Info Visita RCM Registrati Aiuto Eventi@MI Cerca Novità Home Page di RCM Logo di RCM Logo associazioni.millano.it
Up One Level  Up One Level
New Message  New Message
Reply  Reply
Forward  Forward
Previous in Thread  Previous in Thread
Previous Unread  Previous Unread
Next in Thread  Next in Thread
Next Unread  Next Unread
History  History
Help  Help
FAQ  FAQ
  Message  

Message 

Postmark
   
Home Page  •  rcmweb  •  VerdiMilano  •  Verdi Milano  •  Indice forum  •  VERDI  •  club dell'ulivo  •  2005  •  Message
 
  Sunday 24 April 2005 10:24:12  
From:
Alessandro Rizzo   Alessandro Rizzo
 
Subject:

FRANCO SGRENA SULLA RESISTENZA

 
To:
club dell'ulivo   club dell'ulivo
 
FRANCO SGRENA SULLA RESISTENZA Gianni Mongrandi
da “La Prealpina”

21 aprile
MASERA - Franco Sgrena racconta alla Prealpina i suoi ricordi di partigiano. Oggi che la guerra non è stata ancora cancellata dal vocabolario dell'umanità, anzi, con violenza ha fatto la sua irruzione anche in casa Sgrena, la testimonianza di Franco, il partigiano Ranca dell'ottava Brigata Matteotti, rafforza il senso di un 25 aprile ormai alle porte.
Dalla Liberazione dell'Italia sono trascorsi 60 anni, in un batter di ciglia della storia che la contemporaneità spesso seppellisce nel passato remoto.
tratto da "La Prealpina" del 21 aprile 2005-


Non può essere così: "Non dimentichiamo il 25 aprile - dice con passione papà Sgrena - non alimentiamo il revisionismo storico, altrimenti, tempo qualche anno, qualcuno ci farà credere che i veri partigiani erano i repubblichini di Salò"
La repubblica fascista nel giugno del 1944 aveva chiamato all'appello anche il diciottenne Franco. Fu in quel momento che il giovane fece la sua scelta e si unì ai combattenti della montagna. Alla macchia, però, nessuno si sentiva solo: "Siamo sopravvissuti perché la popolazione era con noi - racconta -. Senza l'aiuto quotidiano della gente, che ci avvisava dei pericoli e ci sosteneva, saremmo finiti tutti ammazzati. E poi non dimentichiamoci il ruolo delle donne - delle staffette, che sono sempre state poco considerate ma che correvano i nostri stessi pericoli".
I boschi di Masera, di Montecrestese, della Val Vigezzo, della Cannobbina e dei dintorni di Domodossola, sono i luoghi che l'hanno visto in azione sotto il comando del capitano Carlo Vilio. "Gli episodi di guerra sono tanti- continua il partigiano "Ranca"-, la battaglia della Cannobbina contro gli uomini della Decima MAS, ad esempio. Accadde che subito dopo l'8 settembre ci furono morti, noi riuscimmo a fare diciassette prigionieri. Li consegnammo al capitano Arca, furono scambiati con ventinove ostaggi. Erano ragazzi, anche noi lo eravamo" E infatti capitava che a volte il richiamo della gioventù fosse più forte della prudenza. Franco Sgrena accenna ad un sorriso: "Riguardando quei giorni non posso fare a meno di pensare di essere stato molto fortunato. A volte sono scampato davvero per poco, come quando due fascisti evitarono di fermarmi perchè altrimenti avrebbero perso il treno. Una sera, poi, con un compagno andammo a ballare in un circolo - ricorda- ma i fascisti ci presero. Sulla strada la macchina finì in un fosso. Scappare? Ci pensammo, ma alla fine demmo una mano a recuperare l'auto. Ci lasciarono andare. Se fossimo scappati ci avrebbero sparato"..... "Poi arrivò il 25 aprile, venni a sapere della Liberazione mentre stavo scendendo dalla Vigezzo per prendere ordini. Tornai indietro ad avvisare i mie compagni, il nostro lavoro però non era ancora finito".
La testimonianza di Franco si conclude con un ricordo forte; il 29 aprile a Milano, in Piazzale Loreto, quando fu chiamato nel servizio d'ordine per tenere a bada l'ira della folla: "Quando si diffuse la notizia che il corpo di Mussolini era a piazzale Loreto, la gente cominciò ad arrivare a frotte, sui camion, a piedi, sui tram gremiti sino al tetto. Ci misero a far da barriera, ma la calca spingeva, volavano calci, dopo vent'anni di dittatura e dopo la guerra la gente era esasperata, furono necessari gli idranti per allontanarla".
Ma le guerre non sono ancora finite; in qualche parte del mondo, gente dispera di poter vivere in pace. Non dimentichiamoci mai della Resistenza - conclude Franco Sgrena nel chiudere la porta di casa - se quegli ideali ci accompagneranno non correremo pericoli".


Galateo - Privacy - Cookie