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  Monday 22 December 2003 22:39:19  
From:
Fiorello Cortiana   Fiorello Cortiana
 
Subject:

ARMANI, cognome scomodo

 
To:
VERDI   VERDI
 
Cc:
Scienza e Tecnologia   Scienza e Tecnologia
 
INTERNET. CORTIANA (VERDI): SENTENZA 'ARMANI.IT' STRAVOLGE DIRITTO AL PROPRIO COGNOME - 19/12/2003

f.cortiana@senato.it 
"Da sito di timbrificio lombardo a pagine web della multinazionale di 'Re Giorgio'. Il dominio armani.it, secondo una sentenza del tribunale di Bergamo, non deve appartenere al signor Luca Armani , piccolo artigiano, ma all'Armani Spa del noto stilista. Per questo motivo il Sig. Luca Armani ha intrapreso lo sciopero della fame". La denuncia è del senatore dei Verdi Fiorello Cortiana che ha seguito fin dall'inizio la triste vicenda.
"Esprimo solidarietà a Luca Armani, anche se lo invito a recedere dai suoi propositi e a non cedere alla disperazione.
Questa triste storia - spiega Cortiana - aveva suscitato grandissima indignazione presso il "popolo di Internet" tanto che, fin dall'inizio della vicenda, i Verdi insieme all'associazione Newglobal.it, avevano offerto al Sig. Armani l' assistenza di un legale esperto di informatica. Oggi purtroppo è giunta l'inaspettata sentenza, secondo la quale, il signor Luca Armani, non solo deve cedere il dominio corrispondente al suo cognome, ma è condannato anche a pagare 10.000 euro per gli onorari, euro 2.536 per diritti, euro 990 per le spese, oltre le spese generali su diritti ed onorari Iva e Cpa. Inoltre deve pagare 5000 euro per ogni giorno che trattiene il dominio. Oltre al danno anche la beffa.
In questa sentenza c'è un assurdo evidente, nessun Armani puo' usare il suo cognome nel settore economico perché è stato registrato come marchio. Però se il sig. Giorgio Armani vende la sua azienda ad un ipotetico sig. Rossi, quest'ultimo, acquistando anche il marchio, in quanto bene dell'azienda, avrebbe il diritto di usare a suo piacimento un cognome non suo.
Abbiamo il dovere di proteggere le piccole imprese, come quella di Luca Armani, dalla prepotenza sempre più oppressiva delle multinazionali senza limiti nè morali né legali. Non posso che confermare la mia totale disponibilità a seguire con attenzione la vicenda di quest'uomo che, pur avendo perduto tutto, dal lavoro alla famiglia, per difendere quello che agli occhi di tutti appare un diritto inalienabile ha ancora voglia di non darsi per vinto.
Caro Luca - conclude Cortiana - non arrecare danni alla tua salute, ferma la tua protesta estrema, ci sono ancora molte altre occasioni per far valere le tue ragioni".


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