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  Saturday 12 May 2007 13:02:56  
From:
Alessandro Rizzo   Alessandro Rizzo
 
Subject:

Pd, primarie a ottobre in tre giorni

 
To:
Partito Democratico   Partito Democratico
 
Pd, primarie a ottobre in tre giorni
di Umberto Rosso (la Repubblica, 10 Maggio 2007)

Un «bagno di folla» per la costituente del Partito democratico. Fassino e Rutelli, con la mediazione di Prodi, si incontrano, si parlano e chiudono un accordo, in vista del vertice dell´Ulivo convocato per domani mattina. Primo punto: le primarie, saranno la grande base di partenza dell´operazione partito nuovo. E per questo, fissata la data a metà ottobre, la consultazione dovrebbe svolgersi non in una sola giornata ma in tre, probabilmente in un intero week end. Il capo della Quercia e il presidente della Margherita si ritrovano d´accordo, dopo giorni di polemiche, «non facciamo false partenze, dobbiamo puntare al bagno di folla ma fino a quel momento non dobbiamo sbaraccare di colpo i nostri partiti». Ed ecco allora che Fassino e Rutelli, i due leader che hanno condotto le rispettive organizzazioni all´appuntamento dell´unificazione, continueranno a guidare politicamente la fase della transizione. Di fatto, senza ruoli formalizzati, anche perché l´idea del coordinatore è andata in soffitta. A gestire i passaggi organizzativi, invece, la troika Migliavacca-Soro-Barbi (che già oggi si riunisce per mettere a punto alcuni aspetti), e sarà formalizzato il comitato promotore nazionale del Pd presieduto da Prodi. Ma, appunto, il timone politico rimane a Rutelli e Fassino, tanto che saranno proprio loro, insieme agli altri big, a portare i giro per l´Italia un tour "promozionale" dell´operazione.
La schiarita prende corpo quando orami è sera. Fassino va a parlare con Rutelli, nell´ufficio del ministro dei Beni culturali. Fra i due, negli ultimi giorni, è sceso il gelo. Che ha toccato il punto più basso dopo la dura lettera di Fassino a Prodi, con allusioni abbastanza esplicite a manovratori che puntano a «sporcare il progetto». Uscita che al Nazareno hanno derubricato sotto la voce crisi di nervi. Ma proprio il rischio di una rottura dalle conseguenze devastanti, e sul "filo" anche nella giornata di ieri con il pericolo di un nuovo rinvio del vertice, ha spinto alla pace, alla «comune volontà di dare un segno di unità e di coesione» come fanno filtrare i due al termine del faccia a faccia. Dunque, azzerate polemiche, vortice di proposte e rose di candidati leader circolate in libertà. I due ripartono da capo. Così dal cammino verso la costituente, sparisce la figura del coordinatore cara ai ds e anche le pre-iscrizioni, ventilate dalla Quercia ma che avevano fatto infuriare la Margherita, escono dall´agenda. Risultato: gli iscritti al Pd saranno gli elettori che si presenteranno a votare alle primarie. Solo da quel preciso momento, dal gazebo in poi, prenderà forma il popolo degli aderenti al Partito. Una testa un voto. Il peso originario delle forze politiche si stempera e si diluisce.
E ancora in base al leit motiv che ha dominato il "caminetto" ai Beni culturali, «non possiamo permetterci false partenze», Rutelli ha chiarito con Fassino anche una voce che da qualche giorno agitava la Margherita: la Quercia non cercherà di bruciare tutti sul tempo, trasformandosi anzitempo in Democratici di sinistra per il Partito democratico. Patto reciproco. La stessa clausola varrà naturalmente anche per i dielle. Per le primarie, esclusa l´ipotesi di far scendere in pista liste espressione dei partiti, si va verso candidature aperte. E al voto quasi certamente potranno prendere parte anche i sedicenni. Rutelli, come ha spiegato anche ai coordinatori regionali del suo partito, non ha «pregiudiziali» sul percorso da scegliere ma di sicuro «niente egemonie». Tutti paletti piantati per circoscrivere, quanto meno, la battaglia dei "delegati" fra i due soci fondatori, la guerra sotterranea per assicurarsi il controllo dell´assemblea costituente. Solo che, e su questo tengono duro al Botteghino, la loro disponibilità non potrà spingersi fino al suicidio, a rinunciare ai rapporti di forza favorevoli. Replica dielle: ma la Quercia dopo la scissione ha perduto per strada il venti per cento dei parlamentari. La pax siglata ieri fa calare per il momento il sipario sulle polemiche. La settimana prossima, dopo le riunioni interne dei due partiti, il comitatone potrebbe decollare. E al vertice della Margherita, sulla poltrona di presidente dell´assemblea federale, arriverà intanto una donna. In corsa la parisiana Marina Magistrelli e Patrizia Toia, molto vicina invece a Marini. Nel primo caso, sarebbe anche un segnale di apertura lanciato da rutelliani a popolari ad Arturo Parisi, che però ha ufficialmente sciolto la sua componente e dunque l´incarico affidato alla Magistrelli avrebbe per così dire il sapore di un gesto unilaterale e senza trattative da parte della maggioranza del partito. Tramontano così le chances di Enzo Bianco e Sergio Mattarella.




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