del Comitato Interparlamentare per l'Innovazione Tecnologica e la Cittadinanza Telematica, cui aderiscono 70 parlamentari dei due schieramenti, ho proposto una mozione al fine di condividere le implicazioni immediatamente politiche del vertice di Ginevra e del prossimo a Tunisi. La mozione impegna il Governo ad operare, nella costruzione della posizione europea e nell'ambito del WSIS,
 al fine di garantire il pluralismo informatico, come principio di base per uno sviluppo diversificato delle tecnologie in grado di consentire a tutti i cittadini il pieno accesso alle risorse informatiche, mettendo a punto, secondo i criteri di economicità, efficienza ed efficacia, già esplicitati dalla Commissione Interministeriale per l'uso dell'opensource nella Pubblica Amministrazione, proposte in grado di garantire l'adeguato pluralismo e la libera competizione tra i sistemi proprietari e i sistemi cosiddetti liberi. A impegnarsi per la definizione di criteri e strategie comuni che garantiscano la piena interoperabilità dei sistemi informativi e informatici, al fine di non aggravare il divario digitale tanto in ambito internazionale, quanto in ambito nazionale ed europeo e di abbassare la soglia di accesso alle informazioni nello spazio pubblico e al mercato, in modo tale da garantire l’esercizio di piena cittadinanza e a agevolare la nascita di standard aperti e non proprietari che consentano uno svil
uppo pluralistico del mercato dell'ICT. A rafforzare in senso partecipativo l'ecosistema dei sistemi di comunicazione, e di internet in     particolare (Internet governance), assicurando che l’informazione e la conoscenza siano effettivamente al servizio dello sviluppo umano, e non al servizio del solo mercato, e garantendo altresì i diritti civili internazionalmente riconosciuti e l'assenza di forme di censura delle informazionie ad assicurare il diritto alla privacy degli utenti, valutando la costruzione di una politica globale in questo senso. A istituire una governance trasparente e democratica della società dell’informazione dal livello locale fino a quello globale, con un forte investimento sui processi di partecipazione e di e-democracy, oltre che di e-government, anche facendo conoscere e valorizzando l'esperienza delle reti civiche e di realtà quali il Global Cities Dialogue, Telecities, Villes-internet, etc.. A garantire che gli alfabeti della conoscenza, a partire dagli algoritmi informatici, sian
o ritenuti un bene universale, tale da non poter essere sottoposto a processi di brevettazione e ad assicurare ed estendere i beni comuni globali per le trasmissioni e le telecomunicazioni, per assicurare che questa risorsa pubblica non venga gestita nell’interesse esclusivo dei soggetti privati, bensì valorizzata anche grazie alle nuove tecnologie di trasmissione al fine di garantire il più ampio pluralismo nelle informazioni e la più bassa soglia di accesso alle informazioni stesse, anche grazie ad adeguate iniziative di formazione, educazione, life-long learning,. A promuovere la nascita di un'agenzia in ambito ONU che razionalizzi il processo di brevettazione, nel rispetto del principio di non brevettabilità del software e che sia capace di indurre all'obbligo di pubblicità e trasparenza tutte le agenzie istituzionali e non che si occupano di brevetti, come indicato dal Parlamento Europeo. Ad agevolare strumenti formativi innovativi nel campo dell'ICT, ponendo la leva della formazione delle nuove generaz
ioni e lungo tutto il corso della vita come una chiave capace di ridurre la distanza tra le varie aree del Paese e tra le diverse regioni del globo, anche sperimentando forme pubbliche di certificazione che non siano sottoposte al vaglio privato come avviene per ECDL. A garantire un dialogo costruttivo con i diversi attori (multistakeholder) ed un reale coinvolgimento della società civile e delle ONG nel periodo che intercorre tra l'inizio dei lavori nel corso della Prima Conferenza Mondiale prevista per Dicembre 2003 a Ginevra e la conclusione degli stessi previsti nel corso del 2005 a Tunisi, a differenza di ciò che è stato fatto sinora in Italia. A garantire il libero accesso agli strumenti di comunicazione e telecomunicazione, ribadendo il principio, già fatto proprio dai lavori preparatori del World Summit, che lo spettro di radiofrequenza deve essere pubblico e controllato nell'interesse generale, attuando tutte le politiche necessarie affinché, a livello nazionale, europeo e internazionale, ne sia lib
ero l'accesso, funzione determinante per garantire l'accesso alle stesse informazioni, sia garantito il pluralismo informativo, sia combattuto il monopolio informativo e siano agevolate le tecniche di trasmissione capaci di abbattere la soglia di accesso al mercato della trasmissione dei contenuti e di allargare le fonti informative, come ad esempio le trasmissioni satellitari. Questo vertice rischia il fallimento, come gli ultimi appuntamenti internazionali, solo la capacità delle istituzioni di aprire un dialogo con le esperienze sociali, economiche e culturali della libertà digitale può consentire la preparazione di proposte di Piani d'Azione efficaci per il prossimo a Tunisi.




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