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  Monday 20 August 2007 16:58:37  
From:
Alessandro Rizzo   Alessandro Rizzo
 
Subject:

Milano e Partito Democratico

 
To:
Partito Democratico   Partito Democratico
 
Cc:
l'Ulivo di Milano   l'Ulivo di Milano
 
7 agosto 2007


Milano e Partito Democratico: innovazione politica, discontinuità, autonomia.


1. Milano ha bisogno di un Partito Democratico federale, autonomo, espressione del suo territorio; il PD lombardo e nazionale hanno bisogno delle tante risorse, intelligenze, realtà organizzate che animano la nostra città, ma faticano a trovare le forme e i luoghi della partecipazione e della rappresentanza politica.
2. Il Manifesto per il Nord, che pure in tanti abbiamo sottoscritto e che assumiamo, non esaurisce né comprende fino in fondo la realtà di Milano. Nel bene e nel male Milano è anche altro: con la sua grande area metropolitana è, insieme a Roma, l’unica metropoli di livello internazionale. E’ a Milano che occorre vincere le sfide che affrontano tutte le grandi città europee, qui sono le problematiche inedite di una cittadinanza fluida, contraddittoria nelle domande e nei bisogni che esprime; qui già coesistono culture ed etnie diverse; qui più che altrove per giovani e donne l’accelerazione su temi quali meriti, regole, pari opportunità, accesso alle carriere, rottura dei privilegi corporativi, è decisiva.
3. A Milano l’insofferenza per il vecchio sistema di potere politico-istituzionale oligarchico e separato dalla società, per i suoi tempi, la distanza tra realtà e Istituzioni ( basti pensare alla grande area metropolitana che vive nei fatti, ma non nelle istituzioni: uno scarto ormai insopportabile) ha già portato all’antipolitica come sentimento diffuso, che ha prodotto il Berlusconismo e i suoi interpreti locali, prima Albertini poi la Moratti.
Ma non si tratta certo di copiare dalla destra o essere subalterni:
adesso la destra ha preso voti di insofferenza ma, quando governava il Paese, ha perso la sfida qui, alle amministrative del 2004 e 2005, e perfino al referendum istituzionale. Anche a Milano emergono i guasti e le contraddizioni dopo 15 anni di governo del Centrodestra. All’interno della CDL sono sempre più vistose  le tensioni, mentre si ricomincia a sentire la voce di chi lavora per un’alternativa riformista.
4. Per questa nostra città ancora in attesa di una visione e di un progetto per il futuro, che richiami giovani e talenti, che unisca e renda compatibili gli interessi di chi la “usa” con quelli di chi ci vive, dove la vivibilità non sia in contrasto con lo sviluppo e il ruolo di capitale economica, il Partito Democratico può e deve essere una straordinaria occasione.
Purché prevalga la discontinuità, soprattutto rispetto a quegli elementi di centralismo e conservatorismo che di fatto vengono percepiti come messaggio degli attuali Partiti di centrosinistra.
Purché vi sia coerenza tra valori, programmi, organizzazione della partecipazione, persone che assumono incarichi di direzione.
5. Per queste ragioni e consapevoli del fatto che il percorso di costruzione del PD sta suscitando aspettative, e che non solo la positiva esperienza dei gruppi dell’Ulivo, ma quella dei tanti Comitati sorti in questi mesi ci dicono che la base del PD  è forse più avanti nel processo di contaminazione di quanto a volte sembrano comprendere i vertici, riteniamo che:
5.1 La questione “ Milano”e la sua complessità di città-regione debbano trovare centralità nei programmi regionali che saranno elaborati per le elezioni del 14 Ottobre: basta sia con la tradizione dell’autosufficienza ambrosiana, sia con quella dell’”indifferenza” regionale. Milano insomma non è come le altre città lombarde, ma non è neanche zona franca.

5.2 Ci si  pronunci fin da ora a favore di elezioni primarie per gli organismi sia a livello di area metropolitana che di città, perché i nuovi  gruppi dirigenti siano autorevoli e autonomi.

5.3 Si favoriscano liste locali senza rigidità di appartenenze o identità oggi già superate, che permettano di meglio rappresentare la ricchezza dell’associazionismo di diversa natura, fortemente radicato nella società milanese, e le singole persone portatrici di esperienze e di competenze.

5.4 In queste liste la presenza di donne al 50% e di giovani sia occasione di rinnovamento sostanziale e di vera selezione di un nuovo gruppo dirigente.


Marilena Adamo
Marco Cormio
Andrea Fanzago
Marco Granelli
Pierfrancesco Majorino
Ettore Martinelli
Fabrizio Spirolazzi
Aldo Ugliano
Francesca Zajczyk




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