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  Monday 18 December 2006 13:43:01  
From:
Alessandro Rizzo   Alessandro Rizzo
 
Subject:

Quali misure a sostegno dello sport?

 
To:
club dell'ulivo   club dell'ulivo
Comunismo   Comunismo
Alessandro Rizzo LD   Alessandro Rizzo LD
Italia Democratica - LD   Italia Democratica - LD
l'Unione di Milano   l'Unione di Milano
 
Quali misure a sostegno dello sport?

LA “FILOSOFIA” DELLA FINANZIARIA

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Gli interventi studiati dal Ministero guidato da Giovanna Melandri illustrati dal sottosegretario Giovanni Lolli in un incontro promosso a Milano dal Dipartimento Sport dei D.S. di Milano e dal Gruppo consiliare dell'Ulivo


Una politica sportiva moderna, per fare di necessità virtù in un’epoca caratterizzata da risorse pubbliche sempre più limitate. È la filosofia che ispira i provvedimenti relativi allo sport nella Finanziaria in discussione in Parlamento, illustrati dal sottosegretario allo Sport e Politiche giovanili Giovanni Lolli (Ds) in un incontro pubblico promosso lunedì scorso a Milano dal Gruppo consiliare dell’Ulivo. Un’occasione - ha spiegato Pierfrancesco Majorino, segretario cittadino dei Ds e consigliere a Palazzo Marino - per avviare un forum permanente di confronto sulle politiche sportive nazionali e locali.

«C’è una stridente contraddizione tra la complessità raggiunta dal fenomeno sportivo in Italia e la scarsa conoscenza che ne ha la politica (a sinistra forse ancora più che a destra) - ha esordito Lolli -. Lo prova l’assenza, fino a poco tempo fa, di un Ministero specifico e il conseguente “scarico” di oneri e responsabilità dallo Stato a Coni, Enti di promozione ed Enti locali. Aver creato ora un dicastero non presuppone però una visione statalista del problema, ma la volontà di procedere a un “governo” pubblico dello sport con tutti quei soggetti che se ne sono occupati sinora, riuniti a un apposito “tavolo”».

A questo proposito, la Finanziaria 2007 conferma lo stanziamento di 450 milioni per le attività del Coni e porta a 3 milioni annui per il prossimo triennio il contributo al Comitato Paralimpico, attestato per il 2007 a 500 mila euro. Allo studio c’è anche una legge a sostegno degli Enti di promozione.

Il sottosegretario ha poi elencato alcuni capisaldi, primo fra tutti la scuola: «Vogliamo colmare il ritardo esistente rispetto al resto dell’Europa, in termini di ore di educazione fisica e di investimenti strutturali. A titolo di sperimentazione in alcuni istituti abbiamo introdotto nella scuola primaria l’educazione motoria come elemento di apprendimento e anche “piacere del movimento”, che un individuo poi conserva per tutta la vita».

Riguardo l’impiantistica, «in parecchi casi vecchia, inadeguata, progettata e costruita senza curarsi della successiva gestione (col risultato che, invece che fonti di guadagno, molti stadi e palazzetti risultano causa di spesa per i Comuni)», punto di partenza sarà un censimento effettivo dell’esistente, con particolare riguardo alle strutture sportive di base e alle scuole. Un intervento concreto è già nei 20 milioni di euro annui per il triennio 2007-2009 assegnati all’Istituto per il Credito Sportivo, «che nell’ultima Finanziaria - ha fatto notare Lolli - aveva subìto un “taglio” di 450 milioni».

Non manca una visione dello sport come presidio sanitario (per esempio rispetto all’obesità che colpisce un bambino su cinque) e come strumento di educazione a un corretto stile di vita. La risposta al calo di attività fisica riscontrato negli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni sta nella possibilità offerta alle famiglie di detrarre il 19% delle spese di iscrizione dei ragazzi tra i 15 e i 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine, ecc. «Ma se lo sport fa bene, bisogna anche far bene lo sport - ha rimarcato Lolli -. Il che vuol dire contrastare il doping, anche di massa, e pensare a una legge di tutela della salute attraverso uno strumento come il libretto sanitario».

Infine, il capitolo “grandi eventi”: «Torino Olimpica e Germania 2006 insegnano: se gestite bene, queste manifestazioni hanno effetti straordinari». Per finanziarli èstato approntato un fondo di 33 milioni, mentre altri 20 milioni sono stati accantonati per gli oneri connessi alla possibile assegnazione all’Italia degli Europei di calcio 2016 («non in conto capitale, ma per far fronte agli interessi», ha precisato Lolli).

A partire dallo sport come «strumento di crescita, di promozione individuale e di integrazione sociale», ètoccato poi al responsabile del Dipartimento Sport dei Ds milanesi, Nicola Licci, formulare alcune idee riguardo la politica sportiva in città. Denunciando il gap di investimenti rispetto ad altre città («a Torino il 6% netto del bilancio comunale finisce allo sport, a Milano siamo poco sopra l’1%...»), Licci ha evidenziato le croniche lacune dell’impiantistica, le difficoltà di gestione di Milano Sport e, nel complesso, «una visione dello sport troppo orientata al business».

Le proposte? Lo sport come parte integrante delle politiche di welfare; Coni, Federazioni, Eps e società coinvolti nella gestione degli impianti, da riqualificare per quanto riguarda sia l’eccellenza, sia la base; un ruolo di primo piano alle Zone; la valorizzazione della pratica sportiva a scuola.

Numerosi i rappresentanti delle istituzioni sportive presenti all’incontro. «Nella Finanziaria 2007 si comincia a notare un Piano articolato a favore dello sport, ed è importante che su questo si registri una convergenza trasversale delle forze politiche - è l’opinione di Filippo Grassia, presidente provinciale del Coni -. Per quanto concerne Milano, analisi e strategie collimano con quanto espresso nel documento stilato dal Movimento sportivo cittadino nel marzo scorso. Nella pratica, però, è fondamentale che non si lasci tutto alla sensibilità e alla buona volontà dei singoli amministratori locali e si proceda invece con interventi normativi», come è stato, per esempio, nel caso della fruizione delle strutture sportive scolastiche da parte della popolazione, estesa dalla Finanziaria anche al di fuori degli orari delle lezioni.




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