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  Wednesday 20 April 2005 12:16:48  
From:
Alessandro Rizzo   Alessandro Rizzo
 
Subject:

25 aprile piazza Duomo

 
To:
l'Ulivo di Milano   l'Ulivo di Milano
 
25 aprile, in piazza Duomo anche Fassino e Bertinotti
Confermate le presenze di Ciampi e Berlusconi, all´ultimo momento potrebbe arrivare Prodi
Corteo, commemorazione dei caduti al cimitero Maggiore, due mostre e una lapide in ricordo di Lombardi
ANDREA MONTANARI

da Repubblica - 20 aprile 2005

È iniziato il conto alla rovescia per le celebrazioni del 60° anniversario della Liberazione dalla dittatura nazi-fascista. Quest´anno la manifestazione nazionale del 25 aprile sarà a Milano. E anche per questo motivo, si allunga ogni giorno la lista delle personalità che parteciperanno al corteo e di coloro che hanno deciso di non mancare, quest´anno, all´appuntamento di lunedì prossimo. Oltre al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Palazzo Chigi ha confermato ancora ieri la presenza per la prima volta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ci saranno anche molti dei leader dell´Unione. A partire dal segretario dei Ds Piero Fassino, da quello di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti, dal leader dello Sdi Enrico Boselli, dal presidente della federazione della Margherita Arturo Parisi. Ma all´ultimo momento potrebbe arrivare, a sorpresa, perfino Romano Prodi, nel caso anticipasse il rientro dalla sua missione in Cina.
La presenza alle celebrazioni del 25 aprile, organizzate come ogni anno dall´Anpi, l´associazione partigiani ha diviso, invece, la Casa delle libertà. Confermate le adesioni di Forza Italia e dell´Udc, mentre An e la Lega hanno ribadito che non ci saranno. E di conseguenza nemmeno il vicesindaco di An Riccardo De Corato. «Non è un obbligo festeggiare questo giorno - ha spiegato il vicepresidente nazionale del partito di Fini Ignazio La Russa - . In ogni caso è un´occasione in cui non si deve fare propaganda politica». Mentre per l´europarlamentare del Carroccio Matteo Salvini «il rischio è che ancora una volta la presenza di Ciampi ammanti tutto di retorica».
Già annunciata nei giorni scorsi, invece, la partecipazione al corteo dei tre segretari generali nazionali di Cgil, Cisl e Uil Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti. Quest´ultimo parlerà dal palco di Piazza Duomo a nome dei tre sindacati, prima del discorso conclusivo del capo dello Stato. Al completo anche la rappresentanza degli enti locali: Regione, Provincia e Comune. Con, rispettivamente, il governatore Roberto Formigoni, il presidente della Provincia e il sindaco Gabriele Albertini.
La giornata avrà altri momenti significativi, oltre al corteo e al ricevimento a Palazzo Marino. Dalla commemorazione dei caduti al campo della gloria al cimitero Maggiore, all´inaugurazione di due mostre. La prima, «La Memoria di Milano» al palazzo della Ragione. La seconda «La Resistenza in Europa» al museo di Storia Contemporanea. Fino allo scoprimento in Prefettura di una lapide in memoria di Riccardo Lombardi, primo prefetto di Milano dopo la Liberazione.


Uccisa dai tedeschi
Polemica sulla via da dedicare alla partigiana Lia
la storia

Gina Galeotti Bianchi aspetta ancora che una via, una piazzetta, un giardino, ricordi e onori il suo sacrificio. Il consiglio comunale ha deciso nel giugno 2003 che alla staffetta partigiana «Lia», questo il suo nome di battaglia, doveva essere intitolato un qualche pezzo di Milano. Sono passati due anni, e non è successo. Il diessino Emanuele Fiano chiama dunque in causa Albertini sulla cui scrivania è ferma la pratica: «Si avvicina il 25 aprile signor sindaco, noi vorremmo intitolare quello spazio a Gina proprio in quella data. Gina se lo è meritato con la vita, spetta a lei dimostrare di capirlo».
L´intitolazione deve essere fatta nel sessantesimo anniversario della Liberazione. Così sollecita una lettera inviata a Gabriele Albertini. La postilla è un dubbio tutto politico: «Numerosi esponenti di An hanno annunciato che non saranno presenti alle celebrazioni del 25 aprile. Non vorremmo che qualcuno potesse pensare che tra questa scelta e il ritardo nell´intitolazione di una via a Gina Galeotti Bianchi ci fosse un qualche nesso». La giovane donna, ricordata di recente anche dal fortunato spettacolo di Renato Sarti «Nome di battaglia Lia», morì a Niguarda il 24 aprile 1945. Gina Galeotti Bianchi aveva 32 anni, era incinta, fu uccisa da soldati tedeschi che scappavano da Milano. Sessant´anni dopo, domenica prossima, proprio Renato Sarti e il Teatro della Cooperativa dedicheranno a lei una giornata di memorie con iniziative itineranti in mezza Milano.
(gi.pi.)


Per la festa-spettacolo
Al Paolo Pini arrivano orchestra e coro della Scala
l´iniziativa

Torna, con la manifestazione per il 25 aprile, l´appuntamento tradizionale all´ex ospedale psichiatrico Paolo Pini. Anche quest´anno, nello spazio di via Ippocrate, decine di artisti e personaggi pubblici daranno vita, a partire dalle ore 19, a una nuova edizione di «Appunti partigiani».
«Cinque appunti partigiani - Cori Partigiani sarà - spiegano gli organizzatori - una piccola liturgia della ricorrenza, che vuol dire cantare e ragionare e naturalmente fare festa alla Resistenza, ai partigiani, alla Costituzione, alla memoria e a noi, perché nessuno si senta solo. Gli appunti partigiani sono un quaderno aperto, un evento fatto a tante mani, che unisce le generazioni».
Quest´anno, per la prima volta, parteciperà allo spettacolo anche una delegazione dell´orchestra e del Coro del Teatro alla Scala. Tra gli altri hanno confermato la propria presenza: Lella Costa, Paolo Rossi, Carlo Boccadoro, Piero Colaprico, I Mercanti di Liquore, Francesco Lattuada, Gilberto Perejra, Guglielmo Perejra, Yo Yo Mundi, Lino Cannavacciuolo e Don Gino Rigoldi.
L´incasso del 25 aprile (l´ingresso a sottoscrizione costa 5 euro) sarà devoluto a Gregoire «che lo scorso anno - spiegano gli organizzatori - è stato con noi, abita in Costa d´Avorio, di lavoro ripara pneumatici e "libera" i matti, li slega dagli alberi cui vengono incatenati, li cura e gli restituisce una dignità. Un bell´esempio di liberazione».
(an.ca.)


IL DOCUMENTO
Giorgio Bocca e Liliana Segre testimoni stasera su RaiTre

Per prepararsi al 25 aprile, Raitre manda in onda questa sera a mezzanotte e 20 (e in replica lunedì alle 8.05) un documentario di Aldo Zappalà dal titolo «Milano 25 aprile. La Liberazione». Un filmato di un´ora davvero eccezionale, per la qualità dei filmati d´epoca a volte inediti e per la ricostruzione storica che viene fatta della vita quotidiana in città dai primi bombardamenti della guerra, nel 1942, alla scena di Mussolini appeso per i piedi a piazzale Loreto. Con interviste a partigiani, deportati e testimoni dell´epoca tra cui Giorgio Bocca e Liliana Segre. Il documentario sarà trasmesso nell´ambito della serie «La storia siamo noi» di Giovanni Minoli.



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