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  Monday 25 April 2005 01:19:41  
From:
Alessandro Rizzo   Alessandro Rizzo
 
Subject:

Prodi: «Berlusconi non festeggia, noi difendiamo la Costituzione»

 
To:
club dell'ulivo   club dell'ulivo
 
L'UNITA' - 24.04.2005
25 aprile, Prodi: «Berlusconi non festeggia, noi difendiamo la Costituzione»
di red

La Liberazione, i valori della Resistenza come cardini della Costituzione e della vita democratica del Paese. Il presidente della Repubblica Ciampi non ha mai smesso di ricordare in questi termini la festa del 25 aprile. Alla quale ques’anno grossa parte del centrodestra ha deciso di non partecipare, compreso Silvio Berlusconi, tutto preso nel week end con la lista dei sottosegretari e gli incastri per non scontentare nessun alleato. Ma non è per questo che non sarà a Milano lunedì con il Capo dello Stato. Il leader del centrosinistra Romano Prodi sottolinea l’assenza e vi apre una riflessione sulle ragioni per onorare il 25 aprile a difesa della Costituzione attaccata proprio dai progetti di riforma della Casa delle Libertà: il premierato alla Berlusconi , la riduzione delle prerogative e dei compiti del presidente della Repubblica, il Parlamento declassato al rango di organo di ratifica dell’esecutivo.
«È un motivo di inquietudine -sottolinea Prodi- che il presidente del Consiglio di questi anni trascorsi non abbia mai considerato un suo dovere civile e politico prendere parte alle celebrazioni della Liberazione».La festa, per Prodi, serve a ritrovare le «ragioni dell'unità della nazione e il senso della patria comune che oggi sono messe a rischio da progetti dissennati di riforma della Costituzione», che è «un bene troppo grande per essere messo sul piatto di scambi di fazione e di interessi di parte. La Costituzione è e deve restare la carta dell'unità del Paese e dell'appartenenza di tutti gli italiani alla stessa casa in una Europa sempre più vicina e unita».
«La Liberazione -avverte Prodi- non può essere oggetto di una storicizzazione di comodo che relativizzi ed equipari le scelte di valore opposto compiute in quel periodo drammatico. Non potrà mai essere considerato allo stesso modo chi combattè contro i nazisti e contro la Repubblica di Salò e chi combattè, magari in buona fede, per un'Italia serva e vassalla del III Reich. Da diversi anni, ormai, correnti politiche e culturali interessate ad annacquare la memoria e il valore dell'antifascismo cercano di minimizzare il significato della Resistenza e di relativizzare le scelte dei protagonisti di quel tempo. Si tratta di tendenze -scandisce- che vanno contrastate».
La polemica sull’equiparazione dei partigiani con i repubblichini, resta viva. E Prodi conferma la sua ferma ostilità verso conclusioni che tendano a parificare le due parti in nome di una comune “buona fede”. Per lui una parte resta “sbagliata”, anche se «vi furono errori ed eccessi e pure atrocità, anche da parte di taluni che combatterono dalla parte giusta».
E alla domanda come vivere oggi il 25 aprile, la risposta di Prodi è l’augurio che «diventi sempre più una festa di tutti gli italiani sulla base della verità storica dell'antifascismo e dei valori fondamentali di democrazie e di libertà che rappresenta». «E poi -aggiunge - impegnandosi perchè uno spirito analogo a quello che mosse la generazione della guerra in uno slancio generoso per la ricostruzione del Paese possa rivivere oggi in una fase in cui il Paese ha sempre più bisogno di un governo serio e politicamente responsabile, per avviare di nuovo un'opera di ricostruzione che, accanto alla competenza e all'entusiasmo, ha bisogno di alimentarsi anche di un forte fondamento etico. E, infine, ritrovando e rifondando le ragioni dell'unità della nazione e il senso della patria comune che -avverte- oggi più che mai, sono messe a rischio da progetti dissennati di riforma della Costituzione».
Il messaggio di Prodi, naturalmente, non piace al centrodestra. In particolare a Sadro Bondi, il coordinatore azzurro che da giorni polemizza su questi temi con il leader dell’Unione e ora lo accusa di «guastare la festa». «Prodi vuole evidentemente rovinare anche quest'anno la festa del 25 aprile – dice Bondi -. Solo così si spiega la sua uscita per cui la Cdl non si riconoscerebbe in questa ricorrenza. Anche in questa vicenda si comprende che Prodi sia interessato unicamente a dividere il Paese, a fomentare gli odi e le inimicizie, piuttosto che, al contrario, approfittare di questa data per unire gli italiani sulla base di alcuni valori comuni».E il vice presidente del gruppo di Forza Italia al Senato Lucio Malan gli dà man forte definendo l’intervento di Prodi un «comizio».
Il presidente dello Sdi, Enrico Borselli fa però notare che per fugare ogni dubbio sulla volontà di riconoscersi nella Liberazione basterebbe che Berlusconi si presentasse a Milano in piazza lunedì.



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