Info Visita RCM Registrati Aiuto Eventi@MI Cerca Novità Home Page di RCM Logo di RCM Logo associazioni.millano.it
Up One Level  Up One Level
New Message  New Message
Reply  Reply
Forward  Forward
Previous in Thread  Previous in Thread
Previous Unread  Previous Unread
Next in Thread  Next in Thread
Next Unread  Next Unread
Help  Help
FAQ  FAQ
  Message  

Message 

Postmark
   
Home Page  •  rcmweb  •  VerdiMilano  •  Verdi Milano  •  Indice forum  •  VERDI  •  Message
 
  Thursday 22 January 2004 12:00:14  
From:
Fiorello Cortiana   Fiorello Cortiana
 
Subject:

GRANDE FRATELLO

 
To:
VERDI   VERDI
 
Cc:
Polis   Polis
Scienza e Tecnologia   Scienza e Tecnologia
 
No al controllo di tutte le e-mail degli italiani,
No al Decreto Grande Fratello



"Il decreto legge 24 dicembre 2003, n. 354 del governo, che raddoppia i tempi di conservazione dei tabulati telefonici, di internet e di posta elettronica per tutti i cittadini nel nome della lotta al terrorismo, mette in discussione in modo indiscriminato diritti fondamentali garantiti costituzionalmente. L'art.15 della costituzione afferma l'inviolabilità della libertà e della segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione, l'estensione assoluta della limitazione di queste liberta' non trova rispondenza nella lotta al terrorismo. Un provvedimento di questo genere non si prende attraverso un decreto alla vigilia di natale, visto che sul tema è in corso da anni una discussione approfondita in ambito comunitario e non è certo un tema che abbia i requisiti della necessità e dell'urgenza richiesti per un Decreto Legge." Hanno dichiarato l'on. Paolo Cento e il sen. Fiorello Cortiana nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi alla Camera dei Deputati

"In nome della lotta la terrorismo si vuole introdurre una legislazione di emergenza che lede il principio di libertà e privacy dei cittadini. Mentre il Governo con una mano da il via libera all'uso di tecnologie rispettose della privacy come l'open source, mentre la Regione Toscana approva una mozione a favore dell'open source su proposta dei Verdi, con l'atra mano il Governo cerca di mettere sotto controllo l'uso di Internet in Italia. Al recente WSIS indetto dall'ONU, l'Italia si era schierata contro la richiesta della Cina e di Cuba, stati notoriamente non democratici , di mettere sotto tutela Internet, pare che tornati in Italia se ne siano dimenticati." Concludono i due parlamentari.

Insieme a QuintoStato Oggi sono state consegnate al presidente della Camera e al Presidente del Senato 8.432 firme contro il decreto.

"Per la prima volta il popolo della rete ha avuto un riconoscimento ufficiale da parte delle Istituzioni, speriamo che questo riesca a incidere sulla discussione del provvedimento. La nostra vigilanza deve rimanere comunque alta. Il decreto è tecnologicamente assurdo, visto che servirebbero 80 milioni  di cd-rom per stipare i dati richiesti." Dichiara Stefano Porro di QuintoStato. Insieme all'associazione il Secolo della Rete erano presenti le principali associazioni dei Provider, AIIP e Assoprovider. In particolare il presidente dell'Associazione Italiana Internet Provider, Paolo Nuti ha esplicitato come sia paradossale inserire in un provvedimento che porta il titolo di "Riorganizzazione dei tribunali delle acque" un argomento capace di condizionare il nostro sistema delle imprese e come, se si fossero seguiti i percorsi di concertazione già in programma, cioè il codice deontologico in concertazione con il Garante della privacy, entro due mesi si sarebbe risolto nel migliore dei modi il problema.


Il 24 Dicembre il Consiglio dei Ministri ha modificato, attraverso un decreto d'urgenza, il Codice per il trattamento dei Dati Personali, approvato nel Giugno 2003 e quindi recentissimo, e frutto di un lungo processo di concertazione con i provider e le associazioni degli utenti. Esso modifica in particolare il trattamento dei dati di traffico per altre finalità, art. 132, e specificamete per la repressione del crimine. I Dati di traffico, stante la definizione data nel codice stesso sono
"«dati relativi al traffico», qualsiasi dato sottoposto a trattamento ai fini della trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica o della relativa fatturazione;"
Quindi si tratta di posta elettronica, indirizzi IP identificativi dell'utente, percorsi di instradamamento tra i vari siti.
La modifica prevede che i provider conservino detti dati per complessivi 60 mesi.
La norma, rispetto alla quale provider e utenti si sono mobilitati, è contestata perché:

·       E' incostituzionale, in quanto contravviene all'articolo 15 relativo alla inviolabilità delle comunicazione postali, estensivamente cartacee o elettroniche.
·       Consente un controllo capillare di ogni utilizzo e di ogni percorso visitato o trasmesso attraverso internet
·       Esternalizza sui provider una spesa ingente per il mantenimento dei dati, cioè locazioni fisiche quali server e dischi fissi presso cui immagazzinare i dati.
·       E' assolutamente incoerente con tutte le posizioni su l'uso delle nuove tecnologie del Governo, non ultimo il documento sottoscritto al World Summit of the Information Technology, dove il Ministro Stanca ha molto insistito sulla autoregolazione di Internet
·       E' assolutamente inefficace per motivi tecnici: basti pensare che la regolazione degli orologi da parte dei provider non è regolata, per cui risulterebbe che l'indagato era connesso quando in realtà non lo era affatto.
·       Non ricorre minimamente il requisito di necessità e urgenza richiesto per i Decreti Legge


Galateo - Privacy - Cookie